Oltre i confini.

Sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali, promuoviamo il rispetto e la collaborazione reciproca, impegniamoci per la risoluzione pacifica dei conflitti, diamo un taglio alle spese per le armi. E’ ora di dare una mano all’ambiente ed all’evoluzione della specie !

Questo Passeriforme, un Forapaglie comune (Acrocephalus schoenobaenus) ha un piccolo anello sulla zampa.
L’anello è quello che viene utilizzato dagli ornitologi di tutto il mondo, che condividono tecniche, sforzi e risultati.
L’inanellamento a scopo scientifico in Europa è coordinata dall’Euring, un’organizzazione internazionale;

Gli uccelli attraversano liberamente i confini politici e quindi la cooperazione internazionale è vitale per la ricerca e la conservazione. EURING promuove la collaborazione internazionale su tutti gli aspetti dell’inanellamento scientifico degli uccelli, in particolare in Europa e lungo la rotta eurasiatica dell’Africa. Il nostro lavoro include ricerca collaborativa, condivisione di dati e incontri scientifici.

dal sito ufficiale dell’Euring

L’avifauna che interessa i nostri Paesi ha un ampia distribuzione continentale e lunga è la lista dei Paesi che ne fanno parte, e solo includendo tutti i Paesi si può pensare di trovare risposte e proporre soluzioni alla perdita di biodiversità.
La collaborazione è essenziale per il progresso scientifico e culturale, è necessaria per affrontare le sfide ambientali in un mondo che cambia e ci chiede di cambiare. E’ sempre stato così, e per una specie sociale come la nostra, la collaborazione è essenziale in tutti i campi ed i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti.
Pëtr A. Kropotkin all’inizio del 1900 nel libro Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione e, più recentemente, Michele Sarà nel suo libro L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione ci permettono di comprenderne come e quanto la collaborazione è importante, non solo per la nostra specie ma anche per l’evoluzione della vita sulla Terra.

L’ultimo rapporto del IPPC, Climate Change 2022: Impatti, adattamento e vulnerabilità parla chiaro e parla a tutti.

I ricercatori sono tra i primi a conoscere l’importanza delle collaborazioni internazionali e numerosi appelli alla pace sono apparsi in questi giorni su diversi siti Istituzionali:

Facciamo la scienza e non la guerra: gli appelli per la pace
Le Università Italiane a sostegno della pace in Ucraina
Ucraina, la voce degli scienziati contro la guerra
Ucraina, Lincei con accademie europee: solidarietà e sostegno
Una lettera aperta di scienziati e giornalisti scientifici russi contro la guerra con l’Ucraina

Non è il tempo di fare la guerra, non lo è mai, e siamo sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali.
Di fatto nel nostro Paese le spese militari sono aumentate in questi anni
L’Italia è il paese che a(r)mo: il governo Draghi stanzia 26 miliardi di spese militari per il 2022.
Le risorse destinate agli armamenti darebbero risultati migliori e più utili se fossero destinate a sostenere la ricerca, a promuovere la cultura e gli scambi culturali, a ridurre le disuguaglianze nella società civile, ad affrontare i cambiamenti climatici in atto.

Sabato 5 marzo a Roma andiamo a Roma e partecipiamo alla manifestazione organizzata dalla Rete Italiana Pace e Disarmo


Ps: la foto è stata scattata nella Palude di Colfiorito, in Umbria, durante le attività di inanellamento a scopo scientifico il 22 agosto 2021, il codice alfanumerico inciso sull’anello è Mosca XJ2260.

Bracconaggio, un danno per tutti.

Più di 1.500.000 uccelli uccisi illegalmente ogni anno in Italia. A farne le spese anche l’Ibis eremita, una specie oggetto di un complesso progetto di reintroduzione finanziato dalla Comunità Europea.

L’Ibis eremita è oggetto di un complesso progetto di reintroduzione in Europa i cui benefici non si limitano all’espetto ecologico ma riguardano anche l’aspetto sociale ed economico.

Reason for Hope. Reintroduzione dell’Ibis eremita.

Dopo lo studio preliminare ( 2002 – 2013) il progetto ha ottenuto un finanziamento dall’Unione Europea nell’ambito dei progetti Life+, e nel 2021 si è svolta la 14a migrazione guidata dal team Waldrapp.

Il bracconaggio è stata una delle criticità riscontrate già nella fase preliminare. Italia, insieme a Malta e Cipro, sono i Paesi europei dove la caccia illegale è molto diffusa ed è qui che si concentra l’attività dei volontari dell’associazione CABS che ogni anno stilano il loro rapporto .

Il bracconaggio sugli Ibis eremita negli ultimi sei anni ha portato all’uccisione di 17 esemplari

Grazie alle azioni intraprese nel progetto di reintroduzione la mortalità di Ibis eremita durante gli anni è diminuita ma non si è ancora risolto il problema.
Solo negli ultimi cinque mesi altri due individui sono stati uccisi, uno in Toscana ed uno nel Lazio.

Ibis eremita ucciso in Toscana 16 ottobre 2021

Ibis eremita vittima del bracconaggio a Roma 16 Febbraio 2022

“Dall‘inizio del progetto nel 2002, circa 80 uccelli sono stati uccisi da bracconieri. Nello stesso periodo, tuttavia, è stato possibile identificare un solo autore. Il cacciatore, membro della più grande associazione venatoria, è stato condannato a una multa e al ritiro della licenza di caccia nel 2016.
Nel 2017 la sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione italiana. Questo ha creato un precedente molto importante. Attualmente é ancora in corso una causa civile perché avvenga un risarcimento danni.”

“Il bracconaggio è un crimine a basso rischio. Questo deve cambiare.”

Progetto Ibis Eremita

Nella Palude

Il 2 febbraio è la Giornata Internazionale delle Aree Umide. Un invito a vistare questi luoghi, a conoscerli per comprenderne il ruolo nell’ecosistema e l’importanza per il nostro benessere.

In inverno le zone umide costiere sono un vero spettacolo per chi lascia alle spalle la fitta nebbia delle valli interne.
Il sole ci scalda nella tranquillità di queste zone in assenza del turismo estivo, il mare a due passi ed un mondo colorato e vociante di uccelli provenienti da tutto il continente.

Il primo giorno siamo andati alla Diaccia Botrona; un sentiero di 15 km fa il giro dell’area protetta, ma ci si può fermare anche al primo capanno per l’osservazione se non si vuole fare tutto il giro, che può riservare sempre qualche sorpresa.

Museo Casa Rossa Ximenes, ingresso della Riserva naturale
La Daccia ed i rilievi circostanti
Lungo l’argine verso l’isola Clodia
Oche selvatiche nei pressi della Diaccia Botrona

Quest’anno l’area ha attirato l’attenzione di numerose persone per la presenza di specie rare come il Nibbio bianco, e di numerose associazioni che si oppongono alla decisone della Provincia di Grosseto di alienare parte del territorio. (Firma la petizione)

Il giorno seguente una breve passeggiata, circa 8 km andata e ritorno, nel Parco della Maremma, lungo la spiaggia che da Principina a mare porta alla Foce dell’Ombrone.

Foce d’Ombrone
Palude in località la Trappola
Palude
Moriglioni e Folaghe
Fenicotteri in volo
Maremmana al pascolo

L’erosione costiera è evidente, non si può raggiungere la foce seguendo la linea di costa che è arretrata di diverse decine di metri, danneggiando la duna e la sua vegetazione.

Costeggiando le paludi penso ai primi insediamenti umani sorti in questi ambienti per la quantità e qualità delle risorse presenti, ai fiumi ed alle pianure alluvionali hanno “guidato” lo sviluppo delle comunità per secoli, fino a che non sono stati percepiti come un ostacolo e la loro trasformazione un’opportunità di sviluppo.
L’utilizzo di queste aree, le opere di bonifica e di idraulica, di cui la nostra penisola offre testimonianze di tutte le epoche, hanno trasformato ambiente e comunità e delle paludi costiere e delle aree umide interne rimane ben poco.
Di quello che rimane di questi importanti ambienti in Europa, la maggior parte è in stato di conservazione cattivo o insufficiente e quasi la metà delle specie di uccelli acquatici, inclusi quelli marini, sono in cattivo stato di conservazione in Europa.1,2 Gli obbiettivi di conservazione della biodiversità fissati per il 2020 non sono stati raggiunti e c’è ancora molto da fare.

La strada per non lasciarci dietro solo rovine è lastricata di buone intenzioni.

Il 2 febbraio 1971 a Ramsar viene stipulato il primo trattato internazionale che si propone di proteggere e di gestire le aree umide individuate sulla base di specifiche caratteristiche, la Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale.

Nonostante le buone intenzioni, dal 1970 il 35% delle aree umide del mondo è scomparso, ad un ritmo tre volte superiore rispetto alle foreste.

Nel Mediterraneo in 55 anni è scomparso il 50% delle aree umide naturali.
Per promuovere la consapevolezza della loro importanza, dal 1997 si svolge la giornata mondiale delle zone umide che viene organizzata a livello locale da Enti e Associazioni.

Materiali video e iconografici vengono prodotti e distribuiti gratuitamente.

Tra le iniziative organizzate nelle aree individuate dalla Convenzione di Ramsar, quelle organizzate alla Laguna di Orbetello ed al Lago di Burano .

Tra le iniziative in programma Mercoledì 2 Febbraio la SROPU dedica uno dei suoi incontri in rete, dalle 19:00 in poi, alla Convenzione ed ai censimenti ornitologici che ogni anno organizza grazie alla collaborazione di numerose persone che, che in maniera gratuita e volontaria, impegnano tempo e risorse per fornire alle Istituzioni preposte i dati necessari alla gestione di questi delicati ambienti.


1 – Rapporti Direttiva Natura (2013 – 2018)

2 – State of nature in the EU