Monte Palombaro

Percorso ad anello nel Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (STINA) in Umbria.

Percorso ad anello nel Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico Ambientale (STINA) in Umbria.

Uno degli itinerari panoramici che conosco nei dintorni della mia abitazione parte da Prodo, caratteristico borgo situato lungo la vecchia strada che congiunge Orvieto a Todi, la Strada Statale 71 bis.

Prodo

Quando arrivo a Prodo mi affaccio sempre al piccolo terrazzino all’entrata del castello per guardare il panorama sulla forra, conosciuta per le attività di torrentismo. Sui muri della fortezza e sui tetti delle case in inverno si possono incontrare il Sordone e il Picchio muraiolo, due specie rare e localizzate in Umbria. In primavera sulla torre nidificano le Taccole, il Passero solitario, balestrucci, rondoni e varie specie di Cince, mentre dai magazzini del castello escono ed entrano le rondini. Nel periodo della migrazione ho visto gru, falchi di diverse specie e ultimamente tre Spatole provenienti probabilmente dall’Oasi di Alviano che si trova poco distante e dove solitamente questa specie viene a svernare, anche se in piccoli numeri, e solo pochi individui giovani si possono osservare in estate.

Lasciata la macchina e riempita la borraccia alla fontanella, lasciamo il borgo in direzione Orvieto per girare poco dopo sulla sinistra su una strada non asfaltata che sale sulla montagna. Dopo 2 km circa siamo all’inizio del percorso segnalato, proseguiamo sulla destra in salita, costeggiando i ruderi del podere Peiolo in direzione del bosco dell’Acquasanta e della sbarra dei Settefrati.

Dopo 40 minuti raggiungiamo la località Croce delle Carbonaie, un quadrivio nel bosco ai piedi del monte Palombaro. Da qui con una breve deviazione si raggiunge la vetta. Proseguiamo il cammino in leggera pendenza in direzione del Podere Acquasanta seguendo l’itinerario Naturalistico Ornitologico di Monte Piatto attraverso il bosco.

Pannello divulgativo nel bosco dell’Acquasanta

Raggiunti i prati del monte Piatto lo sguardo spazia sulla media valle del Tevere fino a Perugia e sulle le montagne dell’Appennino, dal Monte Catria al Gran Sasso. Seguendo il sentiero per il Parco dei Settefrati, l’area attrezzata del monte Peglia nel comune di San Venanzo, superato il passo si cambia orizzonte. Si vede Prodo e la sua forra e nella vallata tra i monti Amerini ed i rilievi vulcanici dei monti Cimini dove scorre il fiume Tevere, si vedono i laghi artificiali di Corbara ed Alviano. Più verso est i Monti Martani e nelle belle giornate, in lontananza, il monte Terminillo.

Raggiunto il primo bivio segnalato in località Gnotte del Vento, invece di proseguire per il parco, scendiamo nel bosco seguendo la variante per Rotascope. Poco dopo i ruderi del casale un sentiero evidente ma non segnalato lascia la strada principale per scendere costeggiando il fosso Rotalpero fino a ricongiungersi con l’inizio del percorso segnalato. Ripercorrendo la strada non asfaltata si ritorna a Prodo.
L’anello è lungo 14,3 km segue strade bianche e forestali, è in gran parte segnalato e non presenta particolari difficoltà.
Per scaricare la traccia gpx e altre informazioni: Anello Monte Palombaro .

Album fotografico

Guarda anche:
Monte Peglia
Itinerario Naturalistico Ornitologico

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Autore: Ambientamente

Storie da una Naturalista

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