Doveva essere un giorno qualunque se non fosse stato per quella mail che in linguaggio formale comunicava la ricattura di un uccello inanellato.
L’oggetto della comunicazione di quel 26 ottobre 2018 era relativa ad un Pettirosso inanellato quattro anni prima, nel 2014, e ricatturato a Nidingen in Svezia, nel 2016.

Nidingen, lo sono andato a cercare subito dopo sul pc; vista dallo spazio è un piccolo puntino nel mar Baltico, tra Svezia e Danimarca, una specie di virgola di sassi e terra in mezzo al mare, alcune costruzioni, un piccolo attracco di servizio.

Più di 1600 km separano in linea d’area l’isola svedese e la Riserva Naturale “la Sentina” , a San Benedetto del Tronto sulla costa adriatica dove lo avevo inanellato due anni prima.
Due “aree di sosta” dove foraggiarsi e riposare per poter continuare la migrazione dalla località di svernamento a quella di nidificazione.
Quanta strada per di un Pettirosso di 14 grammi.

Ho cercato la pagina social della Stazione di Inanellamento per vedere le foto del posto e mi sono iscritto al gruppo per seguirne le attività.
Non capita spesso di avere notizie di un uccello che hai inanellato ed è sempre una buona notizia quando succede, così nell’entusiasmo, scrissi un articolo sul blog di allora: Un Pettirosso
L’isola svedese Nidingen è così entrata nel mio immaginario, ero curioso di vedere il posto e conoscere gli inanellatori che avevano effettuato la ricattura, sorridere di quel Pettirosso così particolare, di noi che dedichiamo il nostro tempo allo studio degli uccelli.
In Svezia l’inanellamento viene effettuato da circa 250 inanellatori e assistenti presso le 22 stazioni ornitologiche del Paese, nonché da circa 450 inanellatori individuali.
L’ attività di inanellamento svedese è condotta principalmente senza scopo di lucro, ma una parte minore dell’attività viene utilizzata anche come metodo di ricerca scientifica sugli uccelli.
fonte : Società ornitologica di Göteborg
Ed eccola l’isola di Nidingen, in una bella giornata di sole nel mese di luglio.

L’isola è una riserva naturale, è accessibile solo in alcuni periodi dell’anno e non è una meta turistica. Agli inizi del 1900 era abitata stabilmente da “tre famiglie e non meno di 23 bambini“.
Dal 1996 non ci sono più residenti stabili.
Dal 1980 sull’isola è presente una stazione ornitologica gestita dalla Società Ornitologica di Göteborg, che ospita i volontari in una delle case presenti.
Per raggiungere l’isola da turisti bisogna affidarsi ad una società locale che dispone di un gommone e gestisce il bar e un paio di case sull’isola.
Sul gommone che ci porta lì, anche due famiglie con i bambini in gita giornaliera ed un paio di signore appassionate di birdwatching, come molti in Svezia.
Molta curiosità aveva destato la cattura di una Sterpazzolina (Curruca iberiae), alla stazione ornitologica di Ottenby, una rarità per la Svezia e visto che sull’isola di Nidingen ne era stata avvistata una nei giorni precedenti al nostro arrivo, diversi erano stati i birdwatcher svedesi venuti a cercarla tra i pochi cespugli dell’isola.



I volontari ci accolgono sull’isola e dopo le presentazioni ci portano direttamente alla Stazione di inanellamento, una piccola stanza in una delle costruzioni dell’isola.
Dennis Kraft, responsabile in quel periodo delle attività, è un pò sorpreso dall’arrivo di due stranieri più curiosi delle loro attività ornitologiche che interessati alla novità del momento 1 , così comune da noi, così rara e accidentale in Svezia. 2
Di certo non si aspettava di vedere due italiani in visita sull’isola, arrivati lì con la storia di un certo Pettirosso, che si può raccontare solo grazie al loro impegno alla stazione di inanellamento.
Non c’erano stati contatti precedenti, stare lì era una sorpresa anche per noi, che solo il giorno prima abbiamo capito come raggiungere l’isola.

A Nidingen sono stati condotti studi scientifici sullo Spioncello (Anthus spinoletta), il gabbiano tridattilo (Rissa tridattyla), lo Zafferano (Larus fuscus), l’Uria nera (Cepphus grylle), il Corriere grosso (Charadrius hiaticula) e il piovanello violetto (Calidris maritima).
Dennis è cortese, sorridente, ci mostra la stazione di inanellamento e ci invita a visitare l’isola, a salire sul faro.

Il sorriso di Dennis Kraft al nostro incontro 
Nella stazione di inanellamento



Spioncello (Anthus spinoletta)
C’è il sole ma anche il vento, solo alcune reti sono aperte ed un solo individuo viene marcato nel periodo della nostra permanenza sull’isola.
Il caffè offerto da Dennis è l’occasione per stare insieme e chiedere un pò di cose sull’isola, sull’associazione e sui volontari che gestiscono la stazione di inanellamento e si prendono cura di quel fazzoletto di terra su cui è presente l’unica colonia svedese di Gabbiano tridattilo (Rissa tridactyla).

Sarà stata la bella giornata di sole, la cordiale accoglienza ma quell’isola in mezzo al mare c’è sembrata in quel momento il paradiso degli inanellatori.
Purtroppo per questa volta i turni erano già tutti prenotati e non c’è stata la possibilità di rimanere o tornare in questa stagione.
Così dopo averla raggiunta, ci auguriamo di poterci tornare.
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