In questo momento, la Commissione Europea sta chiedendo al pubblico di esprimere la propria opinione su come dovrebbe svolgersi il ripristino della natura in tutta l’UE, ma solo fino al 5 aprile 2021.
Più di 20 Organizzazioni non governative si sono impegnate per delineare le azioni da intraprendere per favorire la biodiversità e contrastare il cambiamento climatico.
Sulla base di un testo concordato sono state fornite le risposte al questionario della consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea sul Green Deal.
Il questionario compilato dalle Organizzazioni promotrici è a disposizione di tutti sul sito Restore Nature , dove vengono motivate le risposte date al questionario e si invitano i cittadini a partecipare alla consultazione dando la propria adesione all’iniziativa.
La Commissione Europea lo ha promesso: proporrà una nuova legge per rendere il ripristino della natura legalmente vincolante per i paesi dell’UE. Ma ad oggi non esiste una definizione su ciò che questo effettivamente significhi.
“Le idee dell’evoluzione, in particolare nell’opinione pubblica, sembrano essere rimaste indietro rispetto alle nuove scoperte scientifiche e molto può essere detto di nuovo in questo momento d’importante svolta culturale, contrassegnato da una visuale più sistemica della realtà.”
– L’evoluzione costruttiva. Fattori d’interazione, cooperazione e organizzazione.
Il tempo è relativo e fa scherzi strani, a volte corre a volte sembra fermo, poi d’improvviso è già passato, volato via. Oggi non è come ieri, anche se può sembrarlo, anche se a volte sembra di essere tornati al punto di partenza. Che il presente fosse uguale al passato è stata una certezza per la cultura e la società per un lungo periodo di tempo. Certo c’era stata la cacciata che aveva interrotto quell’idilliaco tempo nel Giardino, ma tutto, fuori e dentro, era rimasto così come era stato creato in quel giorno, anzi in quella settimana, riposo compreso. Il tempo in questo periodo di restrizioni è passato per me tra le 556 pagine di un libro, interessante ed impegnativo, che parla di evoluzione, ovvero quello che è successo tra ieri ed oggi, con uno sguardo anche al domani considerando che le spinte evolutive sono ancora attuali. E’ un libro che dovrebbero leggere tutti, ma presuppone delle conoscenze di base e quindi lo consiglio specialmente e vivamente a chi si occupa ambiente e di divulgazione scientifica.
Darwin esitò molto prima di pubblicare il libro che lo rese famoso; l’ipotesi che si delineava nella sua mente metteva in discussione molto di quanto aveva appreso fino ad allora. La sua teoria contribuì a cambiare la visione che l’uomo aveva di se stesso, influenzando profondamente la cultura e la società. La teoria dell’evoluzione è ancora oggetto di discussione e c’è anche chi vorrebbe che l’argomento non sia trattato dai programmi scolastici, come proposto a suo tempo dall’allora ministro Moratti. Nel libro di Michele Sarà, professore di Zoologia nelle Facoltà di Scienze Naturali, le osservazioni scientifiche acquisite nelle varie discipline concorrono a creare un quadro dell’evoluzione ben diverso da quello presentato 150 anni fa ne “L’Origine delle specie”. L’evoluzione nell’uomo è anche un’evoluzione culturale e l’ultima parte del libro riguarda le materie umanistiche proprio perché le conoscenze scientifiche acquisite influenzano il pensiero, la cultura e la società.
Il libro “L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione” , fa il punto sulle più recenti conoscenze acquisite nei vari campi delle discipline scientifiche che hanno contribuito ad affinare l’ipotesi iniziale. La teoria dell’evoluzione non è più quella che avevo studiato quando ero all’Università, anche il neo-darwinismo è superato, le nuove conoscenze lasciano spazio ad altre ipotesi, ad altre interpretazioni. Questo libro fa piazza pulita di quanto si sente spesso dire riguardo il processo evolutivo, veicolato da un pensiero liberista che ripone nella competizione e nella sopraffazione tutta la sua ragione d’essere. Questa visone era già stata oggetto di controversie, e la natura collaborativa e non competitiva del mondo era stata proposta agli inizi del 1900 da Kropotkin nel suo libro “Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione“.
Ripercorrendo i fenomeni evolutivi alla luce delle nuove conoscenze, l’autore evidenzia l’importanza dei fattori dovuti all’interazione, alla cooperazione ed organizzazione dei sistemi biologici, che consentono l’emergere di qualità nuove, qualità emergenti, non prevedibili in base all’osservazione delle singole parti. Tra queste c’è la nostra coscienza, proprietà ancora inesplorata e solo parzialmente compresa, talvolta assente, talvolta anestetizzata.
L’acquisizione dell’autocoscienza è la meta conseguita dall’evoluzione nel processo di ominazione ed è quindi logico considerare che la successiva evoluzione umana debba consistere essenzialmente nello sviluppo e intensificazione dell’autocoscienza.
Michele Sarà
L’evoluzione è ancora in atto e per un certo aspetto la prospettiva futura illustrata dall’autore mi ha fatto fa tornare alla mente le idee di Gioacchino da Fiore che profetizzava l’arrivo dell’Età dello Spirito. Una prospettiva ottimistica della nostra evoluzione, sulla quale si può essere d’accordo o meno, che se fosse vera ci salverebbe dalla catastrofe ambientale, culturale e sociale che stiamo attraversando.
Michele Sarà. L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione . UTET, 2005
Pëtr A. Kropotkin. Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione. Elèuthera, 2020
“Se vuoi conoscere lo stato di salute di una popolazione guarda l’aria che respira l’acqua che beve ed il posto in cui vive”
Ippocrate, 460 a. C
Certe relazioni sono note da molte tempo ma evidentemente ce ne siamo dimenticati, troppo impegnati nella produzione e nel consumo, spesso distratti a volte colpevolmente indifferenti.
Quando ho visto il video di questo Picchio rosso maggiore ho provato un senso di fastidio, di profondo disagio. Purtroppo alcuni dei cani con cui ho avuto il piacere di passare il mio tempo hanno subito la stessa sorte e l’ingestione di polpette avvelenate con l’utilizzo di questi principi neurotossici utilizzati in agricoltura alcune volte è stata fatale. E’ una questione di dosi, di proporzioni, alcune volte di fortuna e di tempestività.
Il disagio provato nasce anche dalla consapevolezza che queste sostanze immesse nell’ambiente con l’intenzione di eliminare qualche specie, animale o vegetale o la presenza di funghi, li ritroviamo nell’acqua e nel cibo e nell’aria che respiriamo. Le conseguenze dell’avvelenamento dell’ambiente hanno conseguenze dirette sulla nostra salute.
Produrre cibo in modo più salutare per l’ambiente, quindi anche per noi, è una necessità di cui si fa portavoce la coalizione Cambiamo Agricoltura , che nei mesi scorsi ha promosso una serie di incontri con esperti per approfondire questi argomenti, disponibili sul web.
Per sapere cosa succede quando queste sostanze vengono assunte e lentamente si accumulano nel nostro organismo, suggerisco il webinar dal titolo “Qualità dell’alimentazione, della salute e la nuova PAC”
Come ornitologo, coinvolto nella ricerca sul campo nei censimenti ornitologici finalizzati al monitoraggio della biodiversità, vi suggerisco di vedere anche il webinar Agricoltura e biodiversità.
“Uomo avvisato, mezzo salvato” , in questo periodo sarebbe molto importante riflettere su ciò che già sappiamo per intraprendere con maggior consapevolezza un nuovo tipo di rapporto con l’ambiente e con gli esseri viventi. Non ci facciamo distrarre e non rimaniamo indifferenti.