Il Parco Nazionale del Pollino è per noi un’attrazione irresistibile, sarà per gli alberi secolari, per la gente che si incontra, per l’atmosfera che si respira.
Almeno una volta nella vita bisognerebbe salire quassù, al cospetto di questi monumenti viventi, sedersi ai loro piedi per riposarsi in silenzio, guardare ed ascoltare.

Almeno una volta bisognerebbe salire al Santuario della Madonna del Pollino, dove la cura del giardino ed il panorama portano con se il senso del bello, del benessere. L’ombra della chioma dell’Acero opalo, inserito nel Registro Nazionale degli alberi Monumentali, accoglie e protegge il pellegrino che qui si riposa.
“Ascolta, ascolta il silenzio,
ti parla …
fermati, ascolta ancora e racconta “
A pochi passi dal Santuario, il Rifugio Pino Loricato è un buon punto di ristoro per gli escursionisti ed è sempre meglio informarsi, non sempre è aperto.
Molti sono i sentieri che si possono fare nel Parco, alcuni li avevamo percorsi negli anni passati (vedi in fondo gli articoli correlati) e siamo tornati a seguirli, con piccole varianti per visitare nuovi posti.
Quest’anno abbiamo percorso l’Itinerario di Particolare Valenza 3, che da Colle dell’Impiso porta al Colle del Malevento. Per concludere l’anello siamo saliti sulla cima del Pollino e, scesi ai piani di Gaudolino, siamo tornati al punto di partenza.
Un’altro itinerario ad anello che abbiamo percorso quest’anno ci ha portato nella faggeta vetusta del Pollinello, al cospetto del Patriarca e di altri imponenti Pini loricati lungo il percorso che sale alla sella Dolcedorme, per poi scendere dal Canale del Malevento fino al punto di partenza di Colle dell’Impiso, attraversando i diversi ambienti che caratterizzano la montagna.

Letture consigliate






















