Escursione in Val Maone.

Agosto, cerchiamo un itinerario lontano dal caldo torrido e afoso della Media Valle del Tevere, magari in mezzo ai boschi del nostro Appennino, con un torrente di montagna con acqua fresca e limpida.
Decidiamo di tornare nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per visitare la Val Maone, antica via di collegamento tra i due versanti del Gran Sasso. Da Prati di Tivo risaliremo il Rio Arno proseguendo dopo le cascate fino alla località Capanne.

Siamo già stati ai Prati di Tivo, località turistica molto frequentata, ma conoscendo le preferenze del “turista medio“, confidiamo nel fatto che non saranno molti gli escursionisti che incontreremo lungo il sentiero di montagna, specialmente se è richiesto una certo impegno, come in questo caso.

Prati di Tivo: partenza dell’itinerario per la Val Maone e le cascate del Rio Arno

Il parcheggio ai Prati di Tivo è quasi completo già di prima mattina, famiglie con bambini, coppie di varie età e gruppi misti affollano i bar e fanno la fila all’impianto di risalita.
Lasciato alle nostre spalle il parcheggio, ci incamminiamo oltre la sbarra lungo la strada bianca in leggera salita.
Costeggiamo e attraversiamo il bosco di Faggi, salendo e scendendo lungo i fianchi della montagna ed in un’ora circa raggiungiamo le cascate del rio Arno.

Da qui in poi la valle del torrente Arno, stretta tra il Corno piccolo e Pizzo Intermesoli, si allarga fino a diventare una delle più belle valli glaciali che abbiamo visitato in Appenino.

L’itinerario è molto conosciuto ed il tratto fino alla cascata è quello più frequentato, vista la breve distanza e la comoda strada bianca che la raggiunge.
A monte della sorgente il rumore dell’acqua scompare e la stretta valle del Rio Arno si apre a semicerchio sotto alcune delle vette più alte dell’Appenino.

Enormi blocchi di pietra caratterizzano il paesaggio e le così dette Capanne sono piccoli ricoveri utilizzati dai pastori ricavati sotto alcuni degli enormi massi presenti a Campo Pericoli.

Restiamo seduti in silenzio, intorno noi qualche escursionista scende lungo il sentiero, partito da Campo Imperatore e diretto a Prati di Tivo, o ancora più a valle, fino al borgo di Pietracamela, altri proseguono il sentiero in salita verso il Rifugio Garibaldi o verso il Passo della Portella per raggiungere il rifugio Duca degli Abruzzi e Campo Imperatore sull’altro versante.
Il vociare dei Gracchi corallini ci fa distogliere lo sguardo delle poche piante in fiore vicino a noi, sulle quali il volo di alcune piccole farfalle vivacemente colorate aveva attirato la nostra attenzione.

Lungo la strada del ritorno di tanto in tanto un’eco indistinto ci rivela la presenza di altre persone che seguendo vie verticali si arrampicano sui pilastri di roccia di Pizzo Intermesoli, o sulle “spalle” lisce del Corno Piccolo.
Per gli amanti dell’arrampicata sportiva questo è uno dei posti più belli dove andare, con molte vie conosciute e praticate, come questa.

Sono le prime voci che precedono il ritorno ai Prati di Tivo, dove il rumore fa da sottofondo ai numeri chiamati col megafono da un esercizio commerciale presente nella piazza/parcheggio della località turistica teramana.
Immobili e muti ai bordi della strada i grossi macchinari per la produzione di neve artificiale che nel periodo invernale consentiranno l’innevamento artificiale delle piste in caso di bisogno.

L’Abruzzo1, la regione italiana con la più alta estensione territoriale di aree protette (oltre il 36,3% di territorio ricompreso in Parchi Nazionali, Regionali, e Siti Natura 2000) può giustamente vantarsi del titolo di Regione Verde d’Europa.
Il 65% del territorio è montano, numerose sono le località sciistiche e
nevicando sempre meno l’Abruzzo cerca di sfruttare a suo vantaggio la crescita del turismo estivo nelle aree montane, con tutti i problemi e le opportunità che questo comporta.

Itinerario percorso

PartenzaPrati di Tivo
ArrivoLe Capanne
Lunghezza 6,5 km
Dislivello682 m
Tempo di Percorrenza3 h 20 m, andata
Traccia GPS

Collegamenti esterni
  1. Turismo estivo nel sito istituzionale della Regione Abruzzo ↩︎
Letture consigliate

Rifugio Franchetti

E’ il rifugio più in alto dell’Appennino, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nonostante ciò è una meta facile da raggiungere.

Rifugio Carlo Franchetti

Da Pietracamela proseguiamo per Prati di Tivo, una delle località turistiche della montagna teramana, fino al rifugio Cima Alta.
Poco più avanti parte il sentiero che abbiamo percorso per raggiungere il Rifugio Carlo Franchetti e la Sella dei due Corni.

Partiamo con le prime luci per affrontare la salita con il fresco, scattare foto con la luce ottimale sperando di incontrare lungo il percorso qualche animale.

Sul costone roccioso dell’Arapietra, che si affaccia sulla costa adriatica, ci appare il grande ed incompiuto Albergo diruto.


Riprendiamo fiato alla Madonnina, località di arrivo del moderno impianto di risalita a quota 2007. Ci affacciamo dal belvedere giusto in tempo per osservare un gruppo di Gracchi corallini intenti ad allontanare un Gheppio dal loro territorio. Dal versante opposto si vede Prati di Tivo e sui fianchi della montagna si scorge un Camoscio in lontananza, quasi a chiudere la fila degli o’Bellx utilizzati per proteggere le strutture ricettive a valle da possibili valanghe e lasciati sul posto al termine della stagione invernale 3.

Il sentiero che si inoltra nella Valle delle Cornacchie si fà progressivamente più stretto e accidentato risalendo i fianchi della montagna, le cime del Corno Grande e del Corno piccolo sembrano a due passi.

Un piccolo gruppo di Camosci dell’Appenino osserva le persone che lentamente salgono al Rifugio, prima pochi, equipaggiati con corde e caschi per l’arrampicata, poi via via sempre più numerose le persone cominciano ad arrivare e loro si allontanano sempre di più, abbandonando il pascolo dove li avevamo scorti all’andata.

Un ultimo sforzo ed arriviamo al Rifugio Franchetti, punto di arrivo o di partenza di percorsi escursionistici e di arrampicata.

Un’altro breve tratto in salita e raggiungiamo la Sella due Corni, tra il Corno Grande ed il Corno Piccolo.

Poco distante il ghiacciaio del Calderone che a causa dei cambiamenti climatici è quasi scomparso. Il Rifugio Franchetti è stato utilizzato come base d’appoggio per i ricercatori che studiano l’evoluzione dei ghiacciai italiani e gli effetti del cambiamento climatico sono studiati e ben documentati anche per il Calderone, non lasciando molto spazio al dubbio e all’ottimismo.

Due immagini del Calderone a confronto (1963 -2020)


Complice il gran caldo molti italiani scelgono la montagna, in alcune regioni si parla di boom di presenze 1 . Verso l’ora di pranzo in questo primo sabato di agosto, il Rifugio è pieno di persone.
Grazie alla riapertura in extremis dell’impianto di risalita 2, il Rifugio si raggiunge molto più facilmente, popolandosi di gruppi eterogenei, di famiglie con bambini di tutte le età e cani di tutte le taglie al seguito, portati liberi o a guinzaglio 4.
Non c’è da stupirsi più di tanto quando poi, tra le famiglie che incontriamo scendendo, alcuni genitori suggeriscono ai figli di cercare gli stambecchi tra le rocce ….

La storia e i protagonisti del rifugio nel video di Stefano Ardito


1 Vacanze estive 2022: meno italiani scelgono la montagna

2 Riapertura impianti Prati di Tivo

3 Gli O’Bellx, realizzati in Francia dalla TAS, sono capsule di 2,50 metri di altezza e 1,80 di larghezza alla base, in grado di provocare il distacco della neve con esplosioni di ossigeno e idrogeno. Vengono installati dall’elicottero all’inizio della stagione invernale, e smontati alla fine. In estate, restano solo le basi in acciaio e cemento. In Italia, funzionano ad Arabba e ad Alba di Canazei.
 Prati di Tivo: Si o no agli o’Bellx? – Stefano Ardito su Montagna.tv

Sistema di controllo valanghe o’bellx

4 Il sito del Parco della Majella e quello del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise offrono al visitatore le informarsi necessarie per visitare il Parco con i cani, spiegando i motivi della regolamentazione che ne limita l’accesso.
Nessuna informazione invece si ottiene visitando il sito ufficiale del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga dove il regolamento a distanza di anni non è ancora stato ancora approvato (!!). In attesa della sua approvazione, sul web abbondano siti che promuovono questa ed altre escursioni come adatte agli animali e blog personali con immagini o filmati di cani ripresi sui sentieri di montagna e sulle vette.

Impianto di risalita


Le foto dell’escursione