Il Parco Nazionale del Pollino è per noi un’attrazione irresistibile, sarà per gli alberi secolari, per la gente che si incontra, per l’atmosfera che si respira. Almeno una volta nella vita bisognerebbe salire quassù, al cospetto di questi monumenti viventi, sedersi ai loro piedi per riposarsi in silenzio, guardare ed ascoltare.
Almeno una volta bisognerebbe salire al Santuario della Madonna del Pollino, dove la cura del giardino ed il panorama portano con se il senso del bello, del benessere. L’ombra della chioma dell’Acero opalo, inserito nel Registro Nazionale degli alberi Monumentali, accoglie e protegge il pellegrino che qui si riposa.
“Ascolta, ascolta il silenzio, ti parla … fermati, ascolta ancora e racconta “
A pochi passi dal Santuario, il Rifugio Pino Loricato è un buon punto di ristoro per gli escursionisti ed è sempre meglio informarsi, non sempre è aperto.
Molti sono i sentieri che si possono fare nel Parco, alcuni li avevamo percorsi negli anni passati (vedi in fondo gli articoli correlati) e siamo tornati a seguirli, con piccole varianti per visitare nuovi posti. Quest’anno abbiamo percorso l’Itinerario di Particolare Valenza 3, che da Colle dell’Impiso porta al Colle del Malevento. Per concludere l’anello siamo saliti sulla cima del Pollino e, scesi ai piani di Gaudolino, siamo tornati al punto di partenza.
Un’altro itinerario ad anello che abbiamo percorso quest’anno ci ha portato nella faggeta vetusta del Pollinello, al cospetto del Patriarca e di altri imponenti Pini loricati lungo il percorso che sale alla sella Dolcedorme, per poi scendere dal Canale del Malevento fino al punto di partenza di Colle dell’Impiso, attraversando i diversi ambienti che caratterizzano la montagna.
Nella Valle del Lao per visitare Papasidero e Laino Borgo, due Comuni del Parco Nazionale del Pollino.
In Calabria, sul versante Tirrenico al confine con Basilicata, nel Parco Nazionale del Pollino, la Valle del Fiume Lao conserva importanti testimonianze culturali e ambienti naturali in buono stato di conservazione. L’insediamento umano in quest’area della Penisola risale al Paleolitico, come è testimoniato dai reperti scoperti nel Comune di Papasidero presso la Grotta del Romito. Qui, incisa su una pietra tra 14 e 12.000 anni fà, la raffigurazione di un Uro (Bos primegenius), il più importante capolavoro figurativo che l’attività artistica del Paleolitico ha lasciato in Italia Meridionale .
Ingresso alla Grotta del Romito
Raffigurazione di Uro (Bos primigenius)
Ingresso alla grotta
Stalattiti e stalagmiti
Lontani dalle persecuzioni religiose lungo il corso del Lao si stanziarono nel Tardo Medioevo monaci di rito bizantino, detti basiliani per distinguerli dai monaci di osservanza benedettina. La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Papasidero, benché sia stata ricostruita nel XVII secolo, testimonia ancora la loro presenza nel territorio.
Papasidero
Santa Maria di Costantinopoli
Scorcio sul Fiume Lao
Ponte medievale e ponte novecentesco
A monte delle strette gole, sui resti di un grande bacino fluvio-lacustre del Pleistocene dal quale sono emersi resti fossili conservati all’Ecomuseo del Pollino a Rotonda, si trova Laino Borgo. Gli scavi archeologici hanno portato all’individuazione di un importante centro abitato datato tra la fine VI e gli inizi III sec. A.C, situato lungo un percorso che collegava il Tirreno allo Jonio e recentemente è stato ritrovato un luogo di culto dedicato ad una divinità femminile.1 Tracce di un passato più recente si trovano a Laino Castello Vecchio, abbandonato dagli abitanti nel 1982, uno dei borghi fantasma che torna a rivivere grazie al turismo e che insieme ai murales sono stati il principale motivo della nostra giornata a Laino Borgo.
Laino Borgo
Per raggiungere il borgo fantasma seguiamo le indicazioni bianche e rosse sul muro che incontriamo dopo aver attraversato il Fiume Lao su un ponte di ferro chiuso al traffico. Dopo un piccolo tratto tra la vegetazione che ricopre l’antico tracciato franato, si incontra l’ampia scalinata lastricata di pietre che portava al paese. L’itinerario è breve, circa 4,5 km dalla piazza principale di Laino Borgo, Piazza Navarro.
Ad accoglierci nel centro di informazioni a Laino Castello Vecchio, parzialmente chiuso per i lavori di ristrutturazione, Sara Palermo, l’autrice di quasi tutti i murales che si incontrano per i vicoli di Laino Borgo. Il progetto di riqualificazione urbana e culturale voluto dall’amministrazione comunale ed in via di ultimazione, si articola in due itinerari che si snodano nei vicoli del centro storico, 22 murales che ritraggono, come in un album fotografico, la storia, le tradizioni e i personaggi del paese.
La giornata a Laino Borgo è passata piacevolmente, tra arte natura, come piace a noi. Seduti su una panchina ci intratteniamo a parlare con una persona molto gentile che ci racconta dei tempi andati, della costruzione del Viadotto Italia che si impone alla vista, della partecipazione degli abitanti alle festività religiose che si ripetono ogni anno. Ci invita a guardare il film di Giovanni Sole, già professore di Storia delle tradizioni popolari all’Università della Calabria, Fate e Transistor, girato in quei luoghi con la gente del posto. Torneremo ancora, la Valle del Lao ed il Parco Nazionale del Pollino offrono molte altre opportunità al turismo lento.
Parco Nazionale del Pollino. Parco Nazionale del Pollino, Appenino Calabro-Lucano, versante tirrenico. Il primo degli itinerari seguiti per visitare Parco del Pollino ed i paesi di Calabria e Basilicata parte da Orsomarso. Il paese a pochi chilometri dalla costa è immerso tra i monti dell’Orsomarso, si affaccia sulla Riserva Naturale Statale Valle Argentino, primo nucleo…
Di tutti gli incroci di strade, questo è il più suggestivo che abbiamo incontrato. Il Valico di San Martino si attraversa per andare dal versante calabro del massiccio del Pollino a quello lucano, percorrendo la strada provinciale 137 da Morano Calabro a Rotonda. I ruderi del fortino borbonico, la cappella, due piccoli ambienti pieni di…
Dalle montagne l’acqua scende verso il mare ed il deflusso, organizzandosi in un reticolo fluviale, modella il paesaggio. Qui nel sud i corsi d’acqua prendono l’aspetto di fiumare, creando profonde gole nelle zone con maggiori pendenze e originando nelle pianure larghi alvei fluviali dove si depositano ciottoli di varie dimensioni. Le portate sono molto variabili,…
Sono creature concrete ma spinte da una forza di eleganza. Bellezza necessaria a loro è vento, luce, uccelli, grilli, formiche e un traguardo di stelle verso cui puntare la formula dei rami. Erri De Luca Ho seguito i corsi di Botanica all’Università nel corso di Scienze Naturali, come la maggior parte delle materie mi interessava…
Nel Parco del Pollino, poco distante dall’uscita dell’autostrada una breve passeggiata conduce al Belvedere Malvento . Ottima idea per una sosta lungo la strada di ritorno dai mari del Sud.
Nel Parco del Pollino, poco distante dall’uscita dell’autostrada una breve passeggiata conduce al Belvedere Malvento . Ottima idea per una sosta lungo la strada di ritorno dai mari del Sud.
Usciamo a Campotenese dall’autostrada Salerno – Reggio Calabria per fare una pausa, con l’idea di passare la notte e riprendere la strada il giorno seguente, dopo una passeggiata mattutina in montagna. Ormai è buio quando percorrendo la strada provinciale 137 raggiungiamo il Valico di San Martino, scorgiamo la Cappella della Madonna del Carmine ed i ruderi del fortilizio borbonico proseguendo a sinistra sulla strada panoramica. Siamo diretti a Piano Ruggio, le luci dei paesi sulle colline e nella valle sottostante scompaiono dopo poco, quando la strada si restringe e attraversa la faggeta, immersa nel buio della notte.
La mattina seguente, al risveglio, il suono dei campanacci degli animali al pascolo risuona nella piccola valle circondata dalle faggete poste in continuità con le Faggete vetustedi Cozzo Ferriero1 e del Pollinello.
Poco dopo arriveranno i primi venditori ambulanti, più tardi aprirà il bar e la strada ed il parcheggio si riempirà di macchine e moto, è una domenica di fine estate. Riempite le borracce al fontanile che si incontra ai margini della strada che porta ai piani di Visitone, seguiamo le indicazioni per il Belvedere Malvento, mentre una coppia di Poiane in volo lancia il suo richiamo.
Il sentiero, lungo 2,5 km, costeggia il bosco raggiungendo la Riserva Naturale Orientata nel Canale Malvento dove incontriamo uno degli alberi secolari del Parco, il Faggio delle 6 sorelle.2
Raggiungiamo il Belvedere per osservare il panorama sulla piana di Castrovillari e sui rilievi circostanti. Per la sua brevità e assenza di pendenze impegnative, l’itinerario che porta al Belvedere Malvento è uno dei più facili e più frequentati del Parco, ce lo ricorda il vociare dei Corvi imperiali allarmati dall’arrivo delle comitive in gita domenicale. E’ tempo di ritornare sui nostri passi e di godere del panorama dagli altri spiazzi posti lungo la strada del ritorno. Oggi c’era un pò di foschia ma che panorami !