Anche se voi vi credete assolti.

Nell’Unione, dall’80 all’85 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge sono plastica: di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50 % e gli oggetti collegati alla pesca il 27 % del totale. I prodotti di plastica monouso comprendono un’ampia gamma di prodotti di consumo frequente e rapido che sono gettati una volta usati, raramente sono riciclati e tendono pertanto a diventare rifiuti.

Le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso, sono tra i rifiuti marini più frequentemente rinvenuti sulle spiagge nell’Unione. Ciò è dovuto all’inefficacia dei sistemi di raccolta differenziata e alla scarsa partecipazione dei consumatori a tali sistemi. È necessario promuovere sistemi di raccolta differenziata più efficaci. È opportuno, pertanto, fissare un obiettivo minimo di raccolta differenziata per le bottiglie per bevande che sono prodotti di plastica monouso.

Materiali utilizzati per la pesca, come le “calze” utilizzate per l’allevamento delle cozze

Una percentuale significativa degli attrezzi da pesca immessi sul mercato non è raccolta per essere trattata. I prodotti di plastica monouso e gli attrezzi da pesca contenenti plastica sono pertanto un problema particolarmente serio nel contesto dei rifiuti marini, mettono pesantemente a rischio gli ecosistemi marini, la biodiversità e la salute umana, oltre a danneggiare attività quali il turismo, la pesca e i trasporti marittimi. 1

L’inquinamento terrestre e la contaminazione del suolo con oggetti di plastica di grandi dimensioni e con i frammenti o le microplastiche che ne derivano possono essere significativi e questi tipi di plastica possono disperdersi nell’ambiente marino.

Tubi di plastica utilizzati per l’irrigazione abbandonati sui campi

Dal 3 luglio solo alcuni prodotti saranno vietati *, e per quella data “gli Stati membri preparano una descrizione delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi di prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana, nonché promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno.”

“È indubbio che sia cresciuta negli ultimi tempi una forte presa di coscienza collettiva sulle tematiche legate all’ambiente, tanto che ben l’80% degli italiani dichiara di avere il timore di essere alle soglie di un vero e proprio disastro ambientale.
Una conseguenza a comportamenti e gesti quotidiani per i quali nessuno si sente assolto: il 74% della popolazione italiana pensa infatti di aver contribuito personalmente alle isole dei rifiuti negli oceani.” 2

Per tutti gli altri oggetti di plastica la Direttiva Europea prevede un nuovo obiettivo di riciclaggio, maggiore responsabilità per i produttori e “misure di sensibilizzazione” per arginare il malcostume dilagante che è sotto gli occhi di tutti noi. 3

Ponte di Montemolino, rifiuti gettati dai finestrini delle automobili in attesa che il semaforo diventi verde

Personalmente lo considero un bicchiere mezzo vuoto e molto lunga la strada da percorrere. La plastica continuerà ad invadere l’ambiente minacciando la nostra salute come è evidente dalla presenza di microplastiche nella catena alimentare e nel nostro organismo 4, 5


1 DIRETTIVA (UE) 2019/904 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

* Prodotti di plastica monouso di cui all’articolo 5 sulle restrizioni all’immissione sul mercato
1) Bastoncini cotonati, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE del Consiglio (1) o della direttiva 93/42/CEE del Consiglio (2);
2) posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette);
3) piatti;
4) cannucce, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE o della direttiva 93/42/CEE;
5) agitatori per bevande;
6) aste da attaccare a sostegno dei palloncini, tranne i palloncini per uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, e relativi meccanismi;
7) contenitori per alimenti in polistirene espanso, ossia recipienti quali scatole con o senza coperchio, usati per alimenti:
a) destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto;
b) generalmente consumati direttamente dal recipiente; e
c) pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, per esempio cottura, bollitura o riscaldamento,compresi i contenitori per alimenti tipo fast food o per altri pasti pronti per il consumo immediato, a eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti;
8) contenitori per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi;
9) tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi.

2 ALLA VIGILIA DI NUOVA ERA PLASTIC FREE IPSOS

3 Il PE conferma il divieto d’uso della plastica usa e getta entro il 2021

4 La plastica dentro di noi

5 Le microplastiche invadono anche il corpo umano

Protezione della biodiversità: obiettivi di ripristino della natura nell’ambito della strategia dell’UE sulla biodiversità.

In questo momento, la Commissione Europea sta chiedendo al pubblico di esprimere la propria opinione su come dovrebbe svolgersi il ripristino della natura in tutta l’UE, ma solo fino al 5 aprile 2021.

Più di 20 Organizzazioni non governative si sono impegnate per delineare le azioni da intraprendere per favorire la biodiversità e contrastare il cambiamento climatico.

Sulla base di un testo concordato sono state fornite le risposte al questionario della consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea sul Green Deal.


Il questionario compilato dalle Organizzazioni promotrici è a disposizione di tutti sul sito Restore Nature , dove vengono motivate le risposte date al questionario e si invitano i cittadini a partecipare alla consultazione dando la propria adesione all’iniziativa.

La Commissione Europea lo ha promesso: proporrà una nuova legge per rendere il ripristino della natura legalmente vincolante per i paesi dell’UE. Ma ad oggi non esiste una definizione su ciò che questo effettivamente significhi.

Uomo avvisato, mezzo salvato

“Se vuoi conoscere lo stato di salute di una popolazione guarda l’aria che respira l’acqua che beve ed il posto in cui vive”

Ippocrate, 460 a. C

Certe relazioni sono note da molte tempo ma evidentemente ce ne siamo dimenticati, troppo impegnati nella produzione e nel consumo, spesso distratti a volte colpevolmente indifferenti.

Quando ho visto il video di questo Picchio rosso maggiore ho provato un senso di fastidio, di profondo disagio. Purtroppo alcuni dei cani con cui ho avuto il piacere di passare il mio tempo hanno subito la stessa sorte e l’ingestione di polpette avvelenate con l’utilizzo di questi principi neurotossici utilizzati in agricoltura alcune volte è stata fatale. E’ una questione di dosi, di proporzioni, alcune volte di fortuna e di tempestività.

Il disagio provato nasce anche dalla consapevolezza che queste sostanze immesse nell’ambiente con l’intenzione di eliminare qualche specie, animale o vegetale o la presenza di funghi, li ritroviamo nell’acqua e nel cibo e nell’aria che respiriamo. Le conseguenze dell’avvelenamento dell’ambiente hanno conseguenze dirette sulla nostra salute.

Produrre cibo in modo più salutare per l’ambiente, quindi anche per noi, è una necessità di cui si fa portavoce la coalizione Cambiamo Agricoltura , che nei mesi scorsi ha promosso una serie di incontri con esperti per approfondire questi argomenti, disponibili sul web.

Per sapere cosa succede quando queste sostanze vengono assunte e lentamente si accumulano nel nostro organismo, suggerisco il webinar dal titolo “Qualità dell’alimentazione, della salute e la nuova PAC”

Come ornitologo, coinvolto nella ricerca sul campo nei censimenti ornitologici finalizzati al monitoraggio della biodiversità, vi suggerisco di vedere anche il webinar Agricoltura e biodiversità.

Uomo avvisato, mezzo salvato” , in questo periodo sarebbe molto importante riflettere su ciò che già sappiamo per intraprendere con maggior consapevolezza un nuovo tipo di rapporto con l’ambiente e con gli esseri viventi. Non ci facciamo distrarre e non rimaniamo indifferenti.

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Note sull’inquinamento da pesticidi in Italia

Rapporto Nazionale Pesticidi nelle acque

I pesticidi nel piatto