L’Appenino tra Umbria e Marche ha suscitato nell’immaginario collettivo un fiorire di storie e leggende legate alla presenza di una Sibilla che, come testimoniano perfino le carte geografiche dipinte in Vaticano sul finire del 1500, viveva su questi monti .

All’immagine fantastica e avventurosa tramandataci dai racconti di quanti affrontavano i sentieri della Montagna per avere un vaticinio, si contrappongono le macerie dovute ai fenomeni sismici, i cui effetti distruttivi si possono osservare ancora oggi in tutti quei paesi colpiti nell’ultimo evento del 2016.
Andare in questi luoghi significa quindi fare i conti con la natura dalla bellezza fantastica e dalla ferocia indomabile.
Tra il Monte Priora ed il Monte Sibilla, la profonda gola scavata dal fiume Tenna, nota con il simpatico nome di Gole dell’Infernaccio, è un facile itinerario segnalato nel Parco dei Monti Sibillini (E9), oggi percorribile solo nel primo tratto, utile per raggiungere l’eremo di San Leonardo al Volubrio, costruito sui resti di un monastero benedettino del XII sec. lungo la via che congiungeva Roma all’Adriatico.
Completamente diversa è la facile escursione che parte da Pintura di Bolognola e in un paio di ore seguendo la strada sterrata si giunge il Rifugio del Fragno, punto di partenza per le escursioni sulle cime circostanti.
Qui sono i panorami a lasciare con il fiato sospeso, dal passo a 1811 mt. si possono osservare entrambi i versanti.
Nella parte meridionale del Parco, per passare dal versante Marchigiano a quello Umbro, dove Castelluccio di Norcia domina sul Pian Grande, la strada passa per Forca di Presta.
Da qui si può seguire il sentiero che porta in cima al Monte Vettore oppure prendere il “Sentiero per Tutti” fino al Rifugio Belvedere e poi proseguire fino al Rifugio di Colle Le Cese situato lungo il Grande anello dei Sibillini.
Fuori dal Parco Nazionale, una breve passeggiata conduce da Forche Canapine ai Pantani di Accumoli, e tra Sibillini e Monti della Laga.
Qui l’ambiente ci offre ancora qualcosa di nuovo, una piccola valle glaciale con alcuni piccoli laghetti che creano tra i prati pascoli un’area umida inserita nella Rete Natura 2000 con il nome Piano dei Pantani.
Non c’è la tranquillità che si vive nel Parco, oltre ad essere un’area di addestramento cani e minacciata da interessi economici di sviluppo turistico, la strada è percorsa normalmente da fuoristrada, ma merita ugualmente una visita ed è normalmente meta di escursioni estive ed invernali.
Poco distante sulla sommità di un colle, un cippo solitario su cui a fatica si può leggere la data scolpita, 1847 che ci ricorda il tempo in cui qui passava l’immaginario quanto conteso confine tra i territori della Chiesa di Roma e quelli del Regno delle due Sicilie.
Avvertenze
Per visitare il Parco percorrendo i sentieri segnalati consultare la pagina https://www.sibillini.net/il_parco/gps/index.php
Oltre alle mappe, in vari formati, ed i tracciati gps, sono riportate le chiusure dei percorsi dovuti agli eventi sismici.
Note
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