Taddeo di Bartolo

Dopo esser tornati a passeggiare sui monti più vicino a casa, in questi giorni di ritrovata “normalità“, è stato possibile godere anche dell’arte conservata nei musei. Alla Galleria Nazionale dell’Umbria, fino al 30 agosto, saranno in mostra alcune delle opere di Taddeo di Bartolo, artista di origine senese attivo tra la fine del ‘300 e i primi del ‘400.

La mostra riunisce un centinaio di tavole dipinte dall’autore e custodite in diversi musei italiani ed esteri, offrendo una panoramica dell’evoluzione artistica del pittore.
Come imponeva il gusto dell’epoca e sopratutto i committenti, le opere esposte erano destinate ad abbellire le chiese ed istruire i fedeli, affidando alle immagini la rappresentazione del mito attraverso la raffigurazione delle icone della cristianità. Il racconto è affidato a semplici tavole dipinte o articolati polittici che il lavoro degli esperti è riuscito a ricomporre, restituendoci le luci e colori che hanno reso conosciuto e ricercato l’autore, che realizza le sue opere in diverse regioni italiane.
Santi e Madonne è quello che ci si aspetta di vedere in una mostra di opere realizzate in quei secoli, riuscendo solo ad immaginare le difficoltà nel trovare i pigmenti e la capacità di mescolarli insieme per creare diverse tonalità.

Un lavoro di squadra, fatto da artisti di bottega di cui spesso non si conosce il nome, ma le cui capacità tecniche sono riconosciute ed evidenti grazie allo stato di conservazione delle opere che ci sono pervenute.

Oltre all’allestimento e alla bellezza delle opere esposte, per noi la sorpresa di questa mostra è stata quella di trovare, nella maggior parte delle raffigurazioni della Madonna col Bambino, la presenza di un uccellino, talvolta somigliante al cardellino, che diventerà nei secoli successivi la specie più rappresentata nell’iconografia del cristianesimo.

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Autore: Ambientamente

Storie da una Naturalista

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