Atlante degli Uccelli nidificanti in Italia

L’Atlante degli uccelli nidificanti in Italia rappresenta il risultato della collaborazione tra esperti ornitologi e cittadini che, mossi dalla passione comune verso l’avifauna, sono stati disposti a dedicare tempo e denaro a questa ricerca scientifica che colma un vuoto nel panorama delle conoscenze sulla biodiversità italiana.

Un complesso lavoro di squadra realizzato dagli ornitologi italiani che con un grande lavoro di ricerca, analisi ed elaborazione dei dati hanno reso possibile la realizzazione del nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Italia.

Questo è il secondo atlante nazionale pubblicato nel nostro Paese e rappresenta il maggior contributo che la Citizen Scienze ha prodotto fino ad ora in Italia, coinvolgendo sul campo più di 3000 rilevatori che hanno utilizzato la piattaforma Ornitho.it per archiviare e condividere le osservazioni.

Nell’atlante, oltre all’introduzione e ad una breve storia dell’Ornitologia Italiana, ci sono le fotografie e le mappe di distribuzione e di idoneità ambientale delle 269 specie di uccelli nidificanti in Italia.


Quello che c’è ma non si vede è il tempo dedicato dalle migliaia di persone coinvolte per la realizzazione di quest’opera. Uniti dalla passione per gli uccelli e per la ricerca scientifica il gruppo di conduzione di Ornitho.it, i coordinatori regionali, i rilevatori e i validatori, sono riusciti a superare gli ostacoli che un’impresa del genere comporta.


Preceduto da diversi Atlanti Regionali e locali, il primo atlante nazionale fu pubblicato dall’Istituto Fauna Selvatica nel 1993, non senza difficoltà come brevemente ricordato nell’introduzione al nuovo atlante.

L’apertura nel 2009 della piattaforma Ornitho.it per l’archiviazione georeferenziata delle osservazioni, sostenuto da alcune associazioni nazionali e regionali, ha facilitato l’archiviazione e la condivisione dei dati raccolti sul campo dagli ornitologi (a settembre del 2022 Ornitho.it aveva 7000 utenti iscritti ed un database con più di 21 milioni di dati)1 .
Nel 2010 il comitato di conduzione della piattaforma inizia a lavorare per la realizzazione del un nuovo atlante, raccogliendo tra il 2010 ed il 2016, 2.360.0284 dati utili che costituiscono la base principale per la realizzazione del nuovo atlante, che utilizza in parte (21%) dati provenienti da altri progetti nazionali.2

Rispetto al precedente atlante, il periodo temporale esaminato è quasi raddoppiato, da 4 a 7 anni, il numero di rilevatori è più che triplicato, passando da 946 a 3.075.
Le specie nidificanti sono aumentate, da 240 a 269, principalmente grazie alla colonizzazione spontanea di 16 nuove specie, all’arrivo di specie alloctone (9), al successo dei progetti di reintroduzione (2). Due sono le specie di cui non è più stata accertata la nidificazione sul territorio nazionale.
Il confronto tra i due Atlante evidenzia i cambiamenti della nostra avifauna nel tempo, registrando contrazioni o ampliamenti di areale a seconda della specie in esame.

Sul sito del Centro Italiani Studi Ornitologici, CISO, il 18 ottobre 2022 veniva annunciata la pubblicazione dell’Atlante, dal quale propongo un breve estratto3:

Oggi, a distanza di alcuni anni stiamo arrivando alla stampa dell’Atlante degli uccelli nidificanti in Italia, per i tipi di Edizioni Belvedere. Dietro c’è un lavoro enorme, che ha incontrato mille difficoltà, sin dall’istituzione dei coordinamenti locali per l’esecuzione dei rilievi e che è proseguito con il controllo e la pulizia dei dati, la loro elaborazione e la redazione della pubblicazione….


Il lavoro che tutti insieme abbiamo fatto è ENORME! Nessuno istituto o studio professionale avrebbe mai potuto mobilitare tutte queste persone qualificate per scovare gli uccelli in ogni angolo del nostro paese! E tutto questo, senza un congruo finanziamento!

Gruppo di Conduzione di Ornitho.it


L’Atlante degli uccelli nidificanti in Italia rappresenta il risultato della collaborazione tra esperti ornitologi e cittadini che, mossi dalla passione comune verso l’avifauna, sono stati disposti a dedicare tempo e denaro a questa ricerca scientifica che colma un vuoto nel panorama delle conoscenze sulla biodiversità italiana.

Note

1 Ornitho.it News, 29 settembre 2022

2 Progetti di ricerca nazionale di cui sono stati utilizzati i dati per l’elaborazione dell’Atlante:
Mito 2000

Farmland bird index, Rete Rurale Nazionale – Lipu

Centro Nazionale Inanellamento – CNI-ISPRA

3 Il testo completo è disponibile qui

La sponda sud

La costa meridionale della Sicilia è molto differente da quella settentrionale, caratterizzata dai monti, prosecuzione dell’Appennino, che si innalzano a poca distanza dalla costa.
Dolci colline e ampie pianure si affacciano su spiagge bianche, fiumi e torrenti divagano nelle vallate ed alle foci si creano zone umide e si depositano ciottoli di varie forme e colori.


Dallo Ionio al Mediterraneo sono approdati i diversi popoli, le cui testimonianze storiche si susseguono nel tempo e nello spazio lungo la costa e nelle aree vicine. Aree archeologiche, Riserve Naturali, città storiche e piccoli borghi recentemente portati alla ribalta da film o fiction televisive si incontrano lungo la strada che da Capo Passero porta a Trapani.

Ci sono molti luoghi che non abbiamo visitato, un pò per pigrizia un pò per mancanza di tempo, o che abbiamo evitato per la presenza di grandi impianti industriali, come l’area di Gela.
Le mete segnalate sul libro “A Birdwatcther’s guide to Italy” ci hanno portato dalla Riserva di Vendicari a Capo Feto, dai Gorghi Tondi alle Saline di Marsala.

Un posto particolare nei nostri ricordi lo occupa la costa tra Capo Feto e Torre Sibilina, una zona di conservazione speciale della Rete Natura 2000 (ZSC ITA 010006), che di speciale ha molto ma in quanto a conservazione c’è ancora tanto da fare.1
In questa zona costiera, tra Mazara del Vallo e Marsala, le piccole zone umide rimaste dopo gli interventi di bonifica, la duna e l’estesa prateria di Posidonia nel mare antistante, sono un hot spot di biodiversità da tutelare e valorizzare.
Diverse specie di uccelli a settembre si apprestano ad attraversare lo stretto braccio di mare che li separa dall’Africa, passano sopra le nostre teste i Falchi di Palude, le rondini volano sui canneti e lungo la costa mentre alcune specie di limicoli cercano cibo nelle poche pozze rimaste a fine estate.

Le sculture sul lungomare e alcuni murales nelle vie cittadine del vicino comune di Petrosino, Oasi d’Arte , cercano in qualche modo di far dimenticare al turista anche l’abusivismo edilizio che ha inglobato la Torre Sibiliana, una torre del xv sec. alle spalle dell’opera “Birds” di Alberto de Braud.
Le mie preferite sono la scultura di Girolamo Palmizi – “Mare Nostrum”, che con la sua gemella in Tunisia pone un ponte ideale tra le due sponde del Mediterraneo e il murales  “Povera Patria” che l’artista Kampah, recentemente scomparso 2 , ha dedicato ad un altro artista siciliano, Franco Battiato.

La gola ci ha portato a Mazara del Vallo, ma anche la curiosità per una città plasmata dalla presenza araba e normanna sull’isola, uno dei più importanti porti per i pescherecci del Mediterraneo, dove vive la più grande comunità tunisina in Italia.

Il tramonto alle saline di Marsala può essere davvero suggestivo, così come la visita sull’isola di Mozia ed al suo Museo. All’orizzonte, sul monte che sovrasta Trapani, si vede Erice, città museo e famosa meta turistica.


Note

1 Ragonese et al. (2019). La palude costiera di Capo Feto (Sicilia sud occidentale)-Una provocazione proposta progettuale per passare dall’attuale abbandono e degrado allo stato di oasi naturalistica fruibile da tutti gli organismi viventi (esseri umani inclusi!)
(4) (PDF) CAPO FETO – NTR ITPP sr 97 2019. Available from: https://www.researchgate.net/publication/334737251_CAPO_FETO_-_NTR_ITPP_sr_97_2019 [accessed Nov 04 2022].

2 Flavio ‘Kampah’ Campagna. AGI, 27 agosto 2021

Collegamenti esterni

Capo Feto nell’archivio della Rete Natura 2000

Archivio Siti Natura 2000 in Sicilia. Sicilia in rete

Riserva Naturale Orientata Oasi di Vendicari

RISERVA NATURALE “MACCHIA FORESTALE DEL FIUME IRMINIO”

Riserva Naturale Foce del Fiume Belice e dune limitrofe. Sicilia in rete

Riserva Naturale Integrale Preola e Gorghi Tondi

Mozia, Museo G. Whitaker

Oltre i confini.

Sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali, promuoviamo il rispetto e la collaborazione reciproca, impegniamoci per la risoluzione pacifica dei conflitti, diamo un taglio alle spese per le armi. E’ ora di dare una mano all’ambiente ed all’evoluzione della specie !

Questo Passeriforme, un Forapaglie comune (Acrocephalus schoenobaenus) ha un piccolo anello sulla zampa.
L’anello è quello che viene utilizzato dagli ornitologi di tutto il mondo, che condividono tecniche, sforzi e risultati.
L’inanellamento a scopo scientifico in Europa è coordinata dall’Euring, un’organizzazione internazionale;

Gli uccelli attraversano liberamente i confini politici e quindi la cooperazione internazionale è vitale per la ricerca e la conservazione. EURING promuove la collaborazione internazionale su tutti gli aspetti dell’inanellamento scientifico degli uccelli, in particolare in Europa e lungo la rotta eurasiatica dell’Africa. Il nostro lavoro include ricerca collaborativa, condivisione di dati e incontri scientifici.

dal sito ufficiale dell’Euring

L’avifauna che interessa i nostri Paesi ha un ampia distribuzione continentale e lunga è la lista dei Paesi che ne fanno parte, e solo includendo tutti i Paesi si può pensare di trovare risposte e proporre soluzioni alla perdita di biodiversità.
La collaborazione è essenziale per il progresso scientifico e culturale, è necessaria per affrontare le sfide ambientali in un mondo che cambia e ci chiede di cambiare. E’ sempre stato così, e per una specie sociale come la nostra, la collaborazione è essenziale in tutti i campi ed i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti.
Pëtr A. Kropotkin all’inizio del 1900 nel libro Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione e, più recentemente, Michele Sarà nel suo libro L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione ci permettono di comprenderne come e quanto la collaborazione è importante, non solo per la nostra specie ma anche per l’evoluzione della vita sulla Terra.

L’ultimo rapporto del IPPC, Climate Change 2022: Impatti, adattamento e vulnerabilità parla chiaro e parla a tutti.

I ricercatori sono tra i primi a conoscere l’importanza delle collaborazioni internazionali e numerosi appelli alla pace sono apparsi in questi giorni su diversi siti Istituzionali:

Facciamo la scienza e non la guerra: gli appelli per la pace
Le Università Italiane a sostegno della pace in Ucraina
Ucraina, la voce degli scienziati contro la guerra
Ucraina, Lincei con accademie europee: solidarietà e sostegno
Una lettera aperta di scienziati e giornalisti scientifici russi contro la guerra con l’Ucraina

Non è il tempo di fare la guerra, non lo è mai, e siamo sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali.
Di fatto nel nostro Paese le spese militari sono aumentate in questi anni
L’Italia è il paese che a(r)mo: il governo Draghi stanzia 26 miliardi di spese militari per il 2022.
Le risorse destinate agli armamenti darebbero risultati migliori e più utili se fossero destinate a sostenere la ricerca, a promuovere la cultura e gli scambi culturali, a ridurre le disuguaglianze nella società civile, ad affrontare i cambiamenti climatici in atto.

Sabato 5 marzo a Roma andiamo a Roma e partecipiamo alla manifestazione organizzata dalla Rete Italiana Pace e Disarmo


Ps: la foto è stata scattata nella Palude di Colfiorito, in Umbria, durante le attività di inanellamento a scopo scientifico il 22 agosto 2021, il codice alfanumerico inciso sull’anello è Mosca XJ2260.