Un hotspot di biodiversità

Torre Flavia è conosciuta ben oltre i suoi confini amministrativi di Ladispoli e Cerveteri, per rendersene conto basta frequentarla un pochino.
Camminando sulla spiaggia si incontrano persone di tutte le età, ognuna con i suoi particolari interessi e motivazioni; pescatori, serfisti, cittadini in cerca di un po’ di aria di mare, famiglie con bambini, giovani innamorati, scolaresche e gruppi di studenti universitari.

Dietro questa sempre più esile spiaggia, su un substrato argilloso sempre più eroso dall’arretramento della linea di costa, protetta da un lungo cordone dunale, si trova la Palude di Torre Flavia.


Molti i fotografi e i birdwatchers, che in questo piccolo fazzoletto di territorio, ultimo testimone di ambiente costiero quasi del tutto scomparso dal litorale laziale, trovano le condizioni ideali per la loro attività.
E’ un posto molto frequentato, (nel 2014 il sito EBN la segnalava come il sito preferito dagli utenti), e nonostante ciò gli animali sono molto confidenti ed è facile osservarli da vicino lungo il sentiero che porta al mare.
Sulla spiaggia si possono osservare una delle ultime coppie di Fratino nidificanti nel Lazio ed una coppia di Corrieri piccoli intenti a nidificare.

Il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia è un laboratorio all’aperto dove alunni di tutte le età, studenti e laureandi fanno esperienza. Chi per la prima volta vede una palude e tante specie di animali tutte insieme, chi studia sul campo per raccogliere dati utili per laurearsi.
Numerose le pubblicazioni scientifiche disponibili sul web.

In questo contesto sono inserite le attività di ricerca e di educazione ambientale della la stazione ornitologica che ha partecipato come stazione costiera al Progetto Piccole Isole.
L’attività è coordinata dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’Ispra, ed è finalizzata allo studio della migrazione primaverile nel Mediterraneo. Questo studio è iniziato più di 30 anni fa e ha svelato molti aspetti della migrazione dei Passeriformi, non ultimi quelli dovuti al cambiamento climatico in atto.



La palude è un’importante area di sosta per molte specie che hanno passato il periodo invernale sulle coste africane o a sud del deserto del Sahara e che in primavera tornano verso le aree di nidificazione in Europa.
Tra queste specie quelle più conosciute e facilmente osservabili ci sono la Rondine, il Balestruccio, il Rondone comune che in primavera affollano gli specchi d’acqua ed il canneto con voli radenti in cerca di cibo.
Ma ci sono anche molte altre specie, meno visibili e perciò meno conosciute, come l’Usignolo, il Forapaglie comune, la Sterpazzola, la Sterpazzolina, la Cannaiola ed il Cannareccione.

Sterpazzolina comune

La palude di Torre Flavia è importante anche come luogo di sosta nella migrazione post riproduttiva e di svernamento per le specie che vi trascorrono l’inverno, come il Forapaglie castagnolo con anello Budapest, ricatturato durante il monitoraggio. Probabilmente è stato inanellato la prima volta sul Lago Balaton in Ungheria, come avvenuto nel caso delle ricatture effettuate negli anni precedenti, ma la certezza si avrà solo quando le informazioni presenti nelle banche dati saranno comunicate.


La specie è minacciata di estinzione a causa della perdita di zone umide, dello sviluppo turistico e delle opere idrologiche, nonché dell’uso di insetticidi, e pertanto è inclusa nell’allegato 1 della direttiva Uccelli. 1

Negli anni le condizioni dell’area protetta sono migliorate  grazie alle diverse associazioni di volontariato e al personale dipendente dalla Città Metropolitana di Roma a cui è affidata la gestione dell’area, ma resta ancora molto da fare, ai problemi non ancora risolti ogni anno se ne aggiungono di nuovi .
Una sfida di gestione di un sito che è inserito in una rete europea di aree che necessitano una particolare attenzione per la conservazione della biodiversità.2
L’erosione costiera, l’espansione urbanistica, la presenza di specie aliene, come la nutria, il Gambero della Luisiana e le varie specie di tartarughe d’acqua dolce (rilasciate da qualcuno che si era stancato di averla rinchiusa nell’acquario di casa) e il recente arrivo di un numeroso gruppo di cinghiali rappresentano solo un aspetto della gestione di un’area protetta sempre più attrattiva.
Una serie di interessi locali e generali che non è sempre semplice conciliare, come come racconta il responsabile dell’area protetta in una recente video intervista dal titolo : Cosa fa il mager della Biodiversità ?

Collegamenti esterni

1 European Commission – Environment
https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/threatened/a/acrocephalus_melanopogon_en.htm

2 Rete Natura 2000

Video L’attività alla Stazione di Inanellamento a scopo scientifico

Breve video di una mattina di primavera

Oltre i confini.

Sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali, promuoviamo il rispetto e la collaborazione reciproca, impegniamoci per la risoluzione pacifica dei conflitti, diamo un taglio alle spese per le armi. E’ ora di dare una mano all’ambiente ed all’evoluzione della specie !

Questo Passeriforme, un Forapaglie comune (Acrocephalus schoenobaenus) ha un piccolo anello sulla zampa.
L’anello è quello che viene utilizzato dagli ornitologi di tutto il mondo, che condividono tecniche, sforzi e risultati.
L’inanellamento a scopo scientifico in Europa è coordinata dall’Euring, un’organizzazione internazionale;

Gli uccelli attraversano liberamente i confini politici e quindi la cooperazione internazionale è vitale per la ricerca e la conservazione. EURING promuove la collaborazione internazionale su tutti gli aspetti dell’inanellamento scientifico degli uccelli, in particolare in Europa e lungo la rotta eurasiatica dell’Africa. Il nostro lavoro include ricerca collaborativa, condivisione di dati e incontri scientifici.

dal sito ufficiale dell’Euring

L’avifauna che interessa i nostri Paesi ha un ampia distribuzione continentale e lunga è la lista dei Paesi che ne fanno parte, e solo includendo tutti i Paesi si può pensare di trovare risposte e proporre soluzioni alla perdita di biodiversità.
La collaborazione è essenziale per il progresso scientifico e culturale, è necessaria per affrontare le sfide ambientali in un mondo che cambia e ci chiede di cambiare. E’ sempre stato così, e per una specie sociale come la nostra, la collaborazione è essenziale in tutti i campi ed i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti.
Pëtr A. Kropotkin all’inizio del 1900 nel libro Il mutuo appoggio. Un fattore dell’evoluzione e, più recentemente, Michele Sarà nel suo libro L’evoluzione costruttiva. I fattori di Interazione, cooperazione e organizzazione ci permettono di comprenderne come e quanto la collaborazione è importante, non solo per la nostra specie ma anche per l’evoluzione della vita sulla Terra.

L’ultimo rapporto del IPPC, Climate Change 2022: Impatti, adattamento e vulnerabilità parla chiaro e parla a tutti.

I ricercatori sono tra i primi a conoscere l’importanza delle collaborazioni internazionali e numerosi appelli alla pace sono apparsi in questi giorni su diversi siti Istituzionali:

Facciamo la scienza e non la guerra: gli appelli per la pace
Le Università Italiane a sostegno della pace in Ucraina
Ucraina, la voce degli scienziati contro la guerra
Ucraina, Lincei con accademie europee: solidarietà e sostegno
Una lettera aperta di scienziati e giornalisti scientifici russi contro la guerra con l’Ucraina

Non è il tempo di fare la guerra, non lo è mai, e siamo sempre più consapevoli di quanto sia necessaria una maggiore collaborazione internazionale per far fronte ai problemi globali.
Di fatto nel nostro Paese le spese militari sono aumentate in questi anni
L’Italia è il paese che a(r)mo: il governo Draghi stanzia 26 miliardi di spese militari per il 2022.
Le risorse destinate agli armamenti darebbero risultati migliori e più utili se fossero destinate a sostenere la ricerca, a promuovere la cultura e gli scambi culturali, a ridurre le disuguaglianze nella società civile, ad affrontare i cambiamenti climatici in atto.

Sabato 5 marzo a Roma andiamo a Roma e partecipiamo alla manifestazione organizzata dalla Rete Italiana Pace e Disarmo


Ps: la foto è stata scattata nella Palude di Colfiorito, in Umbria, durante le attività di inanellamento a scopo scientifico il 22 agosto 2021, il codice alfanumerico inciso sull’anello è Mosca XJ2260.

Monumento Naturale Palude di Torre Flavia

La Palude di Torre Flavia, situata sul litorale tirrenico a nord di Roma, è una delle rare tracce di quello che un tempo fu l’ambiente costiero laziale, caratterizzato da dune sabbiose e un ampio sistema di laghi e stagni costieri.

Zona di Protezione Speciale (ZPS IT 6030020) della Rete Natura 2000, individuata dal Ministero dell’Ambiente secondo la direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, l’area naturale protetta è un laboratorio di ricerca e di educazione ambientale della rete Long Term Ecological Research Station.

Anche l’area marina antistante dove prospera la Posidonia oceanica ha un importante ruolo ecologico. La spiaggia, in forte erosione, è uno dei pochi siti dove nidifica il Fratino (Charadrius alexandrinus) e per la prima volta nel 2020 è stato rinvenuto un nido di Tartaruga marina ( Caretta caretta).

Questo luogo un tempo marginale e periferico, oggetto di atti vandalici, dall’abbandono di rifiuti alla distruzione delle poche opere realizzate per la fruizione, si è trasformato nel tempo grazie alle persone, che mettendo a disposizione tempo ed energia, hanno adottato l’area naturale protetta.
Sotto l’instancabile guida del referente dell’area naturale protetta, volontari e ricercatori collaborano nella gestione dell’ambiente, mettendo in pratica azioni di gestione e conservazione .
Il progetto L’Isola del Tesoro rivolto alle scuole ha valso all’area protetta l’appellativo di Prima area protetta gestita dai bambini.
La diffusa consapevolezza dell’importanza del sito ha permesso a Torre Flavia di resistere a quell’idea di sviluppo che vedendo come marginale quest’area proponeva di valorizzarla grazie allo show-business che ha travolto molte altre località costiere italiane.

Nella Palude dal 2001 al 2014 grazie alla collaborazione di diversi ornitologi ed al contributo economico dell’Ente gestore, la Città Metropolitana di Roma Capitale, la Stazione ornitologica ha svolto attività di ricerca e divulgazione, diventando un punto di riferimento per le attività di educazione ambientale. Diverse sono state le pubblicazioni scientifiche che hanno utilizzato i dati ornitologici raccolti nella Palude di Torre Flavia, permettendo anche confronti con aree simili.

Nel 2020 l’attività di cattura ed inanellamento a scopo scientifico torna ad essere tra le attività di monitoraggio ambientale finanziate dall’Ente gestore.
La Palude è un importante luogo di sosta ed alimentazione per numerose specie di Passeriformi durante la migrazione autunnale ed i dati raccolti contribuiscono alla comprensione di fenomeni che si svolgono a più ampia scala. L’importanza di questo ambiente per la sosta e l’alimentazione di molte specie di uccelli è testimoniata dalle numerose ricatture di individui inanellati in Italia e in Europa.

Vedi le foto cliccando sull’immagine qua sotto

Stazione ornitologica Palude di Torre Flavia<a href=”//embedr.flickr.com/assets/client-code.js”