Bracconaggio, un danno per tutti.

Più di 1.500.000 uccelli uccisi illegalmente ogni anno in Italia. A farne le spese anche l’Ibis eremita, una specie oggetto di un complesso progetto di reintroduzione finanziato dalla Comunità Europea.

L’Ibis eremita è oggetto di un complesso progetto di reintroduzione in Europa i cui benefici non si limitano all’espetto ecologico ma riguardano anche l’aspetto sociale ed economico.

Reason for Hope. Reintroduzione dell’Ibis eremita.

Dopo lo studio preliminare ( 2002 – 2013) il progetto ha ottenuto un finanziamento dall’Unione Europea nell’ambito dei progetti Life+, e nel 2021 si è svolta la 14a migrazione guidata dal team Waldrapp.

Il bracconaggio è stata una delle criticità riscontrate già nella fase preliminare. Italia, insieme a Malta e Cipro, sono i Paesi europei dove la caccia illegale è molto diffusa ed è qui che si concentra l’attività dei volontari dell’associazione CABS che ogni anno stilano il loro rapporto .

Il bracconaggio sugli Ibis eremita negli ultimi sei anni ha portato all’uccisione di 17 esemplari

Grazie alle azioni intraprese nel progetto di reintroduzione la mortalità di Ibis eremita durante gli anni è diminuita ma non si è ancora risolto il problema.
Solo negli ultimi cinque mesi altri due individui sono stati uccisi, uno in Toscana ed uno nel Lazio.

Ibis eremita ucciso in Toscana 16 ottobre 2021

Ibis eremita vittima del bracconaggio a Roma 16 Febbraio 2022

“Dall‘inizio del progetto nel 2002, circa 80 uccelli sono stati uccisi da bracconieri. Nello stesso periodo, tuttavia, è stato possibile identificare un solo autore. Il cacciatore, membro della più grande associazione venatoria, è stato condannato a una multa e al ritiro della licenza di caccia nel 2016.
Nel 2017 la sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione italiana. Questo ha creato un precedente molto importante. Attualmente é ancora in corso una causa civile perché avvenga un risarcimento danni.”

“Il bracconaggio è un crimine a basso rischio. Questo deve cambiare.”

Progetto Ibis Eremita

In un Mare di guai

Lo studio “Another record: Oceanwarming continues through 2021 Despite La Niña Conditions” ci avvisa che per il sesto anno consecutivo la temperatura dell’Oceano ha raggiunto i valori di temperatura più alti mai misurati.
Il Mediterraneo, relativamente piccolo e poco profondo, si conferma come quello che si sta scaldando più velocemente.

” Sul Mediterraneo ci sono anche i dati del monitoraggio della temperatura nel mar Ligure e nel mar Tirreno, ripreso nel 2021, nell’ambito del progetto Macmap dell’Ingv, cui partecipa anche l’Enea. “Durante l’ultima campagna di rilevamento dati, a metà dicembre 2021, sono rimasto prima sconcertato e poi sempre più sconfortato dai dati che comparivano sul monitor del sistema di acquisizione”, afferma Reseghetti: il mar Tirreno “ha iniziato a scaldarsi in modo evidente anche in una zona più profonda rispetto al passato. Ho ricontrollato a lungo questi dati, cercando conferme anche in dataset ottenuti da altri strumenti di misura nella medesima area e nel medesimo periodo. Ma purtroppo i nostri risultati erano in buon accordo con gli altri e l’unica conclusione è stata: c’è un nuovo record, anche se ne avremmo fatto volentieri a meno”.

Questa acqua calda ha iniziato ad ‘invadere’ il Tirreno da sud, partendo dalle isole Egadi e la costa nord-ovest della Sicilia, e ha proseguito verso nord, interessando una zona di mare sempre più ampia e a profondità crescenti. Purtroppo – continua Reseghetti – per il 2022 non siamo in grado di fornire previsioni, anche se la strada intrapresa negli ultimi anni dal mar Mediterraneo sembra abbastanza chiara con valori sempre crescenti di energia presente nelle sue acque che rimane a disposizione per l’interazione con l’atmosfera dando sempre più spesso origine ad episodi meteo estremi come ondate di calore e violenti fenomeni precipitativi sconosciuti in precedenza in queste zone. Il 2021 è stato un manifesto di tutto questo: il caldo in Sicilia ad agosto, la pioggia in Liguria, i ‘medicanes’, gli uragani del Mediterraneo a fine novembre ancora in Sicilia, solo per fare un esempio“.

Guardando il video condiviso dai ricercatori dell’INGV, le piccole animazioni realizzate dovrebbero far capire a chiunque che superato un certo valore limite gli equilibri si rompono e non è più possibile tornare indietro.

Ora la domanda è questa: quando ci sveglieremo ed inizieremo a far qualcosa” si domanda la voce furi campo ….


“Mari e oceani caldi come se esplodessero sette bombe atomiche ogni secondo”

Gli Storni ed il Nobel per la Fisica

“Negli stormi non c’è un capo che comanda gli altri a bacchetta, è l’interazione tra i vari individui che determina la rotta di tutto il gruppo”.
Giorgio Parisi, Nobel per la Fisica 2021

Vivendo o passando per Roma nei mesi autunnali ed invernali è quasi impossibile non vedere le evoluzioni degli storni nel cielo. Sarà sicuramente capitato al premio Nobel Giorgio Parisi, che in questa città è nato e cresciuto.
Orgoglioso della Facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza, dove si è laureato e tuttora insegna, del suo Paese, nel quale è rimasto e nel quale si è sempre impegnato anche politicamente, ”Parisi nella sua carriera ha studiato argomenti molto diversi, accomunati dal poter essere chiamati sistemi complessi: dal bosone di Higgs alle interazioni fra i neuroni del cervello, che lo hanno portato a occuparsi di reti neurali e intelligenza artificiale, fino al comportamento dei singoli uccelli all’interno degli stormi in virata.
Oggi fa ricerca sulla struttura di materiali eterogenei come i vetri.
Anche lo studio del clima è considerato parte dei sistemi complessi.
Per questo il fisico italiano è stato premiato accanto a due colleghi climatologi.
Nato a Roma, Parisi ha insegnato fisica teorica alla Sapienza, dove si è laureato, è stato presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei (ora ne è vice) ed è ricercatore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).
E’ molto lontano dal lavorare in una torre d’avorio. E’ sempre sceso in campo per criticare le politiche dei tagli ai fondi della ricerca e ha pubblicato varie analisi matematiche delle curve dell’epidemia di Covid. Nel 2010, alla morte del professore con cui nel 1970 si era laureato, Nicola Cabibbo, con una tesi sul bosone di Higgs, Parisi si era detto dispiaciuto perché alle ricerche del suo mentore non era mai andato il Nobel. Oggi, dentro se stesso, una parte di quel premio la dedicherà sicuramente a lui. L’ultimo italiano a vincere il premio per la fisica era stato nel 1984 Carlo Rubbia. Due anni più tardi Rita Levi Montalcini aveva vinto quello per la medicina”1

Tra i sistemi complessi indagati c’è il comportamento degli storni in risposta all’attività di caccia di un predatore, studio che ha coinvolto ricercatori di vari discipline.

“La formazione delle onde è un vivido esempio di comportamento collettivo che si verifica in insetti, uccelli, pesci e mammiferi, che è stato interpretato come una risposta antipredatoria. Negli uccelli manca una caratterizzazione quantitativa di questo fenomeno, che coinvolge migliaia di individui, e resta sfuggente il suo legame con la predazione. 
Abbiamo studiato le onde in stormi di storni, una specie altamente gregaria, sia mediante l’osservazione diretta che l’analisi quantitativa della visione artificiale di registrazioni video HD, sotto la predazione di falchi pellegrini, Falco peregrinus. Abbiamo scoperto che le onde hanno avuto origine dalla posizione del predatore attaccante e si sono sempre propagate lontano da esso. Abbiamo misurato la loro frequenza e velocità, quest’ultima spesso maggiore della velocità del gregge. È stata trovata un’elevata correlazione positiva tra la formazione di onde e il ridotto successo di predazione. Suggeriamo che la tendenza di una preda a fuggire, quando iniziata anche da pochi individui in un gruppo coeso, susciti onde di densità auto-organizzate. Tali evidenti fluttuazioni nella struttura locale dei branchi sono efficaci nel confondere i predatori.” 2

Storni sul Piano di Annifo


Collegamenti esterni

Teche Rai Giorgio Parisi : il Nobel per la Fisica e gli storni

Radio3 scienza. Il Nobel è un sistema complesso

La breve intervista a Giorgio Parisi di Giovanni Floris a di Martedì

Giorgio Parisi , nel sito dell’Università la Sapienza di Roma

Giorgio Parisi e la fisica della complessità. Full movie HD

1-Lo scienziato italiano Giorgio Parisi vince il Nobel per la fisica di Elena Dusi
La Repubblica, 05/10/2021

2 – Andrea Procaccini, Alberto Orlandi, Andrea Cavagna, Irene Giardina, Francesca Zoratto, Daniela Santucci, Flavia Chiarotti, Charlotte K. Hemelrijk, Enrico Alleva, Giorgio Parisi, Claudio Carere
Propagating waves in starling, Sturnus vulgaris, flocks under predation,
Animal Behaviour, Volume 82, Issue 4, 2011, Pages 759-765,
ISSN 0003-3472
(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0003347211002867)