Belvedere Malvento

Nel Parco del Pollino, poco distante dall’uscita dell’autostrada una breve passeggiata conduce al Belvedere Malvento . Ottima idea per una sosta lungo la strada di ritorno dai mari del Sud.

Usciamo a Campotenese dall’autostrada Salerno – Reggio Calabria per fare una pausa, con l’idea di passare la notte e riprendere la strada il giorno seguente, dopo una passeggiata mattutina in montagna.
Ormai è buio quando percorrendo la strada provinciale 137 raggiungiamo il Valico di San Martino, scorgiamo la Cappella della Madonna del Carmine ed i ruderi del fortilizio borbonico proseguendo a sinistra sulla strada panoramica.
Siamo diretti a Piano Ruggio, le luci dei paesi sulle colline e nella valle sottostante scompaiono dopo poco, quando la strada si restringe e attraversa la faggeta, immersa nel buio della notte.

La mattina seguente, al risveglio, il suono dei campanacci degli animali al pascolo risuona nella piccola valle circondata dalle faggete poste in continuità con le Faggete vetuste di Cozzo Ferriero1 e del Pollinello.

Poco dopo arriveranno i primi venditori ambulanti, più tardi aprirà il bar e la strada ed il parcheggio si riempirà di macchine e moto, è una domenica di fine estate.
Riempite le borracce al fontanile che si incontra ai margini della strada che porta ai piani di Visitone, seguiamo le indicazioni per il Belvedere Malvento, mentre una coppia di Poiane in volo lancia il suo richiamo.

Il sentiero, lungo 2,5 km, costeggia il bosco raggiungendo la Riserva Naturale Orientata nel Canale Malvento dove incontriamo uno degli alberi secolari del Parco, il Faggio delle 6 sorelle.2

Raggiungiamo il Belvedere per osservare il panorama sulla piana di Castrovillari e sui rilievi circostanti. Per la sua brevità e assenza di pendenze impegnative, l’itinerario che porta al Belvedere Malvento è uno dei più facili e più frequentati del Parco, ce lo ricorda il vociare dei Corvi imperiali allarmati dall’arrivo delle comitive in gita domenicale.
E’ tempo di ritornare sui nostri passi e di godere del panorama dagli altri spiazzi posti lungo la strada del ritorno.
Oggi c’era un pò di foschia ma che panorami !


Collegamenti esterni


1 Faggete vetuste nel Parco Nazionale del Pollino

2 Mappa interattiva Alberi monumentali d’Italia,
Faggio delle 6 sorelle (001/L873/PZ/17)

Le regole dell’amore.

Perché l’amore è un segreto

ed essendo un segreto, io non lo so

L’amore stupisce, Ascanio Celestini.

A parte gli organismi unicellulari che si riproducono per scissione, quelli pluricellulari sessili che si riproducono liberando in acqua i gameti e i pochi ermafroditi sufficienti, la maggior parte degli animali impegnano una parte più o meno lunga della loro esistenza alla ricerca di un compagno, utilizzando tutti i sensi a disposizione ed inventando i metodi più fantasiosi pur di perpetuare la specie trasmettendo parte del proprio codice genetico.
Nella stagione propizia, di fronte alle femmine i maschi si esibiscono in una qualche forma di corteggiamento, più o meno elaborata, che prelude la condivisione del materiale genetico, il codice biologico che contiene le informazioni per lo sviluppo di un nuovo individuo.
La possibilità di successo per il maschio dipende dalla scelta della femmina che deciderà in base alle sue preferenze, determinando il corso dell’evoluzione *.

é così anche per gli Odonati, insetti comparsi nel Carbonifero ( 250-300 Milioni di anni fa), che trascorrono una parte della loro vita in acqua allo stato larvale (da uno a tre anni) prima che il processo della metamorfosi trasformi questi predatori acquatici in predatori volanti, alcuni capaci di raggiungere i 30 km/ora e stare in volo per ore.

L’ordine degli Odonati è presente in Italia con 95 specie raggruppate in due sottordini : Zigotteri, con occhi posti ai lati della testa, ali anteriori e posteriori simili tenute chiuse quando sono a riposo e Anisotteri, con occhi che si toccano, ali di forma diversa tenute aperte in posizione di riposo, comunemente indicati i primi come Damigelle mentre i secondi sono conosciuti con il nome generico di Libellule.

Allo stadio adulto i maschi difendono un territorio rimanendo posati sulla vegetazione, allontanandosene solo per cacciare o scacciare eventuali intrusi. Per le femmine in visita al territorio si esibiscono in voli di corteggiamento invitandole a formare un tandem, il volo nuziale della coppia che precede l’atto riproduttivo, che può durare ore.

Visto il loro comportamento non sono difficili da fotografare e per il loro riconoscimento si possono utilizzare i libri o le risorse di internet, come il sito Odonata.it .
Come per altre specie animali i cittadini possono partecipare allo studio ed alla conservazione di questi animali inserendo le osservazioni fatte sul campo sul portale Ornitho.it .

Gli individui ritratti nella foto sottostante, un maschio e una femmina di Codazzurra comune **, misurano appena 30-34 mm e sono rimasti apparentemente immobili per tutto il tempo in cui abbiamo scattato foto nel tentativo di mettere a fuoco l’immagine per ottenere un buon risultato.
Erano ancora in quella posizione quando siamo andati via costeggiando il Tevere nei pressi dell’Oasi di Alviano.

Codazzurra comune (Ischnura elegans) in accoppiamento


* L’evoluzione della bellezza

**Codazzura comune

Sorgenti e cascate.

In questa torrida stagione abbiamo cercato brevi itinerari per raggiungere un posto dove fermarsi al fresco nelle ore più calde della giornata al termine di brevi escursioni.
Alla ricerca di questo posto ideale siamo saliti di quota lungo le valli incassate nei versanti boscosi dell’Appenino Umbro Marchigiano, costeggiando un corso d’acqua fino alle sorgenti o ad una delle cascate che si sono formate nel tempo.
Abbiamo accuratamente evitato i posti più conosciuti per evitare inutili schiamazzi, per non vedere l’immondizia che, per abitudine o distrazione, gli umani lasciano al loro passaggio.

Ci sono gole e cascate che attirano molti visitatori, altre sono molto più tranquille e si può stare in pace per ore immersi nell’aria fresca, nel rumore dell’acqua e degli animali. Ogni cascata ha il suo fascino, le sue caratteristiche e la sua storia.

Le Callarelle

Le sorgenti hanno un’altro fascino, quelle in quota poi mi stupiscono sempre e anche se conosco la risposta, mi meraviglio sempre per quell’acqua che sgorga da sotto la roccia, tra uno strato geologico ed un altro, al termine di chissà quali giri sotto le montagne. Intorno, sul terreno umido tra le macchie di colore di fiori e farfalle fanno capolino piccoli uccelli che volano via al primo accenno di pericolo per poi tornare a dissetarsi o a cercare qualche piccolo seme o insetto con cui sfamarsi.

Sorgenti di Panico

Penso sempre che un tempo l’acqua era sacra e le sorgenti, la sponda di un lago o di un torrente è lo scenario magico dentro cui danzano i miti di molte culture, non solo indoeuropee, a testimonianza dell’importanza e del ruolo dell’acqua per la vita, per lo sviluppo delle comunità e delle civiltà.

Castel Santangelo sul Nera
Dalle sorgenti del Nera alle Cascate del Pisciatore
Cascate del Pisciatore

Una volta tornato a casa, mentre bevo un bel bicchiere d’acqua del rubinetto prima di andare a dormire, ripenso al libro di Vandana Shiva ” Le guerre dell’acqua“, al referendum tradito per l’acqua pubblica, al fiume sotto casa dove non ci si può più fare il bagno perchè inquinato e maleodorante.
La magia delle sorgenti, delle cascate, dei sentieri di montagna è ormai alle nostre spalle.