Noi, H.C Mortensen e la Danimarca


H.C Mortensen, docente e preside di un liceo a Viborg, in Danimarca, è stato il primo ornitologo ad applicare un anello alla zampa di un uccello per studiarne i movimenti. Dal quel giorno del 1890, dopo alcuni anni in cui andava affinando la tecnica per costruire gli anelli, la tecnica dell’inanellamento a scopo scientifico si è diffusa tra gli ornitologi in Europa e nel resto del mondo.

Nel 1930 l’inanellamento era utilizzato quasi tutti i Paesi Europei, in Nord America, India, Australia, Nuova Zelanda ed alcuni Paesi dell’Africa e del Sud America.
I dati raccolti ancora oggi con la stessa tecnica consentono di tracciare i movimenti degli individui marcati; i risultati di questa attività, sono patrimonio di tutti e liberamente consultabili sul web, vedi l’Atlante della migrazione degli uccelli in Italia che analizza i dati presenti nella banca dati italiana dal 1906 al 2003, o l’Atlante della migrazione tra Europa ed Asia (The Eurasian African Bird Migration Atlas).

Per noi Mortensen è il capostipite degli inanellatori; oggi anelli di diverse dimensioni e leghe differenti, sono consegnati agli inanellatori italiani dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA in base alle necessità del progetto di ricerca svolto. Sono gli anelli che utilizziamo ogni volta che andiamo a Capri o a Torre Flavia.


In Danimarca la Stazione Ornitologica di Skagen, è particolarmente attiva sui social ed è stato semplice concordare il periodo della nostra partecipazione alle attività di inanellamento.
Consultiamo le mappe digitali disponibili per tracciare un itinerario e cerchiamo località da visitare lungo il percorso, scelte consultando alcuni siti web 1 2 e curiosando tra i post degli utenti del gruppo social “Danimarca nel cuore“.
La strada dall’Umbria è lunga, abbiamo abbastanza tempo per concederci delle tappe prolungate nei posti che ci piacciono di più e dei “fuori programma” in località sconosciute per noi e indicate da un cartello lungo la strada.

I primi luoghi che visitiamo in Danimarca sono nel Parco Nazionale del Mare di Wadden, “di fondamentale importanza per 10-12 milioni di uccelli migratori lungo la rotta migratoria dell’Atlantico orientale. L’area funge da punto di sosta per gli uccelli che qui si riposano e si nutrono.

Rømø, la più grande delle isole della parte danese del Mare di Wadden con una delle più ampie spiagge d’Europa, Sønderstrand, nella parte meridionale dell’isola, l’unica delle tre isole ad essere collegata da un ponte.

Sull’Isola di Rømø
L’interno della Casa del Capitano
Sønderstrand, la spiaggia
Sønderstrand

Sulla terra ferma, non lontana dalla cittadina di Ribe, c’è il Centro del Mare di Wadden, che accoglie i visitatori in un ambiente interattivo dedicato agli uccelli e alla migrazione.
Da qui partono diverse escursioni tematiche che, utilizzando i Truck-bus, portano migliaia di turisti l’anno a visitare la piccola isola di Mandø, raggiungibile solo quando la marea lo consente.

Centro del Mare di Wadden, museo interattivo
Centro del Mare di Wadden
La strada per Mandø
La strada per Mandø
La strada per Mandø con l’alta marea
La lunga distesa di sabbia creata dalla bassa marea a Mandø
Mandø
Track bus per Mandø

Continuando verso nord nello Jutland, passiamo per il vecchio faro di Lodbjerg, le cui strutture utilizzate come centro visita ospitano una ricostruzione della vita nel faro e una collezione di mammiferi e uccelli impagliati.
Tra il 1886 ed il 1939 sono morti 1711 uccelli per l’impatto con le vetrate del faro.
Lodbjerg Fyr, National Park Thy Visitor centre

Lodbjerg Fyr
Sala espositiva del museo nel Lodbjerg Fyr

Poco più a nord, ma sempre nel Parco Nazionale Thy, un’altro centro visite nella cittadina di Vorupør, sulla cui spiaggia spiccano le imbarcazioni di salvataggio.
Tra gli uccelli sulla spiaggia del porto, c’è né uno che porta alla zampa un anello colorato con la sigla JH510 facilmente leggibile con un buono strumento ottico; un Mugnaiaccio (Larus marinus). Trasmettendo l’osservazione ai siti dei centri nazionali o internazionali dedicati ai progetti di inanellamento che utilizzano anelli colorati leggibili a distanza, scopriamo subito che quell’individuo inanellato al nido in Norvegia nel 2011, ha vagato tra Norvegia e Danimarca in questi 14 anni ed 11 giorni prima del nostro incontro sulla spiaggia di Vorupør, era stato osservato in Norvegia, in una località distante circa 150 km, al di là del braccio di mare che separa i due Paesi .

La spiaggia a Vorupør
Vorupør, imbarcazioni di salvataggio
Vorupør, la spiaggia e le dune nel Parco Nazionale Thy
Le dune e la spiaggia a Vorupør
Mugnaiaccio inanellato al nido in Norvegia il 20/06/2011

Le dune sono alte e coperte da vegetazione bassa, nell’entroterra le dune ormai stabilizzate ed oggetto di rimboschimento, creano un cordone a protezione dell’entroterra.

Lungo la strada per Skagen, nei pressi di Vejle, sono stati realizzati degli osservatori aperti al pubblico che permettono di osservare e riconoscere le specie presenti senza arrecare disturbo.

Osservatorio
Osservatorio
Passerella ed osservatorio nella zona umida vicino a Vejele
Oche selvatiche ed Aironi bianchi maggiori

A poca distanza sul mare si erge la Scogliera di Bulbjerg , l’unico sito di roccioso a disposizione degli uccelli marini, unico sito di nidificazione del Gabbiano tridattilo in Europa centrale.

Bulbjerg
Bulbjerg, la scala che porta in spiaggia
Gabbiano tridattilo (Rissa tridactyla)
Colonia di Gabbiano tridattilo (Rissa tridactyla)
Gabbiano tridattilo (Rissa tridactyla)
Panorama da Bulbjerg
Panorama da Bulbjerg

Sulla strada che risale la costa occidentale si passa per Rubjerg Knude Fyr, silenzioso testimone del delicato rapporto tra i danesi e la linea di costa, sempre in perenne movimento. Entrato in funzione nel 1900, elettrificato nel 1934, fu sommerso dalla sabbia e spento nel 1968. Nel 2019 è stato spostato nell’entroterra di 70 metri e rappresenta una delle mete turistiche più note.

Rubjerg Knude Fyr
Rubjerg Knude Fyr
Rubjerg Knude Fyr
Rubjerg Knude Fyr

Sono passate due settimane da quando ci siamo messi in viaggio, abbiamo lentamente raggiunto la nostra meta, Skagen, la punta più settentrionale della Danimarca, una località turistica molto frequentata; il faro e la lingua di sabbia che si forma per l’incontro tra le correnti del Mare del Nord e del Mar Baltico, sono una delle mete preferite da chi viaggia in Danimarca.

Il Faro grigio di Skagen ospita la Stazione Ornitologica, un piccolo museo, l’immancabile shop ed un piccolo ristorante vista mare.

Skagen Grà Fyr – Faro Grigio di Skagen Centro per gli uccelli migratori

Situato sulla punta più settentrionale della Danimarca, il centro promuove la conoscenza dello spettacolare sito di migrazione degli uccelli di Skagen su scala internazionale. Il centro è stato istituito dall’Agenzia Danese per la Natura in collaborazione tra Realdania By og Byg, la Società Ornitologica Danese, la Casa Turistica del Nord (Turisthus Nord) e la Comunità di Frederikshavn.”

Ad accoglierci Simon Christensen, responsabile della stazione ornitologica impegnata in vari progetti di monitoraggio dell’avifauna, tra cui l’inanellamento dei Passeriformi e l’osservazione della migrazione dei rapaci e degli uccelli pelagici.
Gli ornitologi presenti provengono dalla Danimarca, dalla Scozia e dalla Francia. Tutti con la stessa passione, tutti uniti nell’attività di campo, tutti curiosi ed affascinati dagli uccelli, come sicuramente lo era H.C. Mortensen.

The Grey Fyr
La Stazione ornitologica
Rotte migratorie
Alba
Simon e i partecipanti al campo di inanellamento
Migliarino di palude
Bigiarella
Passera scopatola
Un attimo di pausa

Torneremo in Danimarca, così diversa paesaggisticamente e culturalmente dal nostro Paese, così curata, organizzata, ospitale ed emozionante.

Note

  1. Il Mare Wadden danese ↩︎
  2. Agenzia danese per la Natura ↩︎
Collegamenti esterni

Hans Christian Cornelius Mortensen: Aspects of his life and of the history of bird ringing

Piccoli uccelli che migrano

Ogni anno miliardi di uccelli migratori attraversano continenti per cercare condizioni più favorevoli.
La migrazione degli uccelli è un fenomeno naturale affascinante, seguito e studiato da milioni di persone nel mondo.
La stazione di inanellamento nella Palude di Torre Flavia, sul litorale tirrenico, è un punto privilegiato per lo studio di questo fenomeno.

Ogni anno milioni di uccelli migrano attraverso i Continenti per spostarsi dalle aree di nidificazione a quelle di svernamento e viceversa.
Due volte l’anno, anche uccelli di pochi grammi si spostano per migliaia di chilometri superando una serie di ostacoli naturali, compresi quelli indotti dalle attività dell’uomo.

La scoperta di questi viaggi che sfidano la nostra immaginazione e la capacità di sopravvivenza di questi piccoli animali, è relativamente recente.
Dal 1889, anno di introduzione dell’inanellamento a scopo scientifico, iniziato in Danimarca con l’utilizzo di anelli in metallo stampigliati con numeri progressivi e l’indirizzo postale del suo ideatore, H.Ch.C. Mortensen, questa tecnica continua a fornirci informazioni sulla vita uccelli e sull’ambiente.

Hans Christian Cornelius Mortensen (1856-1921), Danish ornithologist and was the first to employ bird ringing for scientific purposes


Per secoli la presenza e l’assenza delle specie nei singoli territori in sintonia con il ritmo delle stagioni, aveva trovato spiegazione nelle teorie di Aristotele, che verranno via via abbandonate grazie l’accumulo dei dati ottenuti con il progressivo utilizzo di questa nuova tecnica di studio.
Nessuna specie si trasforma in un altra o passa l’inverno sotto il fango o negli anfratti rocciosi ma si sposta in cerca di ambienti più favorevoli, situati anche a notevole distanza, in continenti diversi, passando da un emisfero all’altro.
E’ il caso di quelle specie che nidificano in Europa e svernano in Africa, superando le catene montuose, il mar Mediterraneo e il deserto del Sahara.
Grazie ai dati raccolti con la ricerca sul campo, oggi tutti possono consultare l’Atlante della Migrazione degli uccelli tra Europa ed Africa, realizzato dal centro europeo che coordina e promuove le attività di inanellamento nei Paesi europei, l’Euring , per scoprire che fine o che origine hanno i migratori.

Manifesto della Società Ornitologica Spagnola con alcune specie di migratori

Nell’introduzione all’ Atlante della migrazione degli uccelli in Italia, realizzato analizzando le segnalazioni di uccelli inanellati presenti nella banca dati del Centro Nazionale di Inanellamento dal 1906 a giugno 2003 “grazie al coinvolgimento di migliaia di volontari che, investendo tempo e risorse, nel ruolo di inanellatori hanno reso possibile il marcaggio degli uccelli secondo protocolli standardizzati a livello internazionale“, si può leggere l’avvincente storia dello sviluppo di quest’attività di ricerca nel nostro Paese e conoscere le rotte migratorie percorse da 316 specie di uccelli per spostarsi dai luoghi di nidificazione a quelli di svernamento.
Le banche dati ornitologiche costituiscono il più grande archivio di osservazioni sui vertebrati, permettendo di indagare anche gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biologia di queste specie.

La nostra Penisola è un ponte tra il continente Africano e quello Europeo; il monitoraggio della migrazione è coordinato dal Centro Nazionale di Inanellamento dell’ISPRA , che in primavera con il Progetto Piccole Isole e in autunno con il Progetto Alpi , vede protagonisti migliaia di volontari e milioni di uccelli.

… la comunità degli inanellatori italiani si configuri come l’esempio più rilevante di cittadini che, con la loro passione ed in modo essenzialmente volontario, contribuiscono a far sì che anche l’Italia possa rispondere positivamente alle richieste di dati di monitoraggio così come richiesto dalle norme comunitarie ed internazionali.1

La stazione di inanellamento a Torre Flavia

Superate le barriere ecologiche rappresentate dal Mediterraneo e dalle Alpi, gli uccelli necessitano di aree di sosta per alimentarsi e riposarsi, e anche piccole zone umide come la Palude di Torre Flavia sul litorale tirrenico, hanno un ruolo importante in questa giostra aerea di milioni di migratori che due volte l’anno percorrono migliaia di chilometri per poter vivere2.
In questa piccola area protetta, il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, alcuni ornitologi hanno collaborato all’attività della Stazione di Inanellamento, dal 2000 al 201434, e successivamente nel 2020-21 e 2023-2024, raccogliendo e mettendo a disposizione migliaia di dati, incontrando alunni delle scuole del territorio e gruppi di adulti.

Alcuni dei Passeriformi che frequentano Torre Flavia durante la migrazione sono veramente piccoli; Regolo ed Fiorrancino pesano in media meno di 5 grammi.

Il ruolo di questa zona umida nella migrazione emerge esaminando i dati di ricattura; tra ottobre e novembre, uccelli provenienti da diversi Paesi europei vengono catturati e rilasciati subito dopo la fase di inanellamento. Alcuni vengono ricatturati per più anni consecutivi o a distanza di anni.

PettirossoPettazzurroForapaglie castagnoloLuì piccoloPendolinoMigliarino di paludeTotale 
Austria11
Croazia11
Rep. Ceca2226
Germania112
Francia11
Polonia11
Ungheria14620
Serbia0
Slovenia213
Lituania11
Totale 121637736

Sono tutti uccelli che pesano in media meno di 20 grammi; Luì piccolo (7,1 gr.), Pendolino (9,6 gr.), Forapaglie castagnolo (10,5 gr.), Pettirosso (15,2 gr.), Pettazzurro (16,1 gr.), Migliarino di Palude (18,1 gr.).


La percentuale di ricattura di individui già marcati in altre stazioni di inanellamento è molto bassa, inferiore a 1% ; quando si trova un individuo marcato all’estero si festeggia !

Suscita stupore anche la cattura di individui appartenenti a specie le cui popolazioni nidificano nel Nord Est del continente europeo, in Russia sui Monti Urali, come il Luì siberiano, svernante sulla costa Laziale, o il Luì forestiero, le cui osservazioni sono aumentate negli ultimi anni.

Non meno stupore nasce dalla ricattura dello stesso individuo in anni consecutivi, il che dimostra la fedeltà degli individui ai luoghi di sosta o svernamento, fornendo informazioni sulla loro longevità.

Forapaglie castagnolo ricatturato a distanza di 6 anni nella stessa Stazione di Inanellamento

Una delle catture che più mi hanno sorpreso è quella di un Migliarino di palude, che inanellato nella Palude di Colfiorito ho ripreso quattro anni dopo a Torre Flavia.

Migliarino di Palude
Migliarino di palude

La frequentazione degli alunni e la partecipazione dei cittadini alle attività proposte durante tutto l’anno dal responsabile dell’area protetta e dalle Associazioni del territorio hanno cambiato il volto a questa piccola area protetta.
La Stazione di inanellamento nella Palude di Torre Flavia nel corso degli anni è diventata una meta per le scolaresche, i gruppi organizzati e le famiglie del territorio.
La richiesta è aumentata nel tempo e alcune persone tornano ogni anno per vivere questa esperienza che consente di osservare gli uccelli da vicino.
La privazione di interazioni con il mondo naturale dovuta allo stile di vita ed ai luoghi in cui si svolgono le attività quotidiane ha delle conseguenze sul nostro benessere, come dimostrano le recenti ricerche, e il successo delle visite guidate alla stazione di inanellamento forse è proprio questo, essere un antidoto all’ estinzione dell’esperienza.

Per promuovere l’attività e restare in contatto con i visitatori è stato utilizzato un social network che in meno di un mese ha ricevuto più di 300 iscrizioni.
Se anche tu vuoi rimanere aggiornato sull’attività di inanellamento nel Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, clicca sull’immagine sottostante.

L’inanellamento a scopo scientifico, pur basandosi su
protocolli complessi e ben definiti che richiedono una pre-
parazione specialistica da parte degli operatori, per la mag-
gior parte dei casi si basa sul volontariato.
Quest’attività costituisce, infatti, uno degli esempi più significativi di
“citizen science” nel nostro Paese, in grado di apportare
un contributo significativo alle conoscenze sull’avifauna.
È importante, perciò, che tale patrimonio, umano e scientifico, non vada disperso. 5

Letture consigliate

La migrazione degli uccelli. Genetica, evoluzione, comportamento, ecologia. Berthold P., Bollati Boringhieri

Viaggiatori straordinari. Bulgarini, Fraticelli, Montemaggiori, Orme editore

Perché i canti degli uccelli sono più importanti di quello credi.
The Gardian, 12/12/24

Uccelli e salute umana: percorsi per una relazione positiva e una migliore integrazione. IBIS, vol. 166, 2024

Collegamenti esterni

L’inanellamento per la scienza e la conservazione. Opuscolo Euring

L’Italia: un ponte attraverso il Mediterraneo. Ruolo dell’ISPRA nel monitoraggio degli uccelli migratori.

Stato di conservazione degli uccelli migratori. ISPRA

Indice di variazione della data di migrazione primaverile. ISPRA

The Eurasian African Birds Atlas. EURING Bird Migration Atlas

European Longevity List, 2023. EURING.org

Fotografie su Flickr

Palude di Torre Flavia: inanellamento dell’avifauna selvatica. YouTube

Note

  1. Spina F. & Volponi S., 2008 – Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia Passeriformi. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). 632 pp. ↩︎
  2. Confronto tra le catture autunnali in quattro zone umide dell’Italia Centrale Alula XVII (1-2): 99-104 (2010)
    ↩︎
  3. Autumn captures from Torre Flavia Ringing Station
    Avocetta , 2015 39(2):73-81 ↩︎
  4. Primo anno di attività della stazione di inanellamento di Torre Flavia ↩︎
  5. Cuti N., E. D. Canale. Analisi qualitativa e quantitativa dell’attività d’Inanellamento in Sicilia nel periodo 1998-2013. Avocetta, 38: 91- 126 (2014) ↩︎

Osservatorio Ornitologico di Capri

L’osservatorio ornitologico di Capri non è in territorio italiano e per accedervi bisogna lasciare i documenti al Consolato Svedese. Grazie alla Fondazione Axel Munthe, che gestisce Villa San Michele, gli ornitologi usufruiscono dell’ospitalità nel Castello Barbarossa, scelto come base logistica per le attività di ricerca iniziate da ornitologi svedesi nel 1956. Dal 1988 l’osservatorio è inserito nel Progetto Piccole Isole coordinato dal Centro Nazionale di Inanellamento di ISPRA.

La prima volta che sono salito al Castello Barbarossa erano gli anni 80.
Avevo stretto amicizia con Marco ed iniziato a seguirlo in giro per la Penisola nelle sue attività di inanellamento che svolgeva per conto della Lipu, così accettai con entusiasmo la proposta di andare all’Osservatorio Ornitologico di Capri nel periodo della migrazione primaverile.

Per raggiungerlo bisogna salire sul monte che sovrasta il porto di Capri, punto strategico e panoramico nel Golfo di Napoli, percorrendo una stretta e ripida stradina a cui si accede da Villa San Michele nel comune di Anacapri.

Fu il medico svedese Axel Munthe a donarla allo Stato Svedese insieme al Castello e a un pezzo di montagna acquistata con lo scopo di creare un’area protetta per l’avifauna migratoria.
La sua storia è narrata nel libro autobiografico La storia di San Michele, uscito nel 1929 e diventato uno dei libri più letti e tradotti al mondo.

L’osservatorio ornitologico nasce nel 1956 sotto l’impulso della Fondazione Villa San Michele che affida alla Società Ornitologica Svedese le prime ricerche sulla migrazione dei Passeriformi nel Mediterraneo, e dal 1988 è una delle principali stazioni del Progetto Piccole Isole 1,2,3, attività tuttora coordinata dal Centro Italiano di Inanellamento dell’Ispra.

Da allora sono tornato al Castello Barbarossa prima con gli amici della Sropu che animavano la stazione di inanellamento nell’Oasi WWF di Palo Laziale, tra cui Alessandro, poi con Dario del Centro Nazionale di Inanellamento, responsabile del progetto dal 2001.

I dati raccolti dall’osservatorio ornitologico più longevo del Mediterraneo hanno contribuito alla comprensione di un fenomeno che coinvolge milioni di animali che si spostano dai quartieri di svernamento africani a quelli riproduttivi europei 4,5,6,7 .

Le ricerche sono state utili alla preparazione della Strategia Nazionale della Biodiversità 8 e l’analisi dei dati permette il calcolo di indicatori utilizzati nei report ambientali del Ministero. 9


I dati raccolti sul campo hanno dato un contributo fondamentale per la realizzazione dell’Atlante delle Migrazioni degli Uccelli in Italia.

Quello che spinge gli ornitologi su per quel piccolo viale che sale sul monte è forse la variante umana dell’irrequietezza migratoria che si manifesta negli uccelli, una serie di modificazioni fisiologiche e comportamentali che spinge gli individui a “tornare in un luogo che ti è entrato dentro”, come scrive Rossella Funghi nell’intervista a Dario apparsa su Capri rewiew dal titolo I migratori del Barbarossa.

I migratori di Barbarossa


Forse è lo stesso spirito che animava Axel Munthe che si tramanda e si manifesta in quelle persone che con passione investono energie, tempo e risorse nello studio e nella protezione degli uccelli.
Tutta la mole di lavoro necessaria al Progetto Piccole Isole è svolta da volontari, tranne in pochi casi, che spesso dopo le prime volte non tornano più, ognuno con una motivazione differente.
La Citizens Scienze, la partecipazione dei cittadini ad attività di ricerca e monitoraggio in campo ambientale, è cresciuta d’importanza negli ultimi anni e sono molte le possibilità di contribuire agli studi condotti da Associazioni o Enti di ricerca, ma la partecipazione alle attività di inanellamento a scopo scientifico richiede qualcosa in più rispetto alla semplice trasmissione di informazioni di testo o foto richieste per la partecipazione a questi progetti nazionali resi possibili dalle piattaforme informatiche.
Non basta un click, bisogna alzarsi presto, percorrere molti km al giorno, anche se in posti stupendi c’è poco tempo per riposare ed oziare o andare in giro.
La ricerca sul campo è impegnativa, spesso faticosa, e richiede una certa disponibilità economica, fattori che possono aver contribuito ad allontanare le nuove generazioni da questa attività.


Anche se il volontariato impegna molti cittadini in diversi settori, sono sempre meno i giovani nella società e ancora di meno quelli che si avvicinano all’attività di inanellamento scientifico, consci che tutti i loro sforzi riceveranno solo un generico ringraziamento e che difficilmente saranno remunerati per le loro capacità e competenze acquisite nel caso intraprendano il percorso formativo che porta al rilascio dell’autorizzazione a svolgere l’attività in autonomia.

Ogni volta che dico che vado a Capri mi chiedono sempre se farò il bagno, non sanno che non c’è tempo, che le uniche situazioni in cui non si lavora è quando il brutto tempo costringe a chiudere l’impianto di cattura e restare chiusi nel Castello.
Solo nelle giornate con troppo vento per operare, c’è tempo per camminare sui sentieri dell’Isola, visitare la Villa San Michele o la chiesa di San Michele ad Anacapri con il suo pavimento in maiolica decorata
.

Non si immaginano che per tutto il tempo si va e si torna dalle reti disposte sulla montagna intorno al Castello, si misurano ed inanellano centinaia di individui al giorno, dall’alba fino a notte inoltrata, si collabora con gli altri per svolgere tutte le attività necessarie al buon funzionamento della stazione.
Albe e tramonti scandiscono la giornata, così come i controlli orari all’impianto di cattura.

La partecipazione ai progetti di inanellamento da parte dei volontari è ripagata solo dalle emozioni che si provano e quelle non hanno prezzo, non si comprano nè si vendono. Il piacere di fare ricerca sul campo impone l’adesione a rigidi protocolli di ricerca e richiede un impegno costante negli anni per ottenere dei risultati soddisfacenti.
In pochi intraprendono questo percorso e il risultato è che in questi anni il numero di volontari è diminuito ed è aumentata l’età media dei partecipanti.

Panaorama
Le foto
Note e collegamenti esterni

1 – Progetto Piccole Isole (PPI) , Centro Nazionale di Inanellamento, ISPRA

2 – Il Progetto Piccole Isole. Montemaggiori A. & Spina F., 2002.


3 – II Giornata Romana di Ornitologia – Roma Tre . A. Montemaggiori, 2012
Inanellamento e conservazione. Il progetto piccole isole.

4 – Bird migration across the Mediterranean: Ringing activities on Capri within the Progetto Piccole Isole. April 2006 Ornis Svecica 16(1):20-26

5 – The timing of spring migration in trans-Saharan migrants: a comparison between Ottenby, Sweden, and the island of Capri, Italy. January 2006 Ornis Svecica 16(1):27-33

6 – Spring Migration Across Central Mediterranean: General Results from the “Progetto Piccole Isole”. January 1993 Vogelwarte 37((Sonderheft)):1-94

7 – Capri Bird Obserbatory. April 2006 Ornis Svecica 16(1):13-19

8 – Ministero dell’Ambiente, 2009 – Verso la Strategia Nazionale per la Biodiversità
TUTELA DELLE SPECIE MIGRATRICI E DEI PROCESSI MIGRATORI

9 – Annuario dei dati Ambientali, 2022. Ispra



I post scritti negli anni passati sul Blog del Centro Studi Ornitologici “Antonio Valli da Todi” sull’attività di inanellamento a scopo scientifico.