Vivendo o passando per Roma nei mesi autunnali ed invernali è quasi impossibile non vedere le evoluzioni degli storni nel cielo. Sarà sicuramente capitato al premio Nobel Giorgio Parisi, che in questa città è nato e cresciuto.
Orgoglioso della Facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza, dove si è laureato e tuttora insegna, del suo Paese, nel quale è rimasto e nel quale si è sempre impegnato anche politicamente, ”Parisi nella sua carriera ha studiato argomenti molto diversi, accomunati dal poter essere chiamati sistemi complessi: dal bosone di Higgs alle interazioni fra i neuroni del cervello, che lo hanno portato a occuparsi di reti neurali e intelligenza artificiale, fino al comportamento dei singoli uccelli all’interno degli stormi in virata.
Oggi fa ricerca sulla struttura di materiali eterogenei come i vetri.
Anche lo studio del clima è considerato parte dei sistemi complessi.
Per questo il fisico italiano è stato premiato accanto a due colleghi climatologi.
Nato a Roma, Parisi ha insegnato fisica teorica alla Sapienza, dove si è laureato, è stato presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei (ora ne è vice) ed è ricercatore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).
E’ molto lontano dal lavorare in una torre d’avorio. E’ sempre sceso in campo per criticare le politiche dei tagli ai fondi della ricerca e ha pubblicato varie analisi matematiche delle curve dell’epidemia di Covid. Nel 2010, alla morte del professore con cui nel 1970 si era laureato, Nicola Cabibbo, con una tesi sul bosone di Higgs, Parisi si era detto dispiaciuto perché alle ricerche del suo mentore non era mai andato il Nobel. Oggi, dentro se stesso, una parte di quel premio la dedicherà sicuramente a lui. L’ultimo italiano a vincere il premio per la fisica era stato nel 1984 Carlo Rubbia. Due anni più tardi Rita Levi Montalcini aveva vinto quello per la medicina”1
Tra i sistemi complessi indagati c’è il comportamento degli storni in risposta all’attività di caccia di un predatore, studio che ha coinvolto ricercatori di vari discipline.
“La formazione delle onde è un vivido esempio di comportamento collettivo che si verifica in insetti, uccelli, pesci e mammiferi, che è stato interpretato come una risposta antipredatoria. Negli uccelli manca una caratterizzazione quantitativa di questo fenomeno, che coinvolge migliaia di individui, e resta sfuggente il suo legame con la predazione.
Abbiamo studiato le onde in stormi di storni, una specie altamente gregaria, sia mediante l’osservazione diretta che l’analisi quantitativa della visione artificiale di registrazioni video HD, sotto la predazione di falchi pellegrini, Falco peregrinus. Abbiamo scoperto che le onde hanno avuto origine dalla posizione del predatore attaccante e si sono sempre propagate lontano da esso. Abbiamo misurato la loro frequenza e velocità, quest’ultima spesso maggiore della velocità del gregge. È stata trovata un’elevata correlazione positiva tra la formazione di onde e il ridotto successo di predazione. Suggeriamo che la tendenza di una preda a fuggire, quando iniziata anche da pochi individui in un gruppo coeso, susciti onde di densità auto-organizzate. Tali evidenti fluttuazioni nella struttura locale dei branchi sono efficaci nel confondere i predatori.” 2

Collegamenti esterni
Teche Rai Giorgio Parisi : il Nobel per la Fisica e gli storni
Radio3 scienza. Il Nobel è un sistema complesso
La breve intervista a Giorgio Parisi di Giovanni Floris a di Martedì
Giorgio Parisi , nel sito dell’Università la Sapienza di Roma
1-Lo scienziato italiano Giorgio Parisi vince il Nobel per la fisica di Elena Dusi
La Repubblica, 05/10/2021
2 – Andrea Procaccini, Alberto Orlandi, Andrea Cavagna, Irene Giardina, Francesca Zoratto, Daniela Santucci, Flavia Chiarotti, Charlotte K. Hemelrijk, Enrico Alleva, Giorgio Parisi, Claudio Carere
Propagating waves in starling, Sturnus vulgaris, flocks under predation,
Animal Behaviour, Volume 82, Issue 4, 2011, Pages 759-765,
ISSN 0003-3472
(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0003347211002867)


