Appunti di viaggio: Zagori

Nella regione dell’Epiro, in Grecia ai confini con l’Albania, c’è una zona montuosa conosciuta principalmente per le gole Vikos ed i numerosi ponti di pietra che attraversano i torrenti.
Non c’è il mare e forse per questo motivo non è molto conosciuta da chi sceglie di fare le vacanze in Grecia.
La città più grande nelle vicinanze è Giannina, un centinaio di km a nord del porto di Igoumenitsa.
Sulla strada che si inoltra nelle montagne, una grande statua dedicate alle donne, ricorda ai viaggiatori che quest’area fu teatro della resistenza del popolo e dell’esercito greco all’invasione italiana iniziata il 28 ottobre 1940.

Raccogliamo alcune informazioni sul Parco Nazionale del Pindo presso il punto informativo di Asprangelon. Tra i piccoli paesi della regione, caratterizzati da case di pietra con piccole piazze ombreggiate da enormi platani secolari, scegliamo di soggiornare a Kapesovo in un’accogliente Guest house .

Non distante da qui sorge un piccolo paese, Vradeto, che era raggiungibile fino al 1975 solo con un sentiero lastricato, oggi conosciuto con il nome “la scala di Vradeto”. Da qui, con una breve passeggiata, si raggiunge il punto panoramico di Beloi sulle famose Gole di Vikos.
All’ingresso un piccolo ristorante gestito da persone davvero accoglienti si trova questo cartello

Famosi in questa regione sono i ponti di pietra costruiti sui torrenti che scendono a valle, ormai asciutti nel mese di agosto. Andiamo a Kipi, ma non è la stagione ideale per fare lunghe escursioni e ci limitiamo a visitare il ponte più famoso e suggestivo della zona.

Da appassionati Naturalisti, siamo andati a Koukkouli per visitare la casa museo del medico e botanico Kostas Lazarides, dove con cura sono esposti alcuni suoi strumenti di lavoro e la preziosa collezione botanica, composta da alcune migliaia di piante presenti nell’area del Pindo.

Il paese più turistico e facilmente raggiungibile da Igoumenitsa con l’autostrada, è Metsovo, ma ci resta solo il tempo di fare alcune foto prima di ripartire e continuare il viaggio in Grecia.
Le statue nel centro del paese raffigurano i tipici abitanti di queste montagne: pastori, boscaioli e commercianti.
Sono questi ultimi che hanno fatto la fortuna economica di questi paesi, perché spesso, dopo essere emigrati all’estero, hanno continuato a mantenere i rapporti con i villaggi di origine, mandando ai familiari rimasti i soldi necessari a tenere in vita questi luoghi.

Quest’area montuosa di confine ha goduto di una certa autonomia durante l’occupazione turca, di cui si possono vedere alcune testimonianze nei palazzi di Giannina, ed è stata teatro della guerra civile tra il 1946 ed il 1949, come ci racconta il film Eleni

Eleni è l’adattamento cinematografico del 1985 del libro di memorie Eleni del giornalista greco-americano Nicholas Gage. Diretto da Peter Yates con una sceneggiatura di Steve Tesich, il film è interpretato da John Malkovich, Kate Nelligan, Linda Hunt e Glenne Headly ( fonte: Wikipedia)

I Pini loricati del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino è per noi un’attrazione irresistibile, sarà per gli alberi secolari, per la gente che si incontra, per l’atmosfera che si respira.
Almeno una volta nella vita bisognerebbe salire quassù, al cospetto di questi monumenti viventi, sedersi ai loro piedi per riposarsi in silenzio, guardare ed ascoltare.


Almeno una volta bisognerebbe salire al Santuario della Madonna del Pollino, dove la cura del giardino ed il panorama portano con se il senso del bello, del benessere. L’ombra della chioma dell’Acero opalo, inserito nel Registro Nazionale degli alberi Monumentali, accoglie e protegge il pellegrino che qui si riposa.

“Ascolta, ascolta il silenzio,
ti parla …
fermati, ascolta ancora e racconta “

A pochi passi dal Santuario, il Rifugio Pino Loricato è un buon punto di ristoro per gli escursionisti ed è sempre meglio informarsi, non sempre è aperto.

Molti sono i sentieri che si possono fare nel Parco, alcuni li avevamo percorsi negli anni passati (vedi in fondo gli articoli correlati) e siamo tornati a seguirli, con piccole varianti per visitare nuovi posti.
Quest’anno abbiamo percorso l’Itinerario di Particolare Valenza 3, che da Colle dell’Impiso porta al Colle del Malevento. Per concludere l’anello siamo saliti sulla cima del Pollino e, scesi ai piani di Gaudolino, siamo tornati al punto di partenza.

Un’altro itinerario ad anello che abbiamo percorso quest’anno ci ha portato nella faggeta vetusta del Pollinello, al cospetto del Patriarca e di altri imponenti Pini loricati lungo il percorso che sale alla sella Dolcedorme, per poi scendere dal Canale del Malevento fino al punto di partenza di Colle dell’Impiso, attraversando i diversi ambienti che caratterizzano la montagna.

Traccia dell’itinerario

Letture consigliate

A spasso sui Monti Sibillini

L’Appenino tra Umbria e Marche ha suscitato nell’immaginario collettivo un fiorire di storie e leggende legate alla presenza di una Sibilla che, come testimoniano perfino le carte geografiche dipinte in Vaticano sul finire del 1500, viveva su questi monti .

Particolare della Carta geografica dell’Umbria affrescata nella Galleria dei Musei Vaticani

All’immagine fantastica e avventurosa tramandataci dai racconti di quanti affrontavano i sentieri della Montagna per avere un vaticinio, si contrappongono le macerie dovute ai fenomeni sismici, i cui effetti distruttivi si possono osservare ancora oggi in tutti quei paesi colpiti nell’ultimo evento del 2016.
Andare in questi luoghi significa quindi fare i conti con la natura dalla bellezza fantastica e dalla ferocia indomabile.

Tra il Monte Priora ed il Monte Sibilla, la profonda gola scavata dal fiume Tenna, nota con il simpatico nome di Gole dell’Infernaccio, è un facile itinerario segnalato nel Parco dei Monti Sibillini (E9), oggi percorribile solo nel primo tratto, utile per raggiungere l’eremo di San Leonardo al Volubrio, costruito sui resti di un monastero benedettino del XII sec. lungo la via che congiungeva Roma all’Adriatico.

Completamente diversa è la facile escursione che parte da Pintura di Bolognola e in un paio di ore seguendo la strada sterrata si giunge il Rifugio del Fragno, punto di partenza per le escursioni sulle cime circostanti.
Qui sono i panorami a lasciare con il fiato sospeso, dal passo a 1811 mt. si possono osservare entrambi i versanti.

Nella parte meridionale del Parco, per passare dal versante Marchigiano a quello Umbro, dove Castelluccio di Norcia domina sul Pian Grande, la strada passa per Forca di Presta.
Da qui si può seguire il sentiero che porta in cima al Monte Vettore oppure prendere il “Sentiero per Tutti” fino al Rifugio Belvedere e poi proseguire fino al Rifugio di Colle Le Cese situato lungo il Grande anello dei Sibillini.

Fuori dal Parco Nazionale, una breve passeggiata conduce da Forche Canapine ai Pantani di Accumoli, e tra Sibillini e Monti della Laga.
Qui l’ambiente ci offre ancora qualcosa di nuovo, una piccola valle glaciale con alcuni piccoli laghetti che creano tra i prati pascoli un’area umida inserita nella Rete Natura 2000 con il nome Piano dei Pantani.
Non c’è la tranquillità che si vive nel Parco, oltre ad essere un’area di addestramento cani e minacciata da interessi economici di sviluppo turistico, la strada è percorsa normalmente da fuoristrada, ma merita ugualmente una visita ed è normalmente meta di escursioni estive ed invernali.
Poco distante sulla sommità di un colle, un cippo solitario su cui a fatica si può leggere la data scolpita, 1847 che ci ricorda il tempo in cui qui passava l’immaginario quanto conteso confine tra i territori della Chiesa di Roma e quelli del Regno delle due Sicilie.

Avvertenze
Per visitare il Parco percorrendo i sentieri segnalati consultare la pagina https://www.sibillini.net/il_parco/gps/index.php
Oltre alle mappe, in vari formati, ed i tracciati gps, sono riportate le chiusure dei percorsi dovuti agli eventi sismici.

Note

Letture consigliate