Piccoli uccelli che migrano

Ogni anno miliardi di uccelli migratori attraversano continenti per cercare condizioni più favorevoli.
La migrazione degli uccelli è un fenomeno naturale affascinante, seguito e studiato da milioni di persone nel mondo.
La stazione di inanellamento nella Palude di Torre Flavia, sul litorale tirrenico, è un punto privilegiato per lo studio di questo fenomeno.

Ogni anno milioni di uccelli migrano attraverso i Continenti per spostarsi dalle aree di nidificazione a quelle di svernamento e viceversa.
Due volte l’anno, anche uccelli di pochi grammi si spostano per migliaia di chilometri superando una serie di ostacoli naturali, compresi quelli indotti dalle attività dell’uomo.

La scoperta di questi viaggi che sfidano la nostra immaginazione e la capacità di sopravvivenza di questi piccoli animali, è relativamente recente.
Dal 1889, anno di introduzione dell’inanellamento a scopo scientifico, iniziato in Danimarca con l’utilizzo di anelli in metallo stampigliati con numeri progressivi e l’indirizzo postale del suo ideatore, H.Ch.C. Mortensen, questa tecnica continua a fornirci informazioni sulla vita uccelli e sull’ambiente.

Hans Christian Cornelius Mortensen (1856-1921), Danish ornithologist and was the first to employ bird ringing for scientific purposes


Per secoli la presenza e l’assenza delle specie nei singoli territori in sintonia con il ritmo delle stagioni, aveva trovato spiegazione nelle teorie di Aristotele, che verranno via via abbandonate grazie l’accumulo dei dati ottenuti con il progressivo utilizzo di questa nuova tecnica di studio.
Nessuna specie si trasforma in un altra o passa l’inverno sotto il fango o negli anfratti rocciosi ma si sposta in cerca di ambienti più favorevoli, situati anche a notevole distanza, in continenti diversi, passando da un emisfero all’altro.
E’ il caso di quelle specie che nidificano in Europa e svernano in Africa, superando le catene montuose, il mar Mediterraneo e il deserto del Sahara.
Grazie ai dati raccolti con la ricerca sul campo, oggi tutti possono consultare l’Atlante della Migrazione degli uccelli tra Europa ed Africa, realizzato dal centro europeo che coordina e promuove le attività di inanellamento nei Paesi europei, l’Euring , per scoprire che fine o che origine hanno i migratori.

Manifesto della Società Ornitologica Spagnola con alcune specie di migratori

Nell’introduzione all’ Atlante della migrazione degli uccelli in Italia, realizzato analizzando le segnalazioni di uccelli inanellati presenti nella banca dati del Centro Nazionale di Inanellamento dal 1906 a giugno 2003 “grazie al coinvolgimento di migliaia di volontari che, investendo tempo e risorse, nel ruolo di inanellatori hanno reso possibile il marcaggio degli uccelli secondo protocolli standardizzati a livello internazionale“, si può leggere l’avvincente storia dello sviluppo di quest’attività di ricerca nel nostro Paese e conoscere le rotte migratorie percorse da 316 specie di uccelli per spostarsi dai luoghi di nidificazione a quelli di svernamento.
Le banche dati ornitologiche costituiscono il più grande archivio di osservazioni sui vertebrati, permettendo di indagare anche gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biologia di queste specie.

La nostra Penisola è un ponte tra il continente Africano e quello Europeo; il monitoraggio della migrazione è coordinato dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA , che in primavera con il Progetto Piccole Isole e in autunno con il Progetto Alpi , vede protagonisti migliaia di volontari e milioni di uccelli.

… la comunità degli inanellatori italiani si configuri come l’esempio più rilevante di cittadini che, con la loro passione ed in modo essenzialmente volontario, contribuiscono a far sì che anche l’Italia possa rispondere positivamente alle richieste di dati di monitoraggio così come richiesto dalle norme comunitarie ed internazionali.1

La stazione di inanellamento a Torre Flavia

Superate le barriere ecologiche rappresentate dal Mediterraneo e dalle Alpi, gli uccelli necessitano di aree di sosta per alimentarsi e riposarsi, e anche piccole zone umide come la Palude di Torre Flavia sul litorale tirrenico, hanno un ruolo importante in questa giostra aerea di milioni di migratori che due volte l’anno percorrono migliaia di chilometri per poter vivere2.
In questa piccola area protetta, il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, alcuni ornitologi hanno collaborato all’attività della Stazione di Inanellamento, dal 2000 al 201434, e successivamente nel 2020-21 e 2023-2024, raccogliendo e mettendo a disposizione migliaia di dati, incontrando alunni delle scuole del territorio e gruppi di adulti.

Alcuni dei Passeriformi che frequentano Torre Flavia durante la migrazione sono veramente piccoli; Regolo ed Fiorrancino pesano in media meno di 5 grammi.

Il ruolo di questa zona umida nella migrazione emerge esaminando i dati di ricattura; tra ottobre e novembre, uccelli provenienti da diversi Paesi europei vengono catturati e rilasciati subito dopo la fase di inanellamento. Alcuni vengono ricatturati per più anni consecutivi o a distanza di anni.

PettirossoPettazzurroForapaglie castagnoloLuì piccoloPendolinoMigliarino di paludeTotale 
Austria11
Croazia11
Rep. Ceca2226
Germania112
Francia11
Polonia11
Ungheria14620
Serbia0
Slovenia213
Lituania11
Totale 121637736

Sono tutti uccelli che pesano in media meno di 20 grammi; Luì piccolo (7,1 gr.), Pendolino (9,6 gr.), Forapaglie castagnolo (10,5 gr.), Pettirosso (15,2 gr.), Pettazzurro (16,1 gr.), Migliarino di Palude (18,1 gr.).


La percentuale di ricattura di individui già marcati in altre stazioni di inanellamento è molto bassa, inferiore a 1% ; quando si trova un individuo marcato all’estero si festeggia !

Suscita stupore anche la cattura di individui appartenenti a specie le cui popolazioni nidificano nel Nord Est del continente europeo, in Russia sui Monti Urali, come il Luì siberiano, svernante sulla costa Laziale, o il Luì forestiero, le cui osservazioni sono aumentate negli ultimi anni.

Non meno stupore nasce dalla ricattura dello stesso individuo in anni consecutivi, il che dimostra la fedeltà degli individui ai luoghi di sosta o svernamento, fornendo informazioni sulla loro longevità.

Forapaglie castagnolo ricatturato a distanza di 6 anni nella stessa Stazione di Inanellamento

Una delle catture che più mi hanno sorpreso è quella di un Migliarino di palude, che inanellato nella Palude di Colfiorito ho ripreso quattro anni dopo a Torre Flavia.

Migliarino di Palude
Migliarino di palude

La frequentazione degli alunni e la partecipazione dei cittadini alle attività proposte durante tutto l’anno dal responsabile dell’area protetta e dalle Associazioni del territorio hanno cambiato il volto a questa piccola area protetta.
La Stazione di inanellamento nella Palude di Torre Flavia nel corso degli anni è diventata una meta per le scolaresche, i gruppi organizzati e le famiglie del territorio.
La richiesta è aumentata nel tempo e alcune persone tornano ogni anno per vivere questa esperienza che consente di osservare gli uccelli da vicino.
La privazione di interazioni con il mondo naturale dovuta allo stile di vita ed ai luoghi in cui si svolgono le attività quotidiane ha delle conseguenze sul nostro benessere, come dimostrano le recenti ricerche, e il successo delle visite guidate alla stazione di inanellamento forse è proprio questo, essere un antidoto all’ estinzione dell’esperienza.

Per promuovere l’attività e restare in contatto con i visitatori è stato utilizzato un social network che in meno di un mese ha ricevuto più di 300 iscrizioni.
Se anche tu vuoi rimanere aggiornato sull’attività di inanellamento nel Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, clicca sull’immagine sottostante.

L’inanellamento a scopo scientifico, pur basandosi su
protocolli complessi e ben definiti che richiedono una pre-
parazione specialistica da parte degli operatori, per la mag-
gior parte dei casi si basa sul volontariato.
Quest’attività costituisce, infatti, uno degli esempi più significativi di
“citizen science” nel nostro Paese, in grado di apportare
un contributo significativo alle conoscenze sull’avifauna.
È importante, perciò, che tale patrimonio, umano e scientifico, non vada disperso. 5

Letture consigliate

La migrazione degli uccelli. Genetica, evoluzione, comportamento, ecologia. Berthold P., Bollati Boringhieri

Viaggiatori straordinari. Bulgarini, Fraticelli, Montemaggiori, Orme editore

Perché i canti degli uccelli sono più importanti di quello credi.
The Gardian, 12/12/24

Uccelli e salute umana: percorsi per una relazione positiva e una migliore integrazione. IBIS, vol. 166, 2024

Collegamenti esterni

L’inanellamento per la scienza e la conservazione. Opuscolo Euring

L’Italia: un ponte attraverso il Mediterraneo. Ruolo dell’ISPRA nel monitoraggio degli uccelli migratori.

Stato di conservazione degli uccelli migratori. ISPRA

Indice di variazione della data di migrazione primaverile. ISPRA

The Eurasian African Birds Atlas. EURING Bird Migration Atlas

European Longevity List, 2023. EURING.org

Fotografie su Flickr

Palude di Torre Flavia: inanellamento dell’avifauna selvatica. YouTube

Note

  1. Spina F. & Volponi S., 2008 – Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia Passeriformi. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). 632 pp. ↩︎
  2. Confronto tra le catture autunnali in quattro zone umide dell’Italia Centrale Alula XVII (1-2): 99-104 (2010)
    ↩︎
  3. Autumn captures from Torre Flavia Ringing Station
    Avocetta , 2015 39(2):73-81 ↩︎
  4. Primo anno di attività della stazione di inanellamento di Torre Flavia ↩︎
  5. Cuti N., E. D. Canale. Analisi qualitativa e quantitativa dell’attività d’Inanellamento in Sicilia nel periodo 1998-2013. Avocetta, 38: 91- 126 (2014) ↩︎

Le Zone Umide : una giornata per ricordarne l’esistenza e l’importanza.

Il prossimo venerdì 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle Zone Umide, iniziativa nata nel 1996 per ricordare la firma della Convenzione Internazionale per le Zone Umide, finalizzata principalmente alla tutela delle zone importanti a livello internazionale per la salvaguardia delle specie di uccelli acquatici migratrici.
Oggetto della Convenzione di Ramsar sono la gran varietà di zone umide: le paludi e gli acquitrini, le torbiere, i bacini d’acqua naturali o artificiali, permanenti o transitori, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, comprese le distese di acqua marina, la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri. Sono inoltre comprese le zone rivierasche, fluviali o marine, adiacenti alle zone umide, le isole o le distese di acqua marina con profondità superiore ai sei metri, durante la bassa marea, situate entro i confini delle zone umide, in particolare quando tali zone, isole o distese d’acqua, hanno importanza come habitat degli uccelli acquatici, ecologicamente dipendenti dalle zone umide”.1


Ad oggi sono 172 i Paesi che hanno aderito e 2400 i siti individuati dalla Convenzione firmata nel 1971 nella città iraniana di Ramsar, anche con l’obbiettivo di tutelare e favorire l’uso razionale delle zone umide e delle loro risorse.
In Italia sono 57 le zone umide individuate sulla base dei criteri stabiliti e 9 i siti in via di designazione.2
Nonostante la loro importanza riconosciuta, meno della metà di queste aree ha un piano di gestione.


Oltre a queste esistono molte altre zone umide, di diversa estensione ed importanza, come illustrato in questa breve animazione

I primi mesi dell’anno offrono al visitatore l’incontro con numerose specie di uccelli, alcune presenti solo in questo periodo dell’anno.
Gennaio è il mese dei censimenti degli uccelli acquatici , IWC, che coinvolge centinaia di esperti e volontari.
Sono molti i posti da visitare e numerose le iniziative in programma per far conoscere le aree e sensibilizzare il publico sul ruolo e l’importanza delle aree umide nell’ecosistema per il benessere umano, l’economia e la salute della comunità.

Cogliete l’occasione di visitare una delle aree umide del vostro territorio, ogni Regione ha la sua piccola perla che merita di essere conosciuta e valorizzata.

Collegamenti esterni

1 Convenzione di Ramsar.

2 Elenco delle zone umide Italia

Giornata mondiale delle zone umide 2024

Iniziative in programma in Italia e nel Mondo

Letture consigliate

Nella Palude

Il 2 febbraio è la Giornata Internazionale delle Aree Umide. Un invito a vistare questi luoghi, a conoscerli per comprenderne il ruolo nell’ecosistema e l’importanza per il nostro benessere.

Un hotspot di biodiversità

Torre Flavia è conosciuta ben oltre i suoi confini amministrativi di Ladispoli e Cerveteri, per rendersene conto basta frequentarla un pochino.Camminando sulla spiaggia si incontrano persone di tutte le età, ognuna con i suoi particolari interessi e motivazioni; pescatori, serfisti, cittadini in cerca di un po’ di aria di mare, famiglie con bambini, giovani innamorati,…

Monumento Naturale Palude di Torre Flavia

La Palude di Torre Flavia, situata sul litorale tirrenico a nord di Roma, è una delle rare tracce di quello che un tempo fu l’ambiente costiero laziale, caratterizzato da dune sabbiose e un ampio sistema di laghi e stagni costieri. Zona di Protezione Speciale (ZPS IT 6030020) della Rete Natura 2000, individuata dal Ministero dell’Ambiente…

Un hotspot di biodiversità

Torre Flavia è conosciuta ben oltre i suoi confini amministrativi di Ladispoli e Cerveteri, per rendersene conto basta frequentarla un pochino.
Camminando sulla spiaggia si incontrano persone di tutte le età, ognuna con i suoi particolari interessi e motivazioni; pescatori, serfisti, cittadini in cerca di un po’ di aria di mare, famiglie con bambini, giovani innamorati, scolaresche e gruppi di studenti universitari.

Dietro questa sempre più esile spiaggia, su un substrato argilloso sempre più eroso dall’arretramento della linea di costa, protetta da un lungo cordone dunale, si trova la Palude di Torre Flavia.


Molti i fotografi e i birdwatchers, che in questo piccolo fazzoletto di territorio, ultimo testimone di ambiente costiero quasi del tutto scomparso dal litorale laziale, trovano le condizioni ideali per la loro attività.
E’ un posto molto frequentato, (nel 2014 il sito EBN la segnalava come il sito preferito dagli utenti), e nonostante ciò gli animali sono molto confidenti ed è facile osservarli da vicino lungo il sentiero che porta al mare.
Sulla spiaggia si possono osservare una delle ultime coppie di Fratino nidificanti nel Lazio ed una coppia di Corrieri piccoli intenti a nidificare.

Il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia è un laboratorio all’aperto dove alunni di tutte le età, studenti e laureandi fanno esperienza. Chi per la prima volta vede una palude e tante specie di animali tutte insieme, chi studia sul campo per raccogliere dati utili per laurearsi.
Numerose le pubblicazioni scientifiche disponibili sul web.

In questo contesto sono inserite le attività di ricerca e di educazione ambientale della la stazione ornitologica che ha partecipato come stazione costiera al Progetto Piccole Isole.
L’attività è coordinata dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’Ispra, ed è finalizzata allo studio della migrazione primaverile nel Mediterraneo. Questo studio è iniziato più di 30 anni fa e ha svelato molti aspetti della migrazione dei Passeriformi, non ultimi quelli dovuti al cambiamento climatico in atto.



La palude è un’importante area di sosta per molte specie che hanno passato il periodo invernale sulle coste africane o a sud del deserto del Sahara e che in primavera tornano verso le aree di nidificazione in Europa.
Tra queste specie quelle più conosciute e facilmente osservabili ci sono la Rondine, il Balestruccio, il Rondone comune che in primavera affollano gli specchi d’acqua ed il canneto con voli radenti in cerca di cibo.
Ma ci sono anche molte altre specie, meno visibili e perciò meno conosciute, come l’Usignolo, il Forapaglie comune, la Sterpazzola, la Sterpazzolina, la Cannaiola ed il Cannareccione.

Sterpazzolina comune

La palude di Torre Flavia è importante anche come luogo di sosta nella migrazione post riproduttiva e di svernamento per le specie che vi trascorrono l’inverno, come il Forapaglie castagnolo con anello Budapest, ricatturato durante il monitoraggio. Probabilmente è stato inanellato la prima volta sul Lago Balaton in Ungheria, come avvenuto nel caso delle ricatture effettuate negli anni precedenti, ma la certezza si avrà solo quando le informazioni presenti nelle banche dati saranno comunicate.


La specie è minacciata di estinzione a causa della perdita di zone umide, dello sviluppo turistico e delle opere idrologiche, nonché dell’uso di insetticidi, e pertanto è inclusa nell’allegato 1 della direttiva Uccelli. 1

Negli anni le condizioni dell’area protetta sono migliorate  grazie alle diverse associazioni di volontariato e al personale dipendente dalla Città Metropolitana di Roma a cui è affidata la gestione dell’area, ma resta ancora molto da fare, ai problemi non ancora risolti ogni anno se ne aggiungono di nuovi .
Una sfida di gestione di un sito che è inserito in una rete europea di aree che necessitano una particolare attenzione per la conservazione della biodiversità.2
L’erosione costiera, l’espansione urbanistica, la presenza di specie aliene, come la nutria, il Gambero della Luisiana e le varie specie di tartarughe d’acqua dolce (rilasciate da qualcuno che si era stancato di averla rinchiusa nell’acquario di casa) e il recente arrivo di un numeroso gruppo di cinghiali rappresentano solo un aspetto della gestione di un’area protetta sempre più attrattiva.
Una serie di interessi locali e generali che non è sempre semplice conciliare, come come racconta il responsabile dell’area protetta in una recente video intervista dal titolo : Cosa fa il mager della Biodiversità ?

Collegamenti esterni

1 European Commission – Environment
https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/threatened/a/acrocephalus_melanopogon_en.htm

2 Rete Natura 2000

Video L’attività alla Stazione di Inanellamento a scopo scientifico

Breve video di una mattina di primavera