Ancora sulla strada

Ancora sulla strada
Andando in posti dove non sono mai stato
Vedendo cose che non rivedrò ancora,
E non vedo l'ora di tornare sulla strada...

Canned Heat - On the road agian *

La vacanza non è stata programmata, non è una novità, è un itinerario ancora da tracciare, luoghi sulla carta geografica come punti da unire per disegnare quello che sarà un viaggio nel cuore del Mediterraneo, verso un Sud Italia che offre diverse opportunità e rivela sempre molte sorprese. Rotoliamo verso Sud** percorrendo la Statale 17*** con una breve sosta nella Piana di Navelli .

Una volta raggiunto il tirreno, per passare dal versante Calabrese a quello Lucano del Parco Nazionale del Pollino, la strada contorcendosi sale lentamente sui monti di Orsomarso e si distende in brevi rettilinei per raggiungere Rotonda, sede del Parco. Qui, per la tradizionale festa di Sant’Antonio, come per quella di San Francesco di Paola nel vicino paese di Viggianello, dopo aver scelto un albero nei boschi dei monti circostanti, lo si si trasporta con i buoi fino in paese accompagnati dalla musica della banda ed il giorno successivo nella piazza del Comune verrà eretto il tronco al quale viene legata una punta di abete.

La finalità di questo rito è il “matrimonio arboreo” tra la punta di un abete “a rocca” e un enorme faggio “a pitu” ….. a simboleggiare la fertilità.****.
I culti arborei di origine precristiana, rielaborati nel tempo sono ancora vivi nella nostra epoca rivelando il legame profondo dell’uomo con l’ambiente e con questi esseri viventi.

Ed ecco uno dei motivi che ci portano nel Parco Nazionale del Pollino, l’incontro con la sua specie simbolo, il Pino loricato (Pinus heldreichii Subsp. leucodermis) “attaccato alle rocce delle rupi e delle creste, dove la montagna finisce e comincia il cielo.
Un albero vale un pellegrinaggio.

Raggiungiamo il Rifugio Fasanelli dove acquistiamo le carte escursionistiche che consultiamo per individuare un itinerario alla nostra portata mentre ci godiamo il tramonto in attesa della cena a base di due prodotti tipici di Rotonda; la melanzana tonda rossa ed il fagiolo bianco.

Continua ….


**** Festa patronale di Sant’Antonio a Rotonda

I Monti di Orsomarso e la Valle del fiume Argentino

Parco Nazionale del Pollino.

Parco Nazionale del Pollino, Appenino Calabro-Lucano, versante tirrenico.
Il primo degli itinerari seguiti per visitare Parco del Pollino ed i paesi di Calabria e Basilicata parte da Orsomarso.

Il paese a pochi chilometri dalla costa è immerso tra i monti dell’Orsomarso, si affaccia sulla Riserva Naturale Statale Valle Argentino, primo nucleo di quello che poi sarà il Parco Nazionale del Pollino ed è una delle località segnalate nella guida “A Birdwatching guide to Italy”.


All’entrata del paese ci accoglie il monumento “Marco da Paz“, un opera contemporanea portatrice di un messaggio di pace, realizzata qui ed in altre città del mondo, tra cui Assisi, da un cittadino originario di Orsomarso emigrato nelle Americhe nel 1949.

La media ed alta valle del fiume Argentino nella Calabria nord-occidentale rappresenta una delle aree dell’Appennino meridionale più suggestive e selvagge.“*
Utilizzando come punto di partenza il Rifugio Montano, percorriamo
il circuito “Povera mosca“, uno degli Itinerari di Particolare Valenza nel Parco del Pollino, segnalato con la sigla IPV 7.

L’itinerario ad anello costeggia ed attraversa con dei ponti di legno il fiume Argentino, è lungo 11 km, compreso il breve tratto per raggiungere il belvedere a monte della cascata, un tratto dove sentiero e segnaletica risultano poco evidenti ed il procedere un pò difficoltoso per il tipo di terreno.

Più a valle merita la visita l’Arboreto, con le specie caratteristiche della vallata e la caratteristica di avere dal 1992 una nuova pianta per ogni nuovo nato ad Orsomarso.

Lo Scoiattolo meridionale ( Sciurus vulgaris meridionalis) e il Capriolo di Orsomarso, con una popolazione ritenuta autoctona, sono due particolarità faunistiche dell’area che non è difficile incontrare lungo il percorso, più difficile è riuscire a fotografarli, cosa che invece è stato molto più semplice per la specie ritratta nella foto qui sopra.


Visualizza l’Anello Povera Mosca su Google Maps

*Considerazioni sulla Flora e Vegetazione della Riserva Naturale Valle Fiume Argentino, Calabria Nord-Occidentale

Cammino nelle Terre Mutate

Da Visso a Campi di Norcia

La chiamiamo Terraferma ma in realtà avvengono in continuazione piccoli movimenti, talvolta così piccoli che solo gli strumenti sono capaci di registrare. Dal 24 agosto del 2016 * è iniziata una sequenza sismica che ha cambiato il volto di una vasta area dell’Italia Centrale ed il 30 ottobre una seconda scossa di terremoto, la seconda scossa per intensità registrata in Italia dopo quella dell’Irpinia del 1980, ha portato ulteriore devastazione nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

A 4 anni dal sisma poco è cambiato come si legge sugli striscioni che compaiono nei paesi colpiti dal sisma. Interi paesi sono ancora chiusi, più di 40.000 persone ancora in alloggi di emergenza o provvisori e i quotidiani la programmazione radiotelevisiva di ieri hanno danno ampio spazio alla ricorrenza.**

Nel Teatro della Concordia a Monte Castello di Vibio, in un incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale un paio di anni fà, avevamo sentito i racconti dell’esperienza vissuta dagli abitanti di Campi di Norcia e dell’iniziativa della Pro Loco a seguito della distruzione del loro paese.
Il progetto Back to Campi prevedeva la realizzazione di un’area sosta camper per sviluppare il turismo questi territori, che oggi sono attraversati dal Cammino delle Terre Mutate.

https://i0.wp.com/camminoterremutate.org/wp-content/uploads/2020/06/mappa-senza-sfondo.png

Abbiamo percorso solo un tratto del percorso suggerito, andando da Visso a Campi di Norcia, incontrando diverse persone in cammino, a testimonianza del successo di questa iniziativa nata dal basso.

Il percorso segue in parte quello del Grande Anello dei Sibillini e del Sentiero Italia ( SI N05), lungo la carrareccia che percorre la Valle di Visso fino ai Casali dell’Acquaro per poi svalicare nella Valle Castoriana a Campi di Norcia.

Nel primo tratto attraversando il bosco misto la nostra attenzione è stata catturata dalle numerose farfalle da cui in alcuni istanti eravamo circondati.


La stretta valle si allarga in una piana dove all’ombra di una casetta ricostruita dopo il terremoto ci godiamo la presenza dell’Upupa, dell’Averla piccola, del Gheppio e del Falco Pecchiaolo. Centinaia tra rondini e balestrucci volano sul gregge di pecore da uscite da una stalla poco più in alto, guardate a vista dai pastori e dai cani, sempre pronti ad avvertire della presenza dei lupi, di cui abbiamo osservato le tracce.

Arrivati alla sella si può scegliere se seguire le indicazioni per il sentiero a sinistra, che attraversa la faggeta per poi scendere ripidamente nella stretta valle che porta a Campi Vecchio o continuare sulla carrareccia. In entrambi i casi questa è la parte dell’itinerario con il maggiore dislivello.

Un cammino di andata e ritorno che abbiamo percorso nell’arco di una giornata, partendo con la colazione a Visso, il pranzo alla Pro Loco di Campi e la cena al Laghetto di Visso.


Per approfondire

*Terremoto in Italia Centrale di agosto – ottobre 2016
** Presa diretta; Rai Storia ; Radio 3