Itinerari di Particolare Valenza

Sono creature concrete ma spinte da una forza di eleganza. 
Bellezza necessaria a loro è vento, luce, uccelli, grilli, formiche 
e un traguardo di stelle verso cui puntare la formula dei rami.
Erri De Luca

Ho seguito i corsi di Botanica all’Università nel corso di Scienze Naturali, come la maggior parte delle materie mi interessava e mi piaceva, ma non suscitava in me lo stesso interesse della Zoologia.
Molti anni dopo, le ricerche di Stefano Mancuso* pubblicate nei suoi libri hanno contribuito ha modificare la mia percezione, la mia immagine del mondo, attraverso un nuovo e stimolante punto di vista.

Per inoltrarci lungo i sentieri di montagna avevamo individuato sulla carta escursionistica gli Itinerari di Particolare Valenza. Uno di questi, IPV 7, lo avevamo percorso nella Valle Argentino.
Oggi partiamo da Colle dell’Impisio e all’inizio del sentiero il troviamo il primo pannello.

Immersi nella faggeta con l’accompagnamento musicale dei campanacci delle mucche, ci inoltriamo lungo il sentiero insieme a due ragazzi di Palermo, che zaini e tende in spalla iniziano un giro di un paio di giorni.

Avevamo in mente di proseguire sull’Itinerario segnalato con la sigla IPV2, quello che porta sulla vetta del Pollino, ed al primo pianoro le nostre strade si separano. Dopo un’ora di cammino in faggeta sostiamo presso la Fonte Spezzavummola,  capace di spaccare la “vummola”, il tradizionale contenitore in terracotta.

Bere da una sorgente con la consapevolezza del gesto e del contesto in cui tutto ciò avviene è una sensazione particolare, è come essere allattati al seno di una madre. Mi stupisce sempre l’acqua, in fondo non siamo molto di più di una serie di molecole disciolte e variamente organizzate in essa.

Poco oltre c’è il Piano di Guadolino, adagiato tra Serra del Prete e Monte Pollino, con il suo bivacco ornato dalle bandiere devozionale tibetane.

Il sentiero prosegue per la vetta ma non ci sentiamo pronti ad affrontare i 200 metri di dislivello che portano alla cima e preferiamo svoltare al bivio, seguendo le indicazioni IPV 2c per raggiungere il sentiero segnalato IPV 3.

Un’altro bivio segnalato, un’altra possibilità di scegliere tra destinazioni differenti. I Piani di Pollino ed il Piano di Toscano sono a portata di mano ed abbiamo ancora tempo ed energie per proseguire.

Lo spettacolo che appare giunti sui piani è glaciale. Siamo circondati da antichi circhi glaciali in un pianoro carsico con doline e inghiottitoi, massi erratici e accumuli morenici. E’ uno dei Geositi del Parco Nazionale del Pollino.

Facciamo una sosta e una breve merenda spesa ad ammirare il profilo dei pini loricati arrampicati sulle creste, gli animali al pascolo, un giovane Culbianco posato su un masso erratico, un piccolo faggio germinato tra le fessure di un masso, le forme ed i colori della terra, i profumi, i suoni dei campanacci ed il rumore del vento, tutto quello che contribuisce a dare forma e vita al paesaggio. Riprendiamo la via del ritorno seguendo i segnavia IPV 3 e passando per i Piani di Vacquarro raggiungiamo il punto di partenza.

Alla fine abbiamo percorso quasi 13 km e l’escursione è durata 5 ore, soste comprese.

Continua …


* “Ambiente e crescita”, intervento di Stefano Mancuso al Festival dell’Economia di Trento, 2020

I Monti di Orsomarso e la Valle del fiume Argentino

Parco Nazionale del Pollino.

Parco Nazionale del Pollino, Appenino Calabro-Lucano, versante tirrenico.
Il primo degli itinerari seguiti per visitare Parco del Pollino ed i paesi di Calabria e Basilicata parte da Orsomarso.

Il paese a pochi chilometri dalla costa è immerso tra i monti dell’Orsomarso, si affaccia sulla Riserva Naturale Statale Valle Argentino, primo nucleo di quello che poi sarà il Parco Nazionale del Pollino ed è una delle località segnalate nella guida “A Birdwatching guide to Italy”.


All’entrata del paese ci accoglie il monumento “Marco da Paz“, un opera contemporanea portatrice di un messaggio di pace, realizzata qui ed in altre città del mondo, tra cui Assisi, da un cittadino originario di Orsomarso emigrato nelle Americhe nel 1949.

La media ed alta valle del fiume Argentino nella Calabria nord-occidentale rappresenta una delle aree dell’Appennino meridionale più suggestive e selvagge.“*
Utilizzando come punto di partenza il Rifugio Montano, percorriamo
il circuito “Povera mosca“, uno degli Itinerari di Particolare Valenza nel Parco del Pollino, segnalato con la sigla IPV 7.

L’itinerario ad anello costeggia ed attraversa con dei ponti di legno il fiume Argentino, è lungo 11 km, compreso il breve tratto per raggiungere il belvedere a monte della cascata, un tratto dove sentiero e segnaletica risultano poco evidenti ed il procedere un pò difficoltoso per il tipo di terreno.

Più a valle merita la visita l’Arboreto, con le specie caratteristiche della vallata e la caratteristica di avere dal 1992 una nuova pianta per ogni nuovo nato ad Orsomarso.

Lo Scoiattolo meridionale ( Sciurus vulgaris meridionalis) e il Capriolo di Orsomarso, con una popolazione ritenuta autoctona, sono due particolarità faunistiche dell’area che non è difficile incontrare lungo il percorso, più difficile è riuscire a fotografarli, cosa che invece è stato molto più semplice per la specie ritratta nella foto qui sopra.


Visualizza l’Anello Povera Mosca su Google Maps

*Considerazioni sulla Flora e Vegetazione della Riserva Naturale Valle Fiume Argentino, Calabria Nord-Occidentale

Cammino nelle Terre Mutate

Da Visso a Campi di Norcia

La chiamiamo Terraferma ma in realtà avvengono in continuazione piccoli movimenti, talvolta così piccoli che solo gli strumenti sono capaci di registrare. Dal 24 agosto del 2016 * è iniziata una sequenza sismica che ha cambiato il volto di una vasta area dell’Italia Centrale ed il 30 ottobre una seconda scossa di terremoto, la seconda scossa per intensità registrata in Italia dopo quella dell’Irpinia del 1980, ha portato ulteriore devastazione nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

A 4 anni dal sisma poco è cambiato come si legge sugli striscioni che compaiono nei paesi colpiti dal sisma. Interi paesi sono ancora chiusi, più di 40.000 persone ancora in alloggi di emergenza o provvisori e i quotidiani la programmazione radiotelevisiva di ieri hanno danno ampio spazio alla ricorrenza.**

Nel Teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio, in un incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale un paio di anni fà, avevamo sentito i racconti dell’esperienza vissuta dagli abitanti di Campi di Norcia e dell’iniziativa della Pro Loco a seguito della distruzione del loro paese.
Il progetto Back to Campi prevedeva la realizzazione di un’area sosta camper per sviluppare il turismo questi territori, che oggi sono attraversati dal Cammino delle Terre Mutate.

https://i0.wp.com/camminoterremutate.org/wp-content/uploads/2020/06/mappa-senza-sfondo.png

Abbiamo percorso solo un tratto del percorso suggerito, andando da Visso a Campi di Norcia, incontrando diverse persone in cammino, a testimonianza del successo di questa iniziativa nata dal basso.

Il percorso segue in parte quello del Grande Anello dei Sibillini e del Sentiero Italia ( SI N05), lungo la carrareccia che percorre la Valle di Visso fino ai Casali dell’Acquaro per poi svalicare nella Valle Castoriana a Campi di Norcia.

Nel primo tratto attraversando il bosco misto la nostra attenzione è stata catturata dalle numerose farfalle da cui in alcuni istanti eravamo circondati.


La stretta valle si allarga in una piana dove all’ombra di una casetta ricostruita dopo il terremoto ci godiamo la presenza dell’Upupa, dell’Averla piccola, del Gheppio e del Falco Pecchiaolo. Centinaia tra rondini e balestrucci volano sul gregge di pecore da uscite da una stalla poco più in alto, guardate a vista dai pastori e dai cani, sempre pronti ad avvertire della presenza dei lupi, di cui abbiamo osservato le tracce.

Arrivati alla sella si può scegliere se seguire le indicazioni per il sentiero a sinistra, che attraversa la faggeta per poi scendere ripidamente nella stretta valle che porta a Campi Vecchio o continuare sulla carrareccia. In entrambi i casi questa è la parte dell’itinerario con il maggiore dislivello.

Un cammino di andata e ritorno che abbiamo percorso nell’arco di una giornata, partendo con la colazione a Visso, il pranzo alla Pro Loco di Campi e la cena al Laghetto di Visso.


Per approfondire

*Terremoto in Italia Centrale di agosto – ottobre 2016
** Presa diretta; Rai Storia ; Radio 3