Camminando in Abruzzo, credo intorno al ventesimo chilometro percorso, cosciente che ancora mancava poco a chiudere ad anello il percorso iniziato la mattina, mi sono venuti in mente tutte le persone in movimento per raggiungere una meta, un luogo di sosta, un posto migliore.

Mi sono tornate in mente le immagini del film Midnigth traveler * e le immagini dei reportage televisivi sulle persone che emigrano.
Sarà per questo che tornando a casa sulla Statale 17, ho seguito le indicazioni per il Monumento all’Emigrante.
Solitaria e ben visibile nella piana di Navelli, la Chiesa Santa Maria de’ Centurelli è situata lungo l’antico Tratturo Magno e, lì accanto, la statua di Augusto Pelliccione ci suggerisce altre immagini dell’Emigrazione.
La frase di Bartolomeo Vanzetti posta sul basamento della statua ci ricorda dei pregiudizi verso i migranti, delle ingiustizie dei nostri sistemi sociali e dell’inadeguatezza di quelli giudiziari. Una musica si fa strada nella mente, la colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti” composta da Ennio Morricone e cantata da Joan Baez.
mentre alla mia compagna torna alla mente la canzone di Gianni Morandi
"Tutti siamo Nicola e Bart"
Migrare è un esigenza che accomuna molti esseri viventi, dagli organismi planctonici ai grandi cetacei, dalle farfalle alle tartarughe marine, dagli uccelli ai grandi erbivori. Camminando su questo pianeta la nostra specie si è evoluta. La nostra storia ci racconta di migrazioni bibliche, come quella narrata nell’Esodo, o di piccoli gruppi, come quello guidato da Enea.
La nostra Penisola è terra di migrazioni, passate e presenti, ed il mio cognome, testimonia le origini slave di persone che hanno lasciato la costa orientale dell’Adriatico quattro secoli fa, per risalire i colli del Molise, a Montenero di Bisaccia ( la J iniziale fu mutata in I durante il processo di Italianizzazione ).
A loro volta i miei parenti molisani, siciliani o veneti, a seconda del ramo familiare, sono emigrati nelle Americhe o nelle miniere del Belgio o in Francia. Oggi anche mio figlio vive all’estero e chissà che questo non sia anche il nostro futuro.
* Midnight traveler, di Hassan Fazili.
Nel 2015, dopo la trasmissione in tv del documentario Peace in Afghanistan, i taliban uccidono il protagonista del film e minacciano di morte il regista, Hassan Fazili.
https://www.internazionale.it/festival/mondovisioni/anno/2019
Temendo per la sua famiglia, Fazili decide di lasciare Kabul e fuggire in Tagikistan con la moglie e le due figlie. Dopo più di un anno, respinta la loro domanda di asilo e di fronte al rischio di essere espulsi, i Fazili decidono di rimettersi in viaggio e di documentare con i cellulari la loro odissea verso l’Europa, passando per Turchia, Bulgaria, Serbia e Ungheria.
Un racconto in prima persona dei rischi, delle speranze e delle paure che vivono i profughi in cerca di asilo, ma anche dell’amore che ha tenuto unita questa famiglia.








































