Una piccola collina di origine artificiale a Verghina, a 70 km circa da Salonicco, nasconde la più grande scoperta archeologica del XX secolo. Tre tombe con un prezioso corredo di oggetti in oro e avorio testimoniano la ricchezza delle persone sepolte, sulla cui identità gli esperti ancora non hanno trovato un accordo. Filippo II o Alessandro Magno ?
Il “grande tumulo”
L’ingresso di una tomba
Rapimento di Persefone
Ade rapisce Persefone
Persefone e Demetra
Urna e corredo funebre
Decorazioni in avorio del letto
Filippo II e Olimpiade nelle vesti di Dioniso ed Arianna in compagnia di Pan
Uscita
Certo è che la visita alle tombe ed al museo situato poco distante è diventata nel tempo una delle principali mete turistiche della Grecia continentale. L’allestimento del sito archeologico e del museo sono così ben fatte da essere loro stesse opere d’arte contemporanea che coinvolgono il visitatore.
Telaio
Verghina è una piccola ed accogliente cittadina in pianura, situata ai margini di una catena montuosa che si congiunge a sud con i Monti dell’Olimpo. Trovare un posto accogliente per mangiare e dormire non sarà un problema; la maggior parte dei visitatori giungono in pullman la mattina e vanno via la sera.
Sulle pareti della locanda la storia del locale e dei suoi proprietari
Nella regione dell’Epiro, in Grecia ai confini con l’Albania, c’è una zona montuosa conosciuta principalmente per le gole Vikos ed i numerosi ponti di pietra che attraversano i torrenti.Non c’è il mare e forse per questo motivo non è molto conosciuta da chi sceglie di fare le vacanze in Grecia.…
Le panchine sono per tutti, ma non tutti le utilizzano, spesso ci si passa davanti andando da un posto ad un altro senza far caso alla loro presenza, sempre di corsa, costretti dai nostri affanni quotidiani, arriviamo al frenetico conto alla rovescia di capodanno, per poi ricominciare.
L’anno inizia oggi, il migliore auspicio che facciamo è quello di incontrare una panchina lungo il cammino, qualunque esso sia.
Un giorno di pioggia, come capita sovente in autunno o in primavera, in piedi a guardare l’intensità della pioggia che cade sul paesaggio appena fuori dalla finestra. Sono fuori casa per lavorare ma non posso farlo, la pioggia mi costringere a stare rintanato al coperto, ad attendere condizioni migliori per tornare nella palude. Grosse nuvole nere si sono avvicinate dal mare poco prima dell’alba ed in poco tempo la notte stellata si trasformerà in un’attesa lunga un paio di giorni.
Tra le varie attività che posso svolgere al chiuso, a parte la cucina, c’è il noioso ma necessario lavoro di inserimento dei dati raccolti alla Stazione di Inanellamento Palude di Torre Flavia1. E’ autunno, le giornate si accorciano e la radio mi tiene compagnia; alcuni programmi li seguo assiduamente (lavoro permettendo in diretta, altrimenti in podcast). L’offerta di podcast è enorme, c’è né per tutti i gusti: scienze, storia, filosofia, arte, racconti di viaggio, solo per fare un piccolo elenco delle possibilità che abbiamo oggi a disposizione. Sarà stata la condizione di attesa che ha indirizzato la mia attenzione sul programma “Ad alta voce“ trasmessa da Radio3, nella quale la voce narrante di Tommaso Ragno legge il libro “Panchine” di Beppe Sebaste.
«La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere il tempo, come leggere un romanzo.» La panchina, è un non posto, è potenza più che atto, nonostante esista perché qualcuno ci si sieda, la sua mancanza è subito evidente. Pensate alle stazioni dove è diventato difficile sedersi, pensate alle pensiline degli autobus dove le panchine sono state sostituite dagli strapuntini. In questo luogo da quale guardare senza essere visti, come indossando un mantello dell’invisibilità, Beppe Sebaste, con sottile ironia, acutezza di sguardo e tenerezza, ricostruisce il nostro camminare. Panchine che, come in una via crucis in cui si vince l’eternità del nostro essere una specie che si sposta e si ferma, si sposta e si ferma, sono possibilità e occasioni. Beppe Sebaste è tra i nostri scrittori più arditi. Artista e pensatore, flaneur e appassionato d’arte ha scritto dell’autista di Lady Diana e di oggetti smarriti. Di fantasmi e di dimenticanza. Le sue opere – racconti, romanzi, riflessioni – compaiono nei cataloghi di prestigiosi editori italiani e sono tradotti in molte lingue.
“Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne” di Beppe Sebaste letto da Tommaso Ragno.
Ad Alta Voce, podcast Radio3
Tornato a casa ho portato in dono il libro “cartaceo”, così da poter condividere quella serie di racconti brevi, di riflessioni, di slanci poetici. Nasce così la collezione di panchine che avremmo ritratto in varie località, in diversi contesti ma sempre identiche nel loro messaggio: se vuoi puoi sederti qui.
Inutile dirlo, quel libro ha cambiato il nostro modo di guardare alle panchine, di starci seduti. Ogni panchina è inserita in un contesto, non è solo un arredo urbano destinato a favorire o limitare la socializzazione, ad aprire o chiudere una visuale, ad offrire un punto di vista sullo spazio circostante. Le panchine sono ambigue, ambivalenti, luogo di sosta, punto di arrivo e di partenza nello stesso istante in cui entrano nella nostra via. Piazze, parchi, strade e sentieri, punti panoramici, ogni panchina potrebbe raccontare molte e diverse storie sulle persone che sono solite frequentarla.
Sono convinto che molti si ricordano gli avvenimenti che nel 2006 videro protagonisti scrittori e cittadini nella difesa delle poche panchine presenti in due parchi pubblici della città di Trieste. Il caso partì da li, ma poi si espanse nel Nord Est del Paese, ne parlarono i telegiornali, ne scrisse Paolo Rumiz su Repubblica; la panchina era entrata nelle battaglie civili. Nel 2014 troveranno posto nei luoghi pubblici le panchine rosse, poi quelle gialle, quelle arcobaleno….
Ci sono quelle tecnologiche, con pannelli solari e prese usb per la ricarica, quelle letterarie, a forma di libro aperto, quelle enormi e scomode come altari alla memoria di tempi passati, inutili ed ingombrati forme che occupano e modificano il contesto.
Ci sono quelle raffigurate in dipinti di famosi artisti, quelle presenti nei racconti2, quelle che abbiamo frequentato.
La collezione di panchine incontrate e fotografate cresce con il tempo, siamo certi che ci sarà sempre una panchina lungo il nostro cammino.
Le panchine sono per tutti, ma non tutti le utilizzano, spesso ci si passa davanti andando da un posto ad un altro senza far caso alla loro presenza, sempre di corsa, costretti dai nostri affanni quotidiani, arriviamo al frenetico conto alla rovescia di capodanno, per poi ricominciare.
L’anno inizia oggi, il migliore auspicio che facciamo è quello di incontrare una panchina lungo il cammino, qualunque esso sia.
Torre Flavia è conosciuta ben oltre i suoi confini amministrativi di Ladispoli e Cerveteri, per rendersene conto basta frequentarla un pochino.Camminando sulla spiaggia si incontrano persone di tutte le età, ognuna con i suoi particolari interessi…
Ogni anno miliardi di uccelli migratori attraversano continenti per cercare condizioni più favorevoli. La migrazione degli uccelli è un fenomeno naturale affascinante, seguito e studiato da milioni di persone nel mondo. La stazione di inanellamento nella…
La Palude di Torre Flavia, situata sul litorale tirrenico a nord di Roma, è una delle rare tracce di quello che un tempo fu l’ambiente costiero laziale, caratterizzato da dune sabbiose e un ampio sistema di…
Ogni anno miliardi di uccelli migratori attraversano continenti per cercare condizioni più favorevoli.
La migrazione degli uccelli è un fenomeno naturale affascinante, seguito e studiato da milioni di persone nel mondo.
La stazione di inanellamento nella Palude di Torre Flavia, sul litorale tirrenico, è un punto privilegiato per lo studio di questo fenomeno.
Ogni anno milioni di uccelli migrano attraverso i Continenti per spostarsi dalle aree di nidificazione a quelle di svernamento e viceversa. Due volte l’anno, anche uccelli di pochi grammi si spostano per migliaia di chilometri superando una serie di ostacoli naturali, compresi quelli indotti dalle attività dell’uomo.
La scoperta di questi viaggi che sfidano la nostra immaginazione e la capacità di sopravvivenza di questi piccoli animali, è relativamente recente. Dal 1889, anno di introduzione dell’inanellamento a scopo scientifico, iniziato in Danimarca con l’utilizzo di anelli in metallo stampigliati con numeri progressivi e l’indirizzo postale del suo ideatore, H.Ch.C. Mortensen, questa tecnica continua a fornirci informazioni sulla vita uccelli e sull’ambiente.
Hans Christian Cornelius Mortensen (1856-1921), Danish ornithologist and was the first to employ bird ringing for scientific purposes
Per secoli la presenza e l’assenza delle specie nei singoli territori in sintonia con il ritmo delle stagioni, aveva trovato spiegazione nelle teorie di Aristotele, che verranno via via abbandonate grazie l’accumulo dei dati ottenuti con il progressivo utilizzo di questa nuova tecnica di studio. Nessuna specie si trasforma in un altra o passa l’inverno sotto il fango o negli anfratti rocciosi ma si sposta in cerca di ambienti più favorevoli, situati anche a notevole distanza, in continenti diversi, passando da un emisfero all’altro. E’ il caso di quelle specie che nidificano in Europa e svernano in Africa, superando le catene montuose, il mar Mediterraneo e il deserto del Sahara. Grazie ai dati raccolti con la ricerca sul campo, oggi tutti possono consultare l’Atlante della Migrazione degli uccelli tra Europa ed Africa, realizzato dal centro europeo che coordina e promuove le attività di inanellamento nei Paesi europei, l’Euring , per scoprire che fine o che origine hanno i migratori.
Manifesto della Società Ornitologica Spagnola con alcune specie di migratori
Nell’introduzione all’ Atlante della migrazione degli uccelli in Italia, realizzato analizzando le segnalazioni di uccelli inanellati presenti nella banca dati del Centro Nazionale di Inanellamento dal 1906 a giugno 2003 “grazie al coinvolgimento di migliaia di volontari che, investendo tempo e risorse, nel ruolo di inanellatori hanno reso possibile il marcaggio degli uccelli secondo protocolli standardizzati a livello internazionale“, si può leggere l’avvincente storia dello sviluppo di quest’attività di ricerca nel nostro Paese e conoscere le rotte migratorie percorse da 316 specie di uccelli per spostarsi dai luoghi di nidificazione a quelli di svernamento. Le banche dati ornitologiche costituiscono il più grande archivio di osservazioni sui vertebrati, permettendo di indagare anche gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biologia di queste specie.
La nostra Penisola è un ponte tra il continente Africano e quello Europeo; il monitoraggio della migrazione è coordinato dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA , che in primavera con il Progetto Piccole Isole e in autunno con il Progetto Alpi , vede protagonisti migliaia di volontari e milioni di uccelli.
“… la comunità degli inanellatori italiani si configuri come l’esempio più rilevante di cittadini che, con la loro passione ed in modo essenzialmente volontario, contribuiscono a far sì che anche l’Italia possa rispondere positivamente alle richieste di dati di monitoraggio così come richiesto dalle norme comunitarie ed internazionali.“1
La stazione di inanellamento a Torre Flavia
Superate le barriere ecologiche rappresentate dal Mediterraneo e dalle Alpi, gli uccelli necessitano di aree di sosta per alimentarsi e riposarsi, e anche piccole zone umide come la Palude di Torre Flavia sul litorale tirrenico, hanno un ruolo importante in questa giostra aerea di milioni di migratori che due volte l’anno percorrono migliaia di chilometri per poter vivere2. In questa piccola area protetta, il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, alcuni ornitologi hanno collaborato all’attività della Stazione di Inanellamento, dal 2000 al 201434, e successivamente nel 2020-21 e 2023-2024, raccogliendo e mettendo a disposizione migliaia di dati, incontrando alunni delle scuole del territorio e gruppi di adulti.
Alcuni dei Passeriformi che frequentano Torre Flavia durante la migrazione sono veramente piccoli; Regolo ed Fiorrancino pesano in media meno di 5 grammi.
Regolo
Fiorrancino
Il ruolo di questa zona umida nella migrazione emerge esaminando i dati di ricattura; tra ottobre e novembre, uccelli provenienti da diversi Paesi europei vengono catturati e rilasciati subito dopo la fase di inanellamento. Alcuni vengono ricatturati per più anni consecutivi o a distanza di anni.
Pettirosso
Pettazzurro
Forapaglie castagnolo
Luì piccolo
Pendolino
Migliarino di palude
Totale
Austria
1
1
Croazia
1
1
Rep. Ceca
2
2
2
6
Germania
1
1
2
Francia
1
1
Polonia
1
1
Ungheria
14
6
20
Serbia
0
Slovenia
2
1
3
Lituania
1
1
Totale
1
2
16
3
7
7
36
Sono tutti uccelli che pesano in media meno di 20 grammi; Luì piccolo (7,1 gr.), Pendolino (9,6 gr.), Forapaglie castagnolo (10,5 gr.), Pettirosso (15,2 gr.), Pettazzurro (16,1 gr.), Migliarino di Palude (18,1 gr.).
Luì piccolo
Pendolino
Luì piccolo, pesa in media meno di 3 fazzoletti di cartaPendolino, 4 maccheroniMigliarino di Palude, 8 maccheroni
La percentuale di ricattura di individui già marcati in altre stazioni di inanellamento è molto bassa, inferiore a 1% ; quando si trova un individuo marcato all’estero si festeggia !
Suscita stupore anche la cattura di individui appartenenti a specie le cui popolazioni nidificano nel Nord Est del continente europeo, in Russia sui Monti Urali, come il Luì siberiano, svernante sulla costa Laziale, o il Luì forestiero, le cui osservazioni sono aumentate negli ultimi anni.
Luì forestiero
Areale di nidificazione
Luì siberiano
Areale di nidificazione
Non meno stupore nasce dalla ricattura dello stesso individuo in anni consecutivi, il che dimostra la fedeltà degli individui ai luoghi di sosta o svernamento, fornendo informazioni sulla loro longevità.
Forapaglie castagnolo ricatturato a distanza di 6 anni nella stessa Stazione di Inanellamento
Una delle catture che più mi hanno sorpreso è quella di un Migliarino di palude, che inanellato nella Palude di Colfiorito ho ripreso quattro anni dopo a Torre Flavia.
Migliarino di palude
La frequentazione degli alunni e la partecipazione dei cittadini alle attività proposte durante tutto l’anno dal responsabile dell’area protetta e dalle Associazioni del territorio hanno cambiato il volto a questa piccola area protetta. La Stazione di inanellamento nella Palude di Torre Flavia nel corso degli anni è diventata una meta per le scolaresche, i gruppi organizzati e le famiglie del territorio. La richiesta è aumentata nel tempo e alcune persone tornano ogni anno per vivere questa esperienza che consente di osservare gli uccelli da vicino. La privazione di interazioni con il mondo naturale dovuta allo stile di vita ed ai luoghi in cui si svolgono le attività quotidiane ha delle conseguenze sul nostrobenessere, come dimostrano le recenti ricerche, e il successo delle visite guidate alla stazione di inanellamento forse è proprio questo, essere un antidoto all’ estinzione dell’esperienza.
Incontri con gli alunni, 2013
Incontro con un gruppo di adulti, 2024
Incontro con le famiglie, 2024
Per promuovere l’attività e restare in contatto con i visitatori è stato utilizzato un social network che in meno di un mese ha ricevuto più di 300 iscrizioni. Se anche tu vuoi rimanere aggiornato sull’attività di inanellamento nel Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, clicca sull’immagine sottostante.
L’inanellamento a scopo scientifico, pur basandosi su protocolli complessi e ben definiti che richiedono una pre- parazione specialistica da parte degli operatori, per la mag- gior parte dei casi si basa sul volontariato. Quest’attività costituisce, infatti, uno degli esempi più significativi di “citizen science” nel nostro Paese, in grado di apportare un contributo significativo alle conoscenze sull’avifauna. È importante, perciò, che tale patrimonio, umano e scientifico, non vada disperso. 5
Letture consigliate
La migrazione degli uccelli. Genetica, evoluzione, comportamento, ecologia. Berthold P., Bollati Boringhieri
Palude di Torre Flavia: inanellamento dell’avifauna selvatica. YouTube
Note
Spina F. & Volponi S., 2008 – Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia Passeriformi. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). 632 pp. ↩︎
Cuti N., E. D. Canale. Analisi qualitativa e quantitativa dell’attività d’Inanellamento in Sicilia nel periodo 1998-2013. Avocetta, 38: 91- 126 (2014) ↩︎