Categoria: Arte
Materia. La magnifica illusione.
Che rapporto abbiamo con la materia oggi ?
La materia a cui spontaneamente ci viene da pensare è quella degli oggetti solidi, con confini ben definiti, tangibili. Ma anche l’aria, invisibile ed impalpabile, è materia. Le caratteristiche della materia dipendono sì dagli atomi di cui è composta ma anche da fattori esterni. Pensate all’acqua ed agli stati che può assumere in relazione alla temperatura; solido, fluido, gassoso.
Provate a pensare alle nuvole, con tutte le forme e i colori che si possono osservare, come fiumi e torrenti d’acqua, sospesi tra la terra ed il cielo.
Alla materia, dura e pesante, sono state associate qualità come basso, impuro, contaminante, in netta contrapposizione a quelle dello spirito, che è leggero, alto, purificante. Che il corpo, fatto di materia, sia la sede degli istinti animaleschi e perciò destinato alla morte e che altra cosa sia l’anima, che vivrà in eterno perché qui regnano solo i buoni propositi, è una convinzione diffusa.
Noi siamo fatti della “stessa materia dei sogni” o sono i sogni ad essere materiali come noi? Di quale polvere siamo fatti, quella si nasconde sotto al tappeto o quella che proviene dalle stelle?
Come tutto quello che ci circonda, anche noi siamo fatti in larga parte di vuoto.
Guido Tonelli. Materia la magnifica illusione
Come altre specie viventi abbiamo imparato a conoscere le proprietà della materia per usarla a nostro vantaggio, abbiamo immesso nell’ambiente nuovi materiali, a volte con conseguenze dannose per noi stessi, stiamo lavorando alla progettazione di materiali capaci di interagire con l’ambiente e con gli organismi viventi 1.
Ma che cos’è la materia che ci circonda e di cui anche noi siamo composti?
Materia. La magnifica illusione, è il titolo del libro di Guido Tonelli che mi ha accompagnato nei primi mesi di quest’anno, mentre mi aggiravo tra le opere d’arte realizzate da famosi scultori e le cave di marmo da cui quel materiale è stato estratto ed utilizzato già dagli antichi Romani.
Nei Musei Vaticani sono conservate molte sculture, alcune di epoca romana, come il gruppo del Laocoonte, altre di epoca rinascimentale, come quelle di Michelangelo che si recava di persona a Carrara per scegliere i blocchi di pietra su cui lavorare per dare forma al suo immaginario.

Questo materiale così duro e pesante sembra animarsi grazie al lavoro dell’artista, che ha voluto tramandare con la sua opera un messaggio, nella consapevolezza che la materia utilizzata sopravviverà alla materia di cui egli stesso è composto.
Il marmo, così prezioso e ricercato per la scultura o per l’edilizia grazie alle sue proprietà, viene tuttora estratto sulle Alpi Apuane e Carrara è la località più famosa, sede dell’Accademia delle Belle Arti, che accoglie studenti da tutto il mondo.

Fà un certo effetto conoscere la storia che custodisce Carrara, nei vicoli e nelle piazze brandelli di storia, vivide presenze animate nel marmo bianco.
Non da meno è scoprire che la maggior parte del prodotto dell’attività estrattiva è destinato ad essere ridotto ed utilizzato in polvere 2 .
L’attività ha un grande impatto ambientale, non solo dal punto di vista paesaggistico, come si può osservare da vicino salendo la stretta strada che conduce al belvedere di Campocecina.




Nel film Antropocene 3 le cave di marmo a Carrara sono portate come esempio della capacità della nostra specie di modificare l’ambiente in modo irreversibile, paragonabile alle modifiche causate dagli agenti fisici e geologici che per millenni hanno dominato e diretto le grandi trasformazioni che hanno riguardato l’ambiente e la materia stessa, come il marmo, frutto di un processo di metamorfosi di rocce carbonatiche.
Queste rocce si sono formate sul fondale marino per la deposizione dei gusci o dei sostegni che organismi viventi hanno creato utilizzando i materiali disponibili nell’acqua del mare, come il calcio e l’ossigeno.
Sottoposte alle spinte geologiche che hanno formato gli Appennini, oggi queste rocce si trovano sulla cima delle Alpi Apuane dopo aver subito una trasformazione di struttura dovuta alle temperature e pressioni alle quali è stata sottoposta.
Sarà nell’origine organica del marmo la vitalità che gli artisti hanno trovato ed utilizzano per dare espressività alle sculture ?

La percezione dei diversi destini, dell’uomo e della materia, pone il primo in una condizione per alcuni versi disperata, di fronte alla sua morte ma anche di fronte alla nascita della vita.
Per risolvere questa angoscia e questa curiosità esistenziale, la materia è stata indagata sia in maniera scientifica che filosofica in tutti i tempi e da tutte le culture.
Guido Tonelli, fisico e divulgatore, ci guida lungo i percorsi seguiti dalla civiltà occidentale verso le ultime scoperte sulla materia, come quella relativa al bosone di Higgs, a cui ha collaborato.
Nonostante i grandi progressi della scienza contemporanea, siamo costretti ad ammettere che non sappiamo nulla del 95% di tutto quello che ci circonda.
Guido Tonelli, Materia. La magnifica illusione.
Su questi argomenti, in un’altro libro interessante e di piacevole lettura, Il Tao della fisica, Fritjof Capra, fisico e saggista di origine austriaca, confronta le conoscenze scientifiche acquisite grazie alla fisica quantistica con le esperienze e le intuizioni espresse nelle filosofie orientali.
Collegamenti esterni
Note
- Laura Tripaldi. Menti parallele. Scoprire l’intelligenza dei materiali. ↩︎
- Il prezzo dell’oro bianco. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO URBINO ↩︎
- Antorpocene. Trailer ↩︎
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La costa meridionale della Sicilia è molto differente da quella settentrionale, caratterizzata dai monti, prosecuzione dell’Appennino, che si innalzano a poca distanza dalla costa.
Dolci colline e ampie pianure si affacciano su spiagge bianche, fiumi e torrenti divagano nelle vallate ed alle foci si creano zone umide e si depositano ciottoli di varie forme e colori.
Dallo Ionio al Mediterraneo sono approdati i diversi popoli, le cui testimonianze storiche si susseguono nel tempo e nello spazio lungo la costa e nelle aree vicine. Aree archeologiche, Riserve Naturali, città storiche e piccoli borghi recentemente portati alla ribalta da film o fiction televisive si incontrano lungo la strada che da Capo Passero porta a Trapani.
Ci sono molti luoghi che non abbiamo visitato, un pò per pigrizia un pò per mancanza di tempo, o che abbiamo evitato per la presenza di grandi impianti industriali, come l’area di Gela.
Le mete segnalate sul libro “A Birdwatcther’s guide to Italy” ci hanno portato dalla Riserva di Vendicari a Capo Feto, dai Gorghi Tondi alle Saline di Marsala.
Un posto particolare nei nostri ricordi lo occupa la costa tra Capo Feto e Torre Sibilina, una zona di conservazione speciale della Rete Natura 2000 (ZSC ITA 010006), che di speciale ha molto ma in quanto a conservazione c’è ancora tanto da fare.1
In questa zona costiera, tra Mazara del Vallo e Marsala, le piccole zone umide rimaste dopo gli interventi di bonifica, la duna e l’estesa prateria di Posidonia nel mare antistante, sono un hot spot di biodiversità da tutelare e valorizzare.
Diverse specie di uccelli a settembre si apprestano ad attraversare lo stretto braccio di mare che li separa dall’Africa, passano sopra le nostre teste i Falchi di Palude, le rondini volano sui canneti e lungo la costa mentre alcune specie di limicoli cercano cibo nelle poche pozze rimaste a fine estate.
Le sculture sul lungomare e alcuni murales nelle vie cittadine del vicino comune di Petrosino, Oasi d’Arte , cercano in qualche modo di far dimenticare al turista anche l’abusivismo edilizio che ha inglobato la Torre Sibiliana, una torre del xv sec. alle spalle dell’opera “Birds” di Alberto de Braud.
Le mie preferite sono la scultura di Girolamo Palmizi – “Mare Nostrum”, che con la sua gemella in Tunisia pone un ponte ideale tra le due sponde del Mediterraneo e il murales “Povera Patria” che l’artista Kampah, recentemente scomparso 2 , ha dedicato ad un altro artista siciliano, Franco Battiato.
La gola ci ha portato a Mazara del Vallo, ma anche la curiosità per una città plasmata dalla presenza araba e normanna sull’isola, uno dei più importanti porti per i pescherecci del Mediterraneo, dove vive la più grande comunità tunisina in Italia.
Il tramonto alle saline di Marsala può essere davvero suggestivo, così come la visita sull’isola di Mozia ed al suo Museo. All’orizzonte, sul monte che sovrasta Trapani, si vede Erice, città museo e famosa meta turistica.
Note
1 Ragonese et al. (2019). La palude costiera di Capo Feto (Sicilia sud occidentale)-Una provocazione proposta progettuale per passare dall’attuale abbandono e degrado allo stato di oasi naturalistica fruibile da tutti gli organismi viventi (esseri umani inclusi!)
(4) (PDF) CAPO FETO – NTR ITPP sr 97 2019. Available from: https://www.researchgate.net/publication/334737251_CAPO_FETO_-_NTR_ITPP_sr_97_2019 [accessed Nov 04 2022].
2 Flavio ‘Kampah’ Campagna. AGI, 27 agosto 2021
Collegamenti esterni
Capo Feto nell’archivio della Rete Natura 2000
Archivio Siti Natura 2000 in Sicilia. Sicilia in rete
Riserva Naturale Orientata Oasi di Vendicari
RISERVA NATURALE “MACCHIA FORESTALE DEL FIUME IRMINIO”
Riserva Naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe. Sicilia in rete

















































