Sorgenti e cascate.

In questa torrida stagione abbiamo cercato brevi itinerari per raggiungere un posto dove fermarsi al fresco nelle ore più calde della giornata al termine di brevi escursioni.
Alla ricerca di questo posto ideale siamo saliti di quota lungo le valli incassate nei versanti boscosi dell’Appenino Umbro Marchigiano, costeggiando un corso d’acqua fino alle sorgenti o ad una delle cascate che si sono formate nel tempo.
Abbiamo accuratamente evitato i posti più conosciuti per evitare inutili schiamazzi, per non vedere l’immondizia che, per abitudine o distrazione, gli umani lasciano al loro passaggio.

Ci sono gole e cascate che attirano molti visitatori, altre sono molto più tranquille e si può stare in pace per ore immersi nell’aria fresca, nel rumore dell’acqua e degli animali. Ogni cascata ha il suo fascino, le sue caratteristiche e la sua storia.

Le Callarelle

Le sorgenti hanno un’altro fascino, quelle in quota poi mi stupiscono sempre e anche se conosco la risposta, mi meraviglio sempre per quell’acqua che sgorga da sotto la roccia, tra uno strato geologico ed un altro, al termine di chissà quali giri sotto le montagne. Intorno, sul terreno umido tra le macchie di colore di fiori e farfalle fanno capolino piccoli uccelli che volano via al primo accenno di pericolo per poi tornare a dissetarsi o a cercare qualche piccolo seme o insetto con cui sfamarsi.

Sorgenti di Panico

Penso sempre che un tempo l’acqua era sacra e le sorgenti, la sponda di un lago o di un torrente è lo scenario magico dentro cui danzano i miti di molte culture, non solo indoeuropee, a testimonianza dell’importanza e del ruolo dell’acqua per la vita, per lo sviluppo delle comunità e delle civiltà.

Castel Santangelo sul Nera
Dalle sorgenti del Nera alle Cascate del Pisciatore
Cascate del Pisciatore

Una volta tornato a casa, mentre bevo un bel bicchiere d’acqua del rubinetto prima di andare a dormire, ripenso al libro di Vandana Shiva ” Le guerre dell’acqua“, al referendum tradito per l’acqua pubblica, al fiume sotto casa dove non ci si può più fare il bagno perchè inquinato e maleodorante.
La magia delle sorgenti, delle cascate, dei sentieri di montagna è ormai alle nostre spalle.

Arte e natura a Giano dell’Umbria.

Giano dell’Umbria è un piccolo comune sulle pendici dei Monti Martani, il rilievo montuoso che divide la valle del Tevere dalla valle Umbra, meta di piacevoli e panoramiche escursioni vicino casa.
Per valorizzare i beni artistici ed ambientali questo piccolo Comune ha realizzato una serie di Itinerari , percorribili a piedi, in mtb o in auto in maniera autonoma grazie alle indicazioni disponibili on line.
Uno di questi itinerari, Ulivi Immortali, è dedicato alle piante d’ulivo che insieme alle vigne ed ai boschi caratterizzano gran parte del paesaggio collinare umbro.
La raccolta delle olive è iniziata, i frantoi sono aperti, è un buon momento per passare da queste parti.

Pianta inserita nell’elenco degli Alberi Monumentali Italiani

Ogni albero ha un cartello identificativo con una poesia e il Qr code per accedere ai contenuti multimediali.
L’Annusatore è il nome dato all’ulivo di Macciano, un albero monumentale italiano (001/E012/PG/10), e questa la poesia composta in suo onore:

Io sono Giano.
Ho visto, ascoltato, sentito
raccontato, accolto, custodito
protetto i suoi abitanti.
C’ero quando l’uomo preceduto dal falco
amava correre per questi lidi,
e prim’ancora fanciullo ascoltava il vento
che d’impeto scendeva dal monte.
Ho visto il poverello d’Assisi
illuminare i prati ed ascoltare gli animali
quando i suoi simili non lo capivano.
Ho accompagnato Giordano
nel suo viaggio teutonico
ed ispirato la sua cronaca.
Ma sopra tutto
annuso…
profumi antichi ancora presenti
ch’el tempo non riuscira’ a cambiare.
Io sono Giano,
e Giano e’ un ulivo.
Pianta inserita nell’elenco degli Alberi Monumentali Italiani

Anche quest’altra pianta, che si trova in località Camporeggiano e conosciuta con il nome La Roccia, è inserita nell’elenco nazionale (004/E012/PG/10).

Poco distante, sulla strada che porta sul Monte Martano, c’è la Repubblica di Frigolandia, “Sede delle riviste Frigidaire e Il Nuovo Male, Laboratorio di Grafica e Museo dell’Arte Maivista (MAM) dedicato al fumetto e all’illustrazione, che conserva migliaia di opere dei maggiori autori italiani, come PazienzaTamburiniScozzariSparagnaVincinoLiberatoreIgortEchaurrn e tanti altri, Frigolandia è stata visitata negli anni da migliaia di famiglie, giovani, studiosi e ricercatori di ogni parte d’Italia e del mondo, moltiplicando così anche l’afflusso turistico sul territorio umbro” che “con un’ordinanza di sgombero emanata l’11 marzo 2020 in piena emergenza Coronavirus, … la Giunta del Consiglio Comunale di Giano dell’Umbria sta cercando di cancellare..”

https://www.frigolandia.eu/

Qui trovi l’appello a firmare la petizione affinché l’arte e la fantasia trovino ancora spazio tra le nostre colline.
Se ami l’Arte, la Cultura, il Libero Pensiero firma e fai firmare l’appello!

Un pellegrinaggio laico

Di tutti gli incroci di strade, questo è il più suggestivo che abbiamo incontrato. Il Valico di San Martino si attraversa per andare dal versante calabro del massiccio del Pollino a quello lucano, percorrendo la strada provinciale 137 da Morano Calabro a Rotonda. I ruderi del fortino borbonico, la cappella, due piccoli ambienti pieni di fervente devozione, la statua della Madonna sul punto più elevato, il panorama ed il silenzio fanno di questo luogo un posto particolare.

Ad ogni bivio una scelta da fare, una direzione da prendere per arrivare a destinazione, a scoprire cosa ci riserva la meta raggiunta.
Il Parco Nazionale del Pollino è famoso per i suoi Pini Loricati *, la loro inconfondibile forma è il simbolo stesso del parco. Incontrare uno degli Alberi Monumentali del Pollino era una delle mete del viaggio in Calabria e Basilicata che abbiamo fatto nelle prime due settimane di settembre.

Parco del Pollino
Parco Nazionale del Pollino


Posso dire che tutti post precedenti, in cui ho provato a raccontare con parole e immagini il breve ma intenso periodo, trovano qui la loro meta, come se tutti i post precedenti fossero solo la premessa, un percorso di avvicinamento a questo. Meteo permettendo, tornando verso casa decidiamo di percorrere gli Itinerari di Particolare Valenza, uno segnalato con la sigla IPV 2 e l’altro IPV 4 per vedere, toccare, annusare questi alberi. Due di questi alberi, inseriti nell’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia incontrati lungo gli itinerari, sono evidenziati nelle mappe qua sotto.

Monte Pollinello "Il Broccolo"
 Dati biometrici
Circonferenza alla base : 6 m
Circonferenza a 1,3 m da terra: 6 m
Altezza: 12 m Età stimata/presunta: 550-600 anni
Pino loricato
Serra di Crispo - Grande Porta del Pollino 
Dati biometrici
Circonferenza alla base : 7 m
Circonferenza a 1,3 m da terra: 5 m
Altezza: 12 m
Età stimata/presunta: 500-600 anni


Confinati sulle creste questi alberi sono maestosi ed hanno un profumo che non saprei descrivere e abbracciarli è una sensazione piacevole ! Le foto scattate in quei giorni non rendono, al pari delle parole, le sensazioni vissute nella visita, arrivate con il passo lento del camminare, nell’ascolto delle circostanze che si incontrano quando si percorrono a piedi i sentieri.

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Il viaggio è continuato a casa, sulla rete web, alla ricerca di informazioni, di conferme a quanto letto o visto per caso, coltivando l’interesse di tornare a vistare queste Regioni che abbiamo appena iniziato a conoscere.
Aspettando di aver ancora un pò di tempo libero da dedicare al viaggio, casualità ha voluto che da poco tempo fosse disponibile, sul sito del Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali, l’Atlante degli Alberi Monumentali.
Oltre a consentirmi di localizzare questi monumenti viventi su mappa e di riportare qui alcune informazioni su di loro, è nato una nuova curiosità, così tra una post e l’altro sono andato a cercare quelli più vicini a casa.


*Aspetti botanici e forestali del Pino loricato

** L’albero più vecchio d’Italia