Mai sottostimare la stupidità umana è una frase tratta dal libro 21 lezioni per il XXI secolo. Storico e scrittore, Harari ci propone questa frase come sottotitolo del capitolo 11, Guerra.
Yuval Noah Harari, conosciuto per i suoi best seller internazionali Sapiens. Da animali a dei, breve storia dell’umanità (2014) e Homo Deus, breve storia del futuro (2017), è uno storico contemporaneo, membro della Accademia israeliana delle scienze e delle lettere. Ho trovato i suoi libri stimolanti e avvincenti, come quelli scritti da Jared Diamond, come Armi, acciaio e malattie, o Collasso per citarne alcuni. Entrambi gli autori fanno parte della mia personale cassetta degli attrezzi, quel piccolo bagaglio culturale con cui cerco di interpretare la realtà che mi circonda.
Mi è tornato in mente il suo libro 21 lezioni per il XXI secolo uscito nel 2018 in relazione ai fatti che stanno accadendo intorno a noi. L’ho rintracciato nella libreria, ho letto l’indice e mi sono ritrovato a rileggere il capitolo 11, Guerra, quello che ha come sottotitolo la frase utilizzata per dare un titolo a questo post. Nel paragrafo Il punto di vista del Cremlino si fa riferimento alla guerra in Ucraina, già iniziata nel 2014 con l’annessione della Crimea alla Russia. L’autore conclude il paragrafo con la frase ” Si può sperare – con qualche fondamento – che l’annessione della Crimea e le incursioni russe in Georgia e Ucraina orientale rimarranno episodi isolati anziché segnali di una nuova epoca di guerre”. Mai sottovalutare la stupidità umana, dice il sottotitolo e l’errata previsione non toglie nulla al libro, che comunque consiglio di leggere, ed avvalora la tesi di Alessandro Barbero, un’altro storico a noi più familiare che in un’intervista a Diego Bianchi dice testualmente che sul futuro “lo storico non c’azzecca, mica per nulla facciamo gli storici “.
Sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali, promuoviamo il rispetto e la collaborazione reciproca, impegniamoci per la risoluzione pacifica dei conflitti, diamo un taglio alle spese per le armi. E’ ora di dare una mano all’ambiente ed all’evoluzione della specie !
Questo Passeriforme, un Forapaglie comune (Acrocephalus schoenobaenus) ha un piccolo anello sulla zampa. L’anello è quello che viene utilizzato dagli ornitologi di tutto il mondo, che condividono tecniche, sforzi e risultati. L’inanellamento a scopo scientifico in Europa è coordinata dall’Euring, un’organizzazione internazionale;
Gli uccelli attraversano liberamente i confini politici e quindi la cooperazione internazionale è vitale per la ricerca e la conservazione. EURING promuove la collaborazione internazionale su tutti gli aspetti dell’inanellamento scientifico degli uccelli, in particolare in Europa e lungo la rotta eurasiatica dell’Africa. Il nostro lavoro include ricerca collaborativa, condivisione di dati e incontri scientifici.
L’avifauna che interessa i nostri Paesi ha un ampia distribuzione continentale e lunga è la lista dei Paesi che ne fanno parte, e solo includendo tutti i Paesi si può pensare di trovare risposte e proporre soluzioni alla perdita di biodiversità. La collaborazione è essenziale per il progresso scientifico e culturale, è necessaria per affrontare le sfide ambientali in un mondo che cambia e ci chiede di cambiare. E’ sempre stato così, e per una specie sociale come la nostra, la collaborazione è essenziale in tutti i campi ed i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti. Pëtr A. Kropotkin all’inizio del 1900 nel libro Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione e, più recentemente, Michele Sarà nel suo libro L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione ci permettono di comprenderne come e quanto la collaborazione è importante, non solo per la nostra specie ma anche per l’evoluzione della vita sulla Terra.
I ricercatori sono tra i primi a conoscere l’importanza delle collaborazioni internazionali e numerosi appelli alla pace sono apparsi in questi giorni su diversi siti Istituzionali:
Non è il tempo di fare la guerra, non lo è mai, e siamo sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali. Di fatto nel nostro Paese le spese militari sono aumentate in questi anni L’Italia è il paese che a(r)mo: il governo Draghi stanzia 26 miliardi di spese militari per il 2022. Le risorse destinate agli armamenti darebbero risultati migliori e più utili se fossero destinate a sostenere la ricerca, a promuovere la cultura e gli scambi culturali, a ridurre le disuguaglianze nella società civile, ad affrontare i cambiamenti climatici in atto.
Ps: la foto è stata scattata nella Palude di Colfiorito, in Umbria, durante le attività di inanellamento a scopo scientifico il 22 agosto 2021, il codice alfanumerico inciso sull’anello è Mosca XJ2260.
Più di 1.500.000 uccelli uccisi illegalmente ogni anno in Italia. A farne le spese anche l’Ibis eremita, una specie oggetto di un complesso progetto di reintroduzione finanziato dalla Comunità Europea.
L’Ibis eremita è oggetto di un complesso progetto di reintroduzione in Europa i cui benefici non si limitano all’espetto ecologico ma riguardano anche l’aspetto sociale ed economico.
Dopo lo studio preliminare ( 2002 – 2013) il progetto ha ottenuto un finanziamento dall’Unione Europea nell’ambito dei progetti Life+, e nel 2021 si è svolta la 14a migrazione guidata dal team Waldrapp.
Il bracconaggio è stata una delle criticità riscontrate già nella fase preliminare. Italia, insieme a Malta e Cipro, sono i Paesi europei dove la caccia illegale è molto diffusa ed è qui che si concentra l’attività dei volontari dell’associazione CABS che ogni anno stilano il loro rapporto .
Grazie alle azioni intraprese nel progetto di reintroduzione la mortalità di Ibis eremita durante gli anni è diminuita ma non si è ancora risolto il problema. Solo negli ultimi cinque mesi altri due individui sono stati uccisi, uno in Toscana ed uno nel Lazio.
“Dall‘inizio del progetto nel 2002, circa 80 uccelli sono stati uccisi da bracconieri. Nello stesso periodo, tuttavia, è stato possibile identificare un solo autore. Il cacciatore, membro della più grande associazione venatoria, è stato condannato a una multa e al ritiro della licenza di caccia nel 2016. Nel 2017 la sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione italiana. Questo ha creato un precedente molto importante. Attualmente é ancora in corso una causa civile perché avvenga un risarcimento danni.”
“Il bracconaggio è un crimine a basso rischio. Questo deve cambiare.”