Arte e natura a Giano dell’Umbria.

Giano dell’Umbria è un piccolo comune sulle pendici dei Monti Martani, il rilievo montuoso che divide la valle del Tevere dalla valle Umbra, meta di piacevoli e panoramiche escursioni vicino casa.
Per valorizzare i beni artistici ed ambientali questo piccolo Comune ha realizzato una serie di Itinerari , percorribili a piedi, in mtb o in auto in maniera autonoma grazie alle indicazioni disponibili on line.
Uno di questi itinerari, Ulivi Immortali, è dedicato alle piante d’ulivo che insieme alle vigne ed ai boschi caratterizzano gran parte del paesaggio collinare umbro.
La raccolta delle olive è iniziata, i frantoi sono aperti, è un buon momento per passare da queste parti.

Pianta inserita nell’elenco degli Alberi Monumentali Italiani

Ogni albero ha un cartello identificativo con una poesia e il Qr code per accedere ai contenuti multimediali.
L’Annusatore è il nome dato all’ulivo di Macciano, un albero monumentale italiano (001/E012/PG/10), e questa la poesia composta in suo onore:

Io sono Giano.
Ho visto, ascoltato, sentito
raccontato, accolto, custodito
protetto i suoi abitanti.
C’ero quando l’uomo preceduto dal falco
amava correre per questi lidi,
e prim’ancora fanciullo ascoltava il vento
che d’impeto scendeva dal monte.
Ho visto il poverello d’Assisi
illuminare i prati ed ascoltare gli animali
quando i suoi simili non lo capivano.
Ho accompagnato Giordano
nel suo viaggio teutonico
ed ispirato la sua cronaca.
Ma sopra tutto
annuso…
profumi antichi ancora presenti
ch’el tempo non riuscira’ a cambiare.
Io sono Giano,
e Giano e’ un ulivo.
Pianta inserita nell’elenco degli Alberi Monumentali Italiani

Anche quest’altra pianta, che si trova in località Camporeggiano e conosciuta con il nome La Roccia, è inserita nell’elenco nazionale (004/E012/PG/10).

Poco distante, sulla strada che porta sul Monte Martano, c’è la Repubblica di Frigolandia, “Sede delle riviste Frigidaire e Il Nuovo Male, Laboratorio di Grafica e Museo dell’Arte Maivista (MAM) dedicato al fumetto e all’illustrazione, che conserva migliaia di opere dei maggiori autori italiani, come PazienzaTamburiniScozzariSparagnaVincinoLiberatoreIgortEchaurrn e tanti altri, Frigolandia è stata visitata negli anni da migliaia di famiglie, giovani, studiosi e ricercatori di ogni parte d’Italia e del mondo, moltiplicando così anche l’afflusso turistico sul territorio umbro” che “con un’ordinanza di sgombero emanata l’11 marzo 2020 in piena emergenza Coronavirus, … la Giunta del Consiglio Comunale di Giano dell’Umbria sta cercando di cancellare..”

https://www.frigolandia.eu/

Qui trovi l’appello a firmare la petizione affinché l’arte e la fantasia trovino ancora spazio tra le nostre colline.
Se ami l’Arte, la Cultura, il Libero Pensiero firma e fai firmare l’appello!

Un pellegrinaggio laico

Di tutti gli incroci di strade, questo è il più suggestivo che abbiamo incontrato. Il Valico di San Martino si attraversa per andare dal versante calabro del massiccio del Pollino a quello lucano, percorrendo la strada provinciale 137 da Morano Calabro a Rotonda. I ruderi del fortino borbonico, la cappella, due piccoli ambienti pieni di fervente devozione, la statua della Madonna sul punto più elevato, il panorama ed il silenzio fanno di questo luogo un posto particolare.

Ad ogni bivio una scelta da fare, una direzione da prendere per arrivare a destinazione, a scoprire cosa ci riserva la meta raggiunta.
Il Parco Nazionale del Pollino è famoso per i suoi Pini Loricati *, la loro inconfondibile forma è il simbolo stesso del parco. Incontrare uno degli Alberi Monumentali del Pollino era una delle mete del viaggio in Calabria e Basilicata che abbiamo fatto nelle prime due settimane di settembre.

Parco del Pollino
Parco Nazionale del Pollino


Posso dire che tutti post precedenti, in cui ho provato a raccontare con parole e immagini il breve ma intenso periodo, trovano qui la loro meta, come se tutti i post precedenti fossero solo la premessa, un percorso di avvicinamento a questo. Meteo permettendo, tornando verso casa decidiamo di percorrere gli Itinerari di Particolare Valenza, uno segnalato con la sigla IPV 2 e l’altro IPV 4 per vedere, toccare, annusare questi alberi. Due di questi alberi, inseriti nell’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia incontrati lungo gli itinerari, sono evidenziati nelle mappe qua sotto.

Monte Pollinello "Il Broccolo"
 Dati biometrici
Circonferenza alla base : 6 m
Circonferenza a 1,3 m da terra: 6 m
Altezza: 12 m Età stimata/presunta: 550-600 anni
Pino loricato
Serra di Crispo - Grande Porta del Pollino 
Dati biometrici
Circonferenza alla base : 7 m
Circonferenza a 1,3 m da terra: 5 m
Altezza: 12 m
Età stimata/presunta: 500-600 anni


Confinati sulle creste questi alberi sono maestosi ed hanno un profumo che non saprei descrivere e abbracciarli è una sensazione piacevole ! Le foto scattate in quei giorni non rendono, al pari delle parole, le sensazioni vissute nella visita, arrivate con il passo lento del camminare, nell’ascolto delle circostanze che si incontrano quando si percorrono a piedi i sentieri.

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Il viaggio è continuato a casa, sulla rete web, alla ricerca di informazioni, di conferme a quanto letto o visto per caso, coltivando l’interesse di tornare a vistare queste Regioni che abbiamo appena iniziato a conoscere.
Aspettando di aver ancora un pò di tempo libero da dedicare al viaggio, casualità ha voluto che da poco tempo fosse disponibile, sul sito del Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali, l’Atlante degli Alberi Monumentali.
Oltre a consentirmi di localizzare questi monumenti viventi su mappa e di riportare qui alcune informazioni su di loro, è nato una nuova curiosità, così tra una post e l’altro sono andato a cercare quelli più vicini a casa.


*Aspetti botanici e forestali del Pino loricato

** L’albero più vecchio d’Italia

I Giganti della Sila

Riprendiamo la strada di casa, abbiamo ancora qualche giorno di ferie e tanti luoghi ancora da visitare, non sarà facile scegliere. Dalla costa jonica ci addentriamo nell’entroterra attraversando la campagna scavata dalle acque e riarsa dal sole estivo.

La curiosità ci guida verso San Giovanni in Fiore, dove si trova l’Abbazia Florense fondata da Gioacchino da Fiore verso la fine del XII secolo.
Superiamo l’arco di pietra, oltrepassato il quale si aveva diritto di asilo, ed entriamo nell’edificio di culto, semplice ed austero.

Nonostante la sua influenza sul pensiero occidentale, non avevamo ricordi scolastici di Gioacchino da Fiore* e l’incontro con questo abate, teologo e scrittore contemporaneo di San Francesco d’Assisi, era avvenuto nella preparazione del quaderno “Le voci delle Rondini“.
Tantomeno sapevamo che Dante lo aveva collocato nel suo Paradiso, nel dodicesimo canto, quello riservato agli spiriti sapienti: “«… E lucemi dallato, il calavrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato» e che a distanza di un secolo, il pensiero di Gioacchino da Fiore sia ancora parte del dibattito culturale.

La visita a San Giovanni in Fiore ci riserva altre sorprese che hanno a che fare con la nostra storia recente.

Questo murales ricorda la tragica fine di alcuni paesani emigrati in America e deceduti nelle miniere di Monongah nel 1907** . Scopriamo inoltre un’altro episodio, quello della strage avvenuta il 2 agosto 1925, ricordata in una lapide all’esterno dell’Abbazia e raccontata nei libri di Salvatore Belcastro, “Il Silenzio dei Lupi” e “Sotto il selciato, storia di una strage dimentica“.

Proseguiamo verso le montagne della Sila per vedere da vicino i Giganti della Sila, che vivono in un’area particolarmente suggestiva affidata alla gestione del FAI, raccontata nel programma radiofonico Passioni da Patrizia Giancotti.***


Il giorno successivo facendo base a Fossiata visitiamo l’Arboreto e percorriamo i sentieri facendo un anello che passa per il Cozzo del Principe, dove il panorama si apre sul Lago Cecita.

Lungo il percorso fermiamo due escursionisti, che zaino in spalla corrono sul sentiero e uno di loro, Francesco, ci racconta un pò di storia su questi boschi e su questi paesi e ci consiglia luoghi e libri per approfondire la conoscenza di questa terra.
Tra le tante cose che ci racconta, una ci colpisce particolarmente:
Un’ulteriore e intensa fase di disboscamento si verifica nel secondo dopoguerra, quando gli alleati angloamericani saccheggiano le foreste di grandi conifere della Sila come atto di riparazione dei danni di guerra“.

In questa breve conversazione riecheggia la canzone di Eugenio Bennato, “Ninco Nanco”.

Lasciamo la granitica Sila immersi nei pensieri. Nel silenzio dell’abitacolo prendono forma le parole di un’altra canzone :

 ... te voglio fa sape' chi ha costruito stu paese
te voglio fa sape' chi n'ha pavato 'e spese
chi è stato deportato pe' quatto sorde 'o mese?
Guaglione siciliani e ccalabbresi
famme miseria schifezze e malatia
chist'è stato 'o prezzo che ha pavato a terra mia
p'avè chestu ppoco 'e lusso e civiltà
machine palazze eroina a quantità
mafia ndrangheta sacra corona unita
chest'è tutto chello che c'hanno lassato ...

Almamegretta, Sud. Animamigrante, 1993

Il tempo scivola via e sappiamo di dover scegliere la prossima tappa sulla strada del ritorno. C’è ancora molto da vedere, una fitta rete di sentieri segnalati da percorrere, paesi da visitare e storie da scoprire ma le previsioni meteorologiche ci suggeriscono di risalire la Penisola.
Continua …


* Gioacchino da Fiore

Youtube – Video – Gioacchino Da Fiore, l’utopia della giustizia, il messaggio e le tracce profetiche nel mondoGioacchino da Fiore profeta della globablizzazioneGioacchino da Fiore e i francescani

** Monongah 1907
*** Tra i giganti del bosco. Passioni, Radio 3. – Natura e cultura nel Parco Nazionale della Sila di Patrizia Giancotti