Uomo avvisato, mezzo salvato

“Se vuoi conoscere lo stato di salute di una popolazione guarda l’aria che respira l’acqua che beve ed il posto in cui vive”

Ippocrate, 460 a. C

Certe relazioni sono note da molte tempo ma evidentemente ce ne siamo dimenticati, troppo impegnati nella produzione e nel consumo, spesso distratti a volte colpevolmente indifferenti.

Quando ho visto il video di questo Picchio rosso maggiore ho provato un senso di fastidio, di profondo disagio. Purtroppo alcuni dei cani con cui ho avuto il piacere di passare il mio tempo hanno subito la stessa sorte e l’ingestione di polpette avvelenate con l’utilizzo di questi principi neurotossici utilizzati in agricoltura alcune volte è stata fatale. E’ una questione di dosi, di proporzioni, alcune volte di fortuna e di tempestività.

Il disagio provato nasce anche dalla consapevolezza che queste sostanze immesse nell’ambiente con l’intenzione di eliminare qualche specie, animale o vegetale o la presenza di funghi, li ritroviamo nell’acqua e nel cibo e nell’aria che respiriamo. Le conseguenze dell’avvelenamento dell’ambiente hanno conseguenze dirette sulla nostra salute.

Produrre cibo in modo più salutare per l’ambiente, quindi anche per noi, è una necessità di cui si fa portavoce la coalizione Cambiamo Agricoltura , che nei mesi scorsi ha promosso una serie di incontri con esperti per approfondire questi argomenti, disponibili sul web.

Per sapere cosa succede quando queste sostanze vengono assunte e lentamente si accumulano nel nostro organismo, suggerisco il webinar dal titolo “Qualità dell’alimentazione, della salute e la nuova PAC”

Come ornitologo, coinvolto nella ricerca sul campo nei censimenti ornitologici finalizzati al monitoraggio della biodiversità, vi suggerisco di vedere anche il webinar Agricoltura e biodiversità.

Uomo avvisato, mezzo salvato” , in questo periodo sarebbe molto importante riflettere su ciò che già sappiamo per intraprendere con maggior consapevolezza un nuovo tipo di rapporto con l’ambiente e con gli esseri viventi. Non ci facciamo distrarre e non rimaniamo indifferenti.

___________________________________________

Note sull’inquinamento da pesticidi in Italia

Rapporto Nazionale Pesticidi nelle acque

I pesticidi nel piatto

Monumento Naturale Palude di Torre Flavia

La Palude di Torre Flavia, situata sul litorale tirrenico a nord di Roma, è una delle rare tracce di quello che un tempo fu l’ambiente costiero laziale, caratterizzato da dune sabbiose e un ampio sistema di laghi e stagni costieri.

Zona di Protezione Speciale (ZPS IT 6030020) della Rete Natura 2000, individuata dal Ministero dell’Ambiente secondo la direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, l’area naturale protetta è un laboratorio di ricerca e di educazione ambientale della rete Long Term Ecological Research Station.

Anche l’area marina antistante dove prospera la Posidonia oceanica ha un importante ruolo ecologico. La spiaggia, in forte erosione, è uno dei pochi siti dove nidifica il Fratino (Charadrius alexandrinus) e per la prima volta nel 2020 è stato rinvenuto un nido di Tartaruga marina ( Caretta caretta).

Questo luogo un tempo marginale e periferico, oggetto di atti vandalici, dall’abbandono di rifiuti alla distruzione delle poche opere realizzate per la fruizione, si è trasformato nel tempo grazie alle persone, che mettendo a disposizione tempo ed energia, hanno adottato l’area naturale protetta.
Sotto l’instancabile guida del referente dell’area naturale protetta, volontari e ricercatori collaborano nella gestione dell’ambiente, mettendo in pratica azioni di gestione e conservazione .
Il progetto L’Isola del Tesoro rivolto alle scuole ha valso all’area protetta l’appellativo di Prima area protetta gestita dai bambini.
La diffusa consapevolezza dell’importanza del sito ha permesso a Torre Flavia di resistere a quell’idea di sviluppo che vedendo come marginale quest’area proponeva di valorizzarla grazie allo show-business che ha travolto molte altre località costiere italiane.

Nella Palude dal 2001 al 2014 grazie alla collaborazione di diversi ornitologi ed al contributo economico dell’Ente gestore, la Città Metropolitana di Roma Capitale, la Stazione ornitologica ha svolto attività di ricerca e divulgazione, diventando un punto di riferimento per le attività di educazione ambientale. Diverse sono state le pubblicazioni scientifiche che hanno utilizzato i dati ornitologici raccolti nella Palude di Torre Flavia, permettendo anche confronti con aree simili.

Nel 2020 l’attività di cattura ed inanellamento a scopo scientifico torna ad essere tra le attività di monitoraggio ambientale finanziate dall’Ente gestore.
La Palude è un importante luogo di sosta ed alimentazione per numerose specie di Passeriformi durante la migrazione autunnale ed i dati raccolti contribuiscono alla comprensione di fenomeni che si svolgono a più ampia scala. L’importanza di questo ambiente per la sosta e l’alimentazione di molte specie di uccelli è testimoniata dalle numerose ricatture di individui inanellati in Italia e in Europa.

Vedi le foto cliccando sull’immagine qua sotto

Stazione ornitologica Palude di Torre Flavia<a href=”//embedr.flickr.com/assets/client-code.js”

Vanessa atalanta

Tra i progetti di Citizen scienze a cui i cittadini sono invitati a partecipare, uno è rivolto alla Vanessa atalanta.
Questa farfalla migratrice si osserva principalmente nei campi e nei giardini ma, viste le sue abitudini migratorie, la si può rinvenire in diversi ambienti.
In primavera gli individui si spostano dalle sponde sud del mediterraneo per raggiungere i Paesi nordici del Continente Europeo, attraversando il mare e le montagne.

Facilmente riconoscibile per i suoi colori, non c’è possibilità di confonderla con specie simili, la si può osservare da maggio ad ottobre ed in qualche caso anche nelle tiepide giornate invernali, nelle quali gli individui svernanti si risvegliano dal torpore.
Anche per questa specie le segnalazioni dei cittadini avvengono tramite piattaforme digitali presenti in diversi Paesi Europei. Partecipare al censimento promosso da un giovane gruppo di ricerca dell’Università di Berna è molto facile, si può iniziare visitando la pagina web
LABORATORIO DI MIGRAZIONE ED ECOLOGIA DEGLI INSETTI

o la pagina https://www.facebook.com/insectmigration/