La Nazione delle Piante

Non più Regno, contrapposto agli altri Regni in cui vengono normalmente classificati gli organismi viventi, ma una Nazione con tanto di Costituzione.
Otto gli articoli che la compongono, semplici ed in chiaro contrasto con quello che generalmente diamo per scontato.

Stefano Mancuso si fa interprete, ambasciatore di quel mondo di cui è attento osservatore, autore di molte ricerche scientifiche che hanno contribuito a modificare il modo in cui guardiamo le piante.
Docente universitario e fondatore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale, Mancuso è un divulgatore scientifico molto popolare.

La Nazione delle Piante è un libro piacevole da leggere, utile per rivedere alcuni punti di vista e fare alcune riflessioni urgenti su di noi, perché nel libro è la nostra Nazione, intesa come comunità di esseri della stessa specie, ad essere al centro della discussione.
Ogni capitolo è un articolo della Costituzione che l’autore immagina per proporci alcune facili riflessioni sul nostro modo di essere e di intendere il mondo di cui siamo una piccola, infinitesima parte.

Carta dei diritti delle piante

art.01 La Terra è la casa comune della vita. La sovranità appartiene ad ogni essere vivente

art.02 La Nazione delle Piante riconosce e garantisce i diritti inviolabili delle comunità naturali come società basate sulle relazioni fra gli organismi che le compongono

art.03 La Nazione delle Piante non riconosce le gerarchie animali, fondate su centri di comando e funzioni concentrate, e favorisce democrazie vegetali diffuse e decentralizzate

art.04 La Nazione delle Piante rispetta universalmente i diritti dei viventi attuali e di quelli delle prossime generazioni

art.05 La Nazione delle Piante garantisce il diritto all’acqua, al suolo e all’atmosfera puliti

art.06 Il consumo di qualsiasi risorsa non ricostituibile per le generazioni future dei viventi è vietato

art.07 La Nazione delle Piante non ha confini. Ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi senza alcuna limitazione

art.08 La Nazione delle Piante riconosce e favorisce il mutuo appoggio fra le comunità naturali di esseri viventi come strumento di convivenza e di progresso

Stefano Mancuso, La nazione delle Piante 1

Note

1 La Nazione delle Piante

Collegamenti esterni

Libri di Stefano Mancuso

Letture consigliate

Evoluzione

“Le idee dell’evoluzione, in particolare nell’opinione pubblica, sembrano essere rimaste indietro rispetto alle nuove scoperte scientifiche e molto può essere detto di nuovo in questo momento d’importante svolta culturale, contrassegnato da una visuale più sistemica della realtà.” – L’evoluzione costruttiva. Fattori d’interazione, cooperazione e organizzazione.

L’evoluzione della bellezza

Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore. dal film “I cento passi ” di M.Tullio Giordana * La bellezza esiste, c’è e si manifesta anche nel mondo naturale, non siamo i soli a poterla…

L’albero intricato

La specie, come l’individuo, sono rappresentazioni riduttive di un complesso di relazioni, categorie che sono funzionali ad una narrazione individualistica e competitiva dell’esistenza. Conoscere la nostra storia evolutiva è un buon punto di partenza per cercare di rispondere ad alcune domande, non solo sulla nostra origine e discendenza ma anche sulla nostra identità.

Atlante degli Uccelli nidificanti in Italia

L’Atlante degli uccelli nidificanti in Italia rappresenta il risultato della collaborazione tra esperti ornitologi e cittadini che, mossi dalla passione comune verso l’avifauna, sono stati disposti a dedicare tempo e denaro a questa ricerca scientifica che colma un vuoto nel panorama delle conoscenze sulla biodiversità italiana.

Un complesso lavoro di squadra realizzato dagli ornitologi italiani che con un grande lavoro di ricerca, analisi ed elaborazione dei dati hanno reso possibile la realizzazione del nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Italia.

Questo è il secondo atlante nazionale pubblicato nel nostro Paese e rappresenta il maggior contributo che la Citizen Scienze ha prodotto fino ad ora in Italia, coinvolgendo sul campo più di 3000 rilevatori che hanno utilizzato la piattaforma Ornitho.it per archiviare e condividere le osservazioni.

Nell’atlante, oltre all’introduzione e ad una breve storia dell’Ornitologia Italiana, ci sono le fotografie e le mappe di distribuzione e di idoneità ambientale delle 269 specie di uccelli nidificanti in Italia.


Quello che c’è ma non si vede è il tempo dedicato dalle migliaia di persone coinvolte per la realizzazione di quest’opera. Uniti dalla passione per gli uccelli e per la ricerca scientifica il gruppo di conduzione di Ornitho.it, i coordinatori regionali, i rilevatori e i validatori, sono riusciti a superare gli ostacoli che un’impresa del genere comporta.


Preceduto da diversi Atlanti Regionali e locali, il primo atlante nazionale fu pubblicato dall’Istituto Fauna Selvatica nel 1993, non senza difficoltà come brevemente ricordato nell’introduzione al nuovo atlante.

L’apertura nel 2009 della piattaforma Ornitho.it per l’archiviazione georeferenziata delle osservazioni, sostenuto da alcune associazioni nazionali e regionali, ha facilitato l’archiviazione e la condivisione dei dati raccolti sul campo dagli ornitologi (a settembre del 2022 Ornitho.it aveva 7000 utenti iscritti ed un database con più di 21 milioni di dati)1 .
Nel 2010 il comitato di conduzione della piattaforma inizia a lavorare per la realizzazione del un nuovo atlante, raccogliendo tra il 2010 ed il 2016, 2.360.0284 dati utili che costituiscono la base principale per la realizzazione del nuovo atlante, che utilizza in parte (21%) dati provenienti da altri progetti nazionali.2

Rispetto al precedente atlante, il periodo temporale esaminato è quasi raddoppiato, da 4 a 7 anni, il numero di rilevatori è più che triplicato, passando da 946 a 3.075.
Le specie nidificanti sono aumentate, da 240 a 269, principalmente grazie alla colonizzazione spontanea di 16 nuove specie, all’arrivo di specie alloctone (9), al successo dei progetti di reintroduzione (2). Due sono le specie di cui non è più stata accertata la nidificazione sul territorio nazionale.
Il confronto tra i due Atlante evidenzia i cambiamenti della nostra avifauna nel tempo, registrando contrazioni o ampliamenti di areale a seconda della specie in esame.

Sul sito del Centro Italiani Studi Ornitologici, CISO, il 18 ottobre 2022 veniva annunciata la pubblicazione dell’Atlante, dal quale propongo un breve estratto3:

Oggi, a distanza di alcuni anni stiamo arrivando alla stampa dell’Atlante degli uccelli nidificanti in Italia, per i tipi di Edizioni Belvedere. Dietro c’è un lavoro enorme, che ha incontrato mille difficoltà, sin dall’istituzione dei coordinamenti locali per l’esecuzione dei rilievi e che è proseguito con il controllo e la pulizia dei dati, la loro elaborazione e la redazione della pubblicazione….


Il lavoro che tutti insieme abbiamo fatto è ENORME! Nessuno istituto o studio professionale avrebbe mai potuto mobilitare tutte queste persone qualificate per scovare gli uccelli in ogni angolo del nostro paese! E tutto questo, senza un congruo finanziamento!

Gruppo di Conduzione di Ornitho.it


L’Atlante degli uccelli nidificanti in Italia rappresenta il risultato della collaborazione tra esperti ornitologi e cittadini che, mossi dalla passione comune verso l’avifauna, sono stati disposti a dedicare tempo e denaro a questa ricerca scientifica che colma un vuoto nel panorama delle conoscenze sulla biodiversità italiana.

Note

1 Ornitho.it News, 29 settembre 2022

2 Progetti di ricerca nazionale di cui sono stati utilizzati i dati per l’elaborazione dell’Atlante:
Mito 2000

Farmland bird index, Rete Rurale Nazionale – Lipu

Centro Nazionale Inanellamento – CNI-ISPRA

3 Il testo completo è disponibile qui

L’illusione della realtà

Platone nel mito della caverna spalanca le porte al dubbio, ombre sinuose si allungano nel pensiero filosofico ancora oggi ed il mistero non è ancora risolto.
Fino a che punto siamo in grado di comprendere la realtà che ci circonda ?L’interpretazione del mondo reale passa attraverso i nostri sensi e questi, oltre ad essere limitati nelle loro capacità, possono ingannarci portandoci a conclusioni errate.


La nostra mente elabora gli stimoli ricevuti restituendoci un’immagine della realtà che potrebbe anche non corrisponde al vero, come accade nelle illusioni ottiche.
Partendo dagli stimoli ricevuti, la nostra mente può restituirci un immagine inesistente nel mondo reale, totalmente costruita nei nostri circuiti celebrali, come nel caso del triangolo di Kanizsa.

Se gli organi di senso hanno assicurato e assicurano la sopravvivenza agli organismi viventi, perché questi ci restituiscono un immagine del mondo ben lontana dalla realtà ?

Le nostre percezioni sono un’ottima guida per mantenerci in vita, per la nostra fitness, ma se pensiamo che ci stiano dando un’idea della natura ultima della realtà oggettiva, siamo fuori strada.

Donald Hoffman


Secondo Donald Hoffman, psicologo cognitivo, la selezione naturale favorisce le percezioni calibrate sulla fitness piuttosto che sulla verità oggettiva del mondo, come suggerisce il comportamento del piccolo coleottero australiano che l’autore porta ad esempio nel libro L’illusione della realtà.

I nostri sensi ci restituiscono solo un’immagine parziale e superficiale del mondo che ci circonda e se la scienza ed il pensiero non ci fossero stati di aiuto, la terra sarebbe ancora piatta e al centro della galassia.
Per scrutare la caverna di Platone, Hoffman utilizza una metafora al passo con i tempi, e quindi facilmente comprensibile agli interlocutori, formulando la teoria dell’interfaccia percettiva (TIP).
Non più le ombre vaghe sulle pareti ma immagini definite di icone su un desktop per descrivere che cosa sappiamo della realtà oggettiva e, in fondo, capire chi siamo e cosa c’è intorno a noi.

Per quelli che fanno fatica ad immaginare che il mondo che ci circonda sia solo una nostra costruzione mentale e sono colti dalla vertigine sul bordo della scatola del gatto di Schrödinger, la teoria del realismo cosciente proposta da Hoffman nella seconda parte del libro può essere difficile da condividere, anche se idee simili sono presenti nei ragionamenti dei filosofi antichi (Parmenide, Pitagora e Platone) ma anche più moderni (Leibniz, Kant e Hegel), oltre che nelle religioni orientali come il buddhismo e l’induismo e nelle correnti mistiche di islamismo, ebraismo e cristianesimo.

Secondo questa ipotesi, la coscienza è la natura fondamentale della realtà. Non riusciamo a vederla solo a causa della struttura del nostro desktop, che non ci fornisce dettagli utili per la comprensione.
Quello che non riusciamo a vedere sono gli “innumerevoli tipi di agenti coscienti con una sconfinata varietà di esperienze coscienti, che nella maggior parte dei casi non riusciamo nemmeno a immaginare”, quello che molti faranno fatica ad accettare è che nessun ruolo speciale viene assegnato alla coscienza dell’essere umano.
Nell’ultima parte del libro, la più ostica perché necessita di una buona conoscenza matematica, Hoffman ci fornisce la dimostrazione dell’esistenza degli agenti coscienti.

La scienza non offre convinzioni incrollabili, ma un metodo efficace per vagliarle, rielaborando con nuovi strumenti ed osservazioni le domande a cui ancora non abbiamo dato una risposta soddisfacente, scartando via via quelle che si sono dimostrate inappropriate.

Fare ricerca è come saltare da un’isola all’altra nell’arcipelago della conoscenza umana. Con un pò di fortuna si scoprono nuovi scogli, e anche indizi affascinanti degli ecosistemi costieri e dei continenti che si estendono al di là di essi.

Donald Offman
Collegamenti esterni

Donald Hoffman, professore di Scienze Cognitive, Università di Irvine.


Riusciamo a vedere la realtà così com’è? La stimolante domanda a cui cerca di rispondere l’autore nel libro in questa breve e divertente conferenza.

Reality is an Illusion – How Evolution Hid the Truth. Tre ore di intervista a Donald Hoffman.