Ripensare Guernica

La prima volta che ho visto il quadro di Picasso “Guernica” è stato sul libro del liceo, sul finire degli anni 70. Poco più grande di un francobollo, in bianco e nero, aveva poco in comune con le immagini precedenti. Non ricordo cosa fosse scritto riguardo l’opera, ma è ovvio che il legame con gli orrori della guerra fosse messo in evidenza nel testo scolastico. Di sicuro si sarà dilungato sullo stile espressivo, sull’importanza dell’opera nella storia dell’arte del novecento.
Poco doveva esserci scritto in merito agli avvenimenti a cui l’autore faceva riferimento ed il programma di storia restava impantanato ad eventi più vecchi per non dover fare i conti con un passato troppo recente.

La seconda volta che ho visto Guernica è stato al museo Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía a Madrid nel 2006.
Sono rimasto a bocca aperta come si suol dire, l’opera di Picasso non era un francobollo o poco più, ma una parete intera della sala espositiva (3,49×7,76 m.). Quella tela di quasi 27 mq, dipinta ad olio, in bianco e nero, impressionante, non solo nelle dimensioni.

Nel 2019 siamo stati a Guernica, cittadina dei Paesi Baschi, capitale storica e religiosa della comunità basca. Qui, sotto un albero si tenevano le riunioni degli anziani e dei rappresentati provenienti da tutti i Paesi Baschi del Golfo di Biscaglia, qui i sovrani verranno per giurare di rispettare il popolo e le sue leggi.

Soffitto della sala del Collegio Provinciale


Guernica non aveva dimenticato il suo passato, alcune foto storiche della città erano in mostra nell’ufficio informazioni, altre più piccole erano visibili nelle vie cittadine su piccoli pannelli informativi, come quello nella piazza del mercato coperto dove eravamo diretti.

La storia del bombardamento di Guernica è impressionante e al primo bombardamento di civili, fatto con l’obbiettivo di vedere che effetto faceva, aveva partecipato l’Aviazione Legionaria della Regia areonautica italiana. Particolare che non conoscevo o non ricordavo o avevo rimosso.

Girando per la città siamo arrivati nella piazza dove è stata realizzata in ceramica una copia dell’opera di Picasso, con le stesse dimensioni dell’originale. Non la vedevo più con gli occhi del liceo durante l’ora di Storia dell’Arte e se mi credevo assolto da quei fatti avvenuti quasi cento prima, in qualche modo non lo ero.

Per denunciare l’orrore della guerra Picasso ha utilizzato la sua arte per lasciare un segno, per lanciare un messaggio che possa essere universalmente compreso.

Pannello informativo nella città di Gernica – Lumo

L’opera di Picasso, la storia della sua realizzazione e della sua popolarità, un incredibile mole di informazioni sono accessibili a tutti consultando il sito Ripensare Guernica realizzato dal museo spagnolo.

https://guernica.museoreinasofia.es/

Mai sottostimare la stupidità umana.

Mai sottostimare la stupidità umana è una frase tratta dal libro 21 lezioni per il XXI secolo. Storico e scrittore, Harari ci propone questa frase come sottotitolo del capitolo 11, Guerra.

Yuval Noah Harari, conosciuto per i suoi best seller internazionali Sapiens. Da animali a dei, breve storia dell’umanità (2014) e Homo Deus, breve storia del futuro (2017), è uno storico contemporaneo, membro della Accademia israeliana delle scienze e delle lettere.
Ho trovato i suoi libri stimolanti e avvincenti, come quelli scritti da Jared Diamond, come Armi, acciaio e malattie, o Collasso per citarne alcuni.
Entrambi gli autori fanno parte della mia personale cassetta degli attrezzi, quel piccolo bagaglio culturale con cui cerco di interpretare la realtà che mi circonda.

Mi è tornato in mente il suo libro 21 lezioni per il XXI secolo uscito nel 2018 in relazione ai fatti che stanno accadendo intorno a noi.
L’ho rintracciato nella libreria, ho letto l’indice e mi sono ritrovato a rileggere il capitolo 11, Guerra, quello che ha come sottotitolo la frase utilizzata per dare un titolo a questo post.
Nel paragrafo Il punto di vista del Cremlino si fa riferimento alla guerra in Ucraina, già iniziata nel 2014 con l’annessione della Crimea alla Russia.
L’autore conclude il paragrafo con la frase ” Si può sperare – con qualche fondamento – che l’annessione della Crimea e le incursioni russe in Georgia e Ucraina orientale rimarranno episodi isolati anziché segnali di una nuova epoca di guerre”.
Mai sottovalutare la stupidità umana, dice il sottotitolo e l’errata previsione non toglie nulla al libro, che comunque consiglio di leggere, ed avvalora la tesi di Alessandro Barbero, un’altro storico a noi più familiare che in un’intervista a Diego Bianchi dice testualmente che sul futuro “lo storico non c’azzecca, mica per nulla facciamo gli storici “.


Diego Bianchi intervista il Prof. Alessandro Barbero

Oltre i confini.

Sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali, promuoviamo il rispetto e la collaborazione reciproca, impegniamoci per la risoluzione pacifica dei conflitti, diamo un taglio alle spese per le armi. E’ ora di dare una mano all’ambiente ed all’evoluzione della specie !

Questo Passeriforme, un Forapaglie comune (Acrocephalus schoenobaenus) ha un piccolo anello sulla zampa.
L’anello è quello che viene utilizzato dagli ornitologi di tutto il mondo, che condividono tecniche, sforzi e risultati.
L’inanellamento a scopo scientifico in Europa è coordinata dall’Euring, un’organizzazione internazionale;

Gli uccelli attraversano liberamente i confini politici e quindi la cooperazione internazionale è vitale per la ricerca e la conservazione. EURING promuove la collaborazione internazionale su tutti gli aspetti dell’inanellamento scientifico degli uccelli, in particolare in Europa e lungo la rotta eurasiatica dell’Africa. Il nostro lavoro include ricerca collaborativa, condivisione di dati e incontri scientifici.

dal sito ufficiale dell’Euring

L’avifauna che interessa i nostri Paesi ha un ampia distribuzione continentale e lunga è la lista dei Paesi che ne fanno parte, e solo includendo tutti i Paesi si può pensare di trovare risposte e proporre soluzioni alla perdita di biodiversità.
La collaborazione è essenziale per il progresso scientifico e culturale, è necessaria per affrontare le sfide ambientali in un mondo che cambia e ci chiede di cambiare. E’ sempre stato così, e per una specie sociale come la nostra, la collaborazione è essenziale in tutti i campi ed i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti.
Pëtr A. Kropotkin all’inizio del 1900 nel libro Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione e, più recentemente, Michele Sarà nel suo libro L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione ci permettono di comprenderne come e quanto la collaborazione è importante, non solo per la nostra specie ma anche per l’evoluzione della vita sulla Terra.

L’ultimo rapporto del IPPC, Climate Change 2022: Impatti, adattamento e vulnerabilità parla chiaro e parla a tutti.

I ricercatori sono tra i primi a conoscere l’importanza delle collaborazioni internazionali e numerosi appelli alla pace sono apparsi in questi giorni su diversi siti Istituzionali:

Facciamo la scienza e non la guerra: gli appelli per la pace
Le Università Italiane a sostegno della pace in Ucraina
Ucraina, la voce degli scienziati contro la guerra
Ucraina, Lincei con accademie europee: solidarietà e sostegno
Una lettera aperta di scienziati e giornalisti scientifici russi contro la guerra con l’Ucraina

Non è il tempo di fare la guerra, non lo è mai, e siamo sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali.
Di fatto nel nostro Paese le spese militari sono aumentate in questi anni
L’Italia è il paese che a(r)mo: il governo Draghi stanzia 26 miliardi di spese militari per il 2022.
Le risorse destinate agli armamenti darebbero risultati migliori e più utili se fossero destinate a sostenere la ricerca, a promuovere la cultura e gli scambi culturali, a ridurre le disuguaglianze nella società civile, ad affrontare i cambiamenti climatici in atto.

Sabato 5 marzo a Roma andiamo a Roma e partecipiamo alla manifestazione organizzata dalla Rete Italiana Pace e Disarmo


Ps: la foto è stata scattata nella Palude di Colfiorito, in Umbria, durante le attività di inanellamento a scopo scientifico il 22 agosto 2021, il codice alfanumerico inciso sull’anello è Mosca XJ2260.