A 40 km da Palermo, tra i boschi dei monti Sicani, Ficuzza è un piccolo borgo cresciuto ai margini di un imponente edificio di stile neoclassico costruito dai Borboni all’inizio del 1800.
Sul portone d’ingresso lo stemma della casata compare tra le statue del dio Pan e della dea Diana, a sottolineare lo scopo della sua costruzione e del principale utilizzo dell’edificio nel quale visse il re delle due Sicilie dal 1810 al 1813
La Real Casina di Caccia, acquisita alle proprietà del Regno d’Italia e affidata alla gestione del Corpo Forestale della Regione Sicilia, è aperta al pubblico dal 2009 ospitando nelle sue stanze un polo museale multimediale sul Bosco di Ficuzza, sulla storia della reggia e sulla casata dei Borbone. Nulla è rimasto degli arredi originali, a parte un bidet, mostrato con orgoglio dalla guida che ci accompagna, e i pochi affreschi dell’epoca, oggetto di restauro.
Tra le sale aperte al pubblico, due ospitano una collezione di uccelli impagliati, alcuni dei quali ormai estinti sull’Isola, ed altri oggetto di recenti progetti di reintroduzione (Pollo Sultano, Grifone)

Fuori dal palazzo, tra le piccole case del borgo si può visitare il Centro Recupero Fauna Selvatica , che ospita animali feriti o sequestrati, che vengono curati per rendere possibile il loro ritorno in natura. Diverse le specie ospitate e la guida mostra ai visitatori gli individui meno fortunati che saranno costretti ad essere accuditi per il resto della loro esistenza non essendo più in grado di riprendere la vita selvatica a causa delle ferite causate dall’impatto con impianti eolici o dal bracconaggio.



Il Bosco della Ficuzza ha ospitato, tra il 1970 e il 1980, i primi nuclei di Daini e di Cinghiali successivamente reintrodotti sull’Isola. Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 la gran parte dei mammiferi e molte specie di uccelli si erano estinti per la caccia o le persecuzioni; l’ultimo Lupo in Sicilia sarebbe stato ucciso nei boschi di Ficuzza nel 1935.
La Riserva Naturale Orientata Bosco di Ficuzza è tra i 10 boschi meglio conservati d’Italia e insieme ai Monti Sicani e Rocca Busambra è parte della Rete Natura 2000 costituendo una delle aree di maggiore pregio naturalistico-ambientale di tutta l’Isola. Anche se il disboscamento dei secoli scorsi ha consentito la sopravvivenza soltanto di una parte del manto forestale di un tempo, si tratta di un comprensorio di notevole interesse floro-faunistico che ospita circa l’80% delle specie animali dell’intera Isola, tra cui specie rare e minacciate.

Con una breve escursione nel bosco si raggiunge facilmente da Ficuzza un punto panoramico, il Pulpito del Re, situato poco distante dalla postazione di caccia conosciuta come la sedia del re.






Dall’Antica Stazione di Ficuzza è facilmente percorribile anche in bicicletta, la tratta ferroviaria inaugurata nel 1886 e dismessa nel 1959 tra Ficuzze e Gordano.




Nelle Riserva Naturale Orientata sono presenti aree attrezzate ben curate e una rete sentieristica che offre al visitatore di raggiungere anche altre località oltre a quelli che abbiamo visitato in questo giro.









3 pensieri riguardo “La sedia del re ed il bidet della regina”